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NEWS: Giornali Internet 16/02/09



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CACCIA
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Cacciatori divisi, «spari» su Flaim
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/trentinocorrierealpi/2009/0
2/16/AN2PO_AN203.html
VILLAZZANO. Tira aria di scontento tra le fila dell’Unione dei cacciatori
del Trentino. E’ bufera tra l’Associazione cacciatori trentini di Sandro
Flaim ed Enzo Pizzini, presidente dell’Unione. Riacceso il dibattito all’
interno della federazione con una lunga requisitoria. «Perché il presidente
Flaim non spiega alla stampa perché nelle altre province il permesso di
caccia costa 6/7 volte in meno che in Trentino? - ha attaccato ieri Pizzini,
durante l’assemblea ordinaria svoltasi a Villazzano - Perché il presidente
Flaim non dice che la gestione della caccia affidata ad un’associazione
faunistica privata è una anomalia congenita per questa provincia? Perché il
presidente Flaim si vanta di gestire la caccia in Trentino come un esempio
da esportare, dove invece nelle altre province italiane la qualità e
quantità della selvaggina sono molto consistenti? Perché non dice quanti
cacciatori si recano fuori provincia per cacciare?». Sommate a tutto questo
una stagione venatoria non esaltante (su cui ha pesato anche la sua
sospensione a causa delle abbondanti nevicate ndr.) per la grande
maggioranza dei cacciatori trentini e la frittata è fatta. Un parere
condiviso dai circa 430 associati all’Unione, un associazione che negli
ultimi anni ha visto un aumento annuale di circa 30/40 membri maturando il
diritto di essere presenti nel direttivo dell’ente gestore con un loro
rappresentante, Roberto Dapor, e nel comitato faunistico provinciale (lo
stesso Pizzini). Una presenza all’interno del consiglio che ha permesso all’
Unione di valutare il clima tra i vertici alti dell’associazione guidata da
Flaim, un comitato dirigente che, secondo Dapor, non segue gli interessi dei
cacciatori trentini. Un atteggiamento che, secondo il presidente dell’
Unione, risalta soprattutto nella lettura di un bilancio che si aggira
intorno ai 6 milioni di euro. Non ultimo il problema legato ai cacciatori
che si recano fuori provincia: «La legge 24/91 precisa che è fattibile
concedere autorizzazioni nella nostra provincia per la nascita di aziende
faunistico / venatorie - spiega Pizzini - Queste potrebbero assolvere il
compito di preparazione dei cani, a vantaggio del cacciatore. Così i
cacciatori trentini appassionati di questo tipi di caccia sono costretti a
recarsi in Veneto, in Lombardia ed in Emilia Romagna». L’Unione però non ha
voglia di restarsene con le braccia incrociate: «Chiederemo un incontro con
le forze politiche provinciali per discutere sulla situazione della caccia
in Trentino» chiude Pizzini.  Pronta la replica di Flaim: «Non capisco il
valore di queste accuse - spiega il presidente dell’Associazione cacciatori
trentini - rigetto quindi queste domande al mittente che dimostra di avere
grosse lacune in materia: in Trentino i cacciatori contribuiscono alla
stessa maniera di altri loro colleghi residenti in altre province italiane,
oltre al fatto che non assumiamo i costi della gestione della caccia. Anche
il bilancio presentato da Pizzini non dice la verità (ci aggiriamo intorno
ai 6 miliardi delle vecchie lire) mentre sulla qualità e la quantità di
cacciagione, basti pensare a questo inverno, lo capirebbe anche un
bambino». - Nicola Morandi
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Savona, caccia: gli Ecologisti Democratici contro il ddl Orsi
http://www.ivg.it/2009/02/16/savona-caccia-gli-ecologisti-democratici-contro
-il-ddl-orsi/
Caccia
Savona. Gli Ecologisti Democratici di Savona intervengono sulla proposta di
riforma della caccia presentata dal senatore forzista Franco Orsi. Così la
coordinatrice del circolo provinciale Gabriella Giachello: “Sotto l’ombrello
della difesa del territorio e della tutela delle produzioni agricole il ddl,
oltre a consentire deprecabilmente ai ragazzini di sedici anni di
imbracciare il fucile, non risolve i problemi annosi della caccia e risulta
in contrasto con le normative europee. Stupisce che il senatore Orsi, dopo
un lungo silenzio, torni alla ribalta delle cronache nazionale e locali
compiendo un passo falso”.
Secondo gli ecologisti savonesi, il disegno di legge che intende riformare
la legge 157 presentato dal relatore Orsi è “anacronistico e poco condiviso
tra le categorie dei cacciatori e degli agricoltori”. “Basta infatti
consultare i siti delle stesse associazioni venatorie per toccare con mano
quanto poco apprezzato e invece criticato sia il ddl e quanto vi sia ancora
da lavorare per integrarlo e migliorarlo” osserva Gabriella Giachello. Tra i
punti contestati, oltre al patentino che gli adolescenti potrebbero
conseguire per sparare, l’esclusione di animali come il piccione domestico,
la nutria, il lupo, le specie alloctone o esotiche quali pappagalli,
ermellini e scoiattolo grigio dalla protezione faunistica.
Gli Ecologisti Democratici del circolo provinciale di Savona “auspicano da
parte del senatore Orsi un maggior impegno su un argomento come l’attività
venatoria che non richiede liberalizzazioni improvvisate che fomentino, così
come invece pare ormai essere consuetudine di chi oggi è maggioranza,
battaglie fra opposti fronti ideologici, ma che richiede al contrario
condivisione con tutti gli attori di un mondo estremamente complesso e
variegato quale è la tutela del nostro entroterra”.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it