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NEWS: Giornali Internet 14/02/09



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CACCIA
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Esemplare di poiana impallinata da un cacciatore
http://www.lameziaweb.biz/newlametino.asp?id=2813
CURINGA - Una poiana ferita è stata rinvenuta a Curinga, vittima di un
cacciatore senza scrupoli. A Darne la notizia è il Wwf Calabria. La stagione
della caccia si è chiusa ufficialmente da due settimane, ma c'è chi non sa
proprio rinunciare a prendere a fucilate il primo volatile che capita a
tiro, incurante del fatto che sia protetto o meno.
A fare le spese di questo diffuso disprezzo per le leggi in materia di
tutela della fauna, è stato un bellissimo esemplare di poiana, una femmina,
rinvenuta con l'ala fracassata dai pallini di piombo nella frazione
"Acconia" del comune di Curinga.
Ad accorrere sul posto alcuni agenti dell'Anpana di Lamezia Terme, che hanno
provveduto a trasportare il rapace ferito presso il Centro Recupero Animali
Selvatici gestito dalla provincia di Catanzaro.
Nonostante le cure tempestive di uno dei veterinari del Centro, il dottor
Fabio Castagna, a causa della gravità delle ferite, le speranze che la
Poiana sopravviva sono legate ad un filo.
Proprio nei giorni scorsi il Centro Recupero Animali Selvatici (Cras) del
capoluogo era stato impegnato nella cura di un'altra poiana, un allocco e un
raro esemplare di gabbiano tridattilo recuperati dal Wwf Calabria a causa di
varie patologie.
Ed è ancora una volta il Wwf a denunciare da un lato la continua
persecuzione cui viene sottoposta la fauna selvatica, già messa a dura prova
dal maltempo che ormai imperversa sulla regione da mesi e, dall'altro, la
carenza di vigilanza sul territorio per cercare quanto meno di contrastare
le pratiche più usuali di bracconaggio che, come prova l'abbattimento della
poiana di Curinga, non sembrano trovare ostacoli .
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Chiusa la caccia continuano i controlli della Polizia Provinciale contro i
cacciatori di frodo
http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=348400&Data=2009
0214&CodSigla=VE
(G.B.) Chiusa la caccia continuano i controlli della Polizia Provinciale
contro i cacciatori di frodo. Così, nei giorni scorsi nelle rete dei
controlli è finito un bracconiere già noto per questo tipo di reati. Si
tratta di E.B., un sessantacinquenne residente a Cavallino, identificato
dopo alcuni giorni di indagini ma soprattutto dopo essere stato colto in
flagranza di reato. Nonostante la chiusura della stagione venatoria, l’uomo
è stato sorpreso a cacciare in laguna dopo le 20, quindi oltre ogni orario
di caccia, e con un’ arma dotata di silenziatore e per tanto illegale.
Bloccato da due agenti della Polizia Provinciale esattamente nel momento in
cui ha abbattuto una femmina di codone, per lui ora le conseguenze possono
essere piuttosto pesanti. Il sesantacinquenne rischia infatti da uno a tre
mesi di carcere e una sanzione amministrativa di oltre 5 mila euro.
«Vogliamo sradicare questa anticultura della caccia - ha detto l’assessore
provinciale Luigi Solimini - perché con la giustificazione del ‘si è sempre
fatto così’ qualcuno crede di essere giustificato in tutto e per tutto.
Chiaramente non è vero e ben lo sa anche chi va a cacciare con armi
modificate per l’uso del silenziatore. Questa non è caccia, non è passione e
continueremo a contrastare l’illegalità. Sappiano i bracconieri che la
Polizia Provinciale non va in vacanza e che anche oltre il termine della
caccia continuerà a orchestrare il presidio, anche notturno, del territorio
a tutela della legalità e di quanti rispettano le condizioni stabilite».
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Verona. Il Tar salva i piccioni: annullata l'ordinanza che ne consentiva la
caccia
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=46512&sez=NORDEST
VERONA (14 febbraio) - Il Tar del Veneto ha annullato il provvedimento del
Comune di Verona che consentiva ai cacciatori di uccidere i piccioni sul
territorio. La Lega anti-caccia (Lac) aveva impugnato il provvedimento
comunale e aveva fatto ricorso.
Ora la seconda sezione del TAR del Veneto ha dato ragione ai protettori dei
piccioni, specie che appartenente alla fauna selvatica e dunque che deve
essere protetta.
«Siamo soddisfatti di questa importante ordinanza, anche se arrivata allo
scadere della stagione venatoria, perché pone fine al massacro di questi
animali – ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della Lac del Veneto –
inoltre perché boccia l’arroganza di chi voleva consegnare nelle mani dei
cacciatoriil destino della fauna selvatica protetta che è patrimonio di
tutti noi».
Saranno contenti i piccioni, e saranno contenti anche tutti gli allevatori
veronesi - secondo la Lac ce ne sarebbero molti - che si prodigano per far
crescere e addestrare piccioni e colombi viaggiatori.
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Verdi: alcol test ai cacciatori
"Gli incidenti aumentano: chi maneggia un´arma deve essere sobrio"
http://firenze.repubblica.it/dettaglio/Arte-venatoria-i-Verdi:-alcol-test-ai
-cacciatori/1590422?ref=rephp
di Laura Montanari
I Verdi annunciano ad Arezzo un sit-in di protesta con distribuzione del
volantino «per non morire di caccia». Intanto presenteranno in consiglio
regionale una proposta sul fronte della sicurezza riguardo alle regole di
circolazione delle doppiette: «Basta con gli incidenti - sbotta Fabio
Roggiolani, consigliere regionale dei Verdi - i cacciatori come gli
automobilisti vanno sottoposti all´alcoltest e al test delle droghe.
Maneggiano un´arma e devono dimostrare di essere sobri e lucidi: soltanto
nel 2008 dobbiamo contare in Toscana diciassette morti per incidenti
venatori su un totale di 126 vittime, 41 morti e 85 feriti, in tutta Italia.
Siamo la regione con più decessi per la caccia. E´ urgente fare qualcosa».
Roggiolani protesta anche per l´eventuale impiego dei cacciatori negli
abbattimenti dei cinghiali: «Proprio loro che hanno causato questi danni
dovrebbero adesso essere quelli che tutelano il territorio. Figuriamoci. Da
tempo noi chiediamo per esempio di togliere i cinghiali dall´isola d´Elba
perché non c´erano: chi ce li ha portati? I cacciatori». Il consigliere
ambientalista accusa il popolo delle doppiette anche per l´aumento
esponenziale degli ungulati: «Chi li foraggia? Chi li pastura nei boschi con
cumuli di fieno e di pane secco? C´è una selezione naturale della specie e
una diminuzione numerica dei capi quando ci sono inverni freddi e con molta
neve e invece qui si assiste anche all´aumento dei lupi: perché? Perché
trovano più prede proprio tra gli ungulati, cinghiali, ma anche caprioli e
daini». Al posto degli abbattimenti a suon di colpi di fucile i Verdi
propongono i recinti di cattura («l´uccisione di un animale non è uno
sport») e il proseguimento del programma di abbattimenti selettivi delle
varie specie.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it