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NEWS: Giornali Internet 17/02/09



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CACCIA
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Lazio
Scoperte e rimosse trappole bracconieri nel parco dei Castelli
http://www.dire.it/DIRE-LAZIO/scoperte_e.php?c=18602&m=13&l=it
ROMA - Non si placa la caccia di frodo sul territorio protetto del Parco dei
Castelli Romani. I Guardiaparco hanno scoperto infatti numerose trappole per
cinghiali, posizionate sulle colline che fanno parte del Comune di Rocca di
Papa da bracconieri senza scrupoli. Si tratta di teloni di plastica
interrati che impediscono all'acqua piovana di defluire normalmente, in
questo modo si creano pozze di fango che funzionano da esca per gli animali;
uno stratagemma che i bracconieri attuano per attirare i cinghiali e poi
cacciarli, ignorando qualsiasi regola.
I Guardiaparco, insospettiti dalla presenza molto circoscritta di buche
piene di fango nell'area, hanno smosso la terra e hanno avuto conferma
dell'artificiosità delle pozze; si è dunque proceduto alla bonifica
dell'area. "La caccia svolta in questo modo- commenta il vice presidente del
Parco, Giancarlo Trombetta- perde qualsiasi significato rispetto ai valori e
alle relazioni ambientali e diventa semplicemente un massacro verso gli
animali selvatici. Le relazioni fra l'uomo e l'ambiente discendono dai
diritti di tutti, animali compresi".
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Esemplare di poiana impallinata da un cacciatore
http://www.gazzettadelsud.it
CURINGA - Una poiana ferita è stata rinvenuta a Curinga, vittima di un
cacciatore senza scrupoli. A Darne la notizia è il Wwf Calabria. La stagione
della caccia si è chiusa ufficialmente da due settimane, ma c'è chi non sa
proprio rinunciare a prendere a fucilate il primo volatile che capita a
tiro, incurante del fatto che sia protetto o meno.
A fare le spese di questo diffuso disprezzo per le leggi in materia di
tutela della fauna, è stato un bellissimo esemplare di poiana, una femmina,
rinvenuta con l'ala fracassata dai pallini di piombo nella frazione
"Acconia" del comune di Curinga.
Ad accorrere sul posto alcuni agenti dell'Anpana di Lamezia Terme, che hanno
provveduto a trasportare il rapace ferito presso il Centro Recupero Animali
Selvatici gestito dalla provincia di Catanzaro.
Nonostante le cure tempestive di uno dei veterinari del Centro, il dottor
Fabio Castagna, a causa della gravità delle ferite, le speranze che la
Poiana sopravviva sono legate ad un filo.
Proprio nei giorni scorsi il Centro Recupero Animali Selvatici (Cras) del
capoluogo era stato impegnato nella cura di un'altra poiana, un allocco e un
raro esemplare di gabbiano tridattilo recuperati dal Wwf Calabria a causa di
varie patologie.
Ed è ancora una volta il Wwf a denunciare da un lato la continua
persecuzione cui viene sottoposta la fauna selvatica, già messa a dura prova
dal maltempo che ormai imperversa sulla regione da mesi e, dall'altro, la
carenza di vigilanza sul territorio per cercare quanto meno di contrastare
le pratiche più usuali di bracconaggio che, come prova l'abbattimento della
poiana di Curinga, non sembrano trovare ostacoli.
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LOMBARDIA: REGIONE PRESENTA PDL IN PARLAMENTO SU CACCIA IN DEROGA
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http://www.libero-news.it/adnkronos/view/59848
Milano, 17 feb. - (Adnkronos) - Una proposta di legge al Parlamento
nazionale per rendere legittimo e possibile in Lombardia il prelievo
venatorio in deroga, dopo lo stop imposto da due sentenze della Corte
Costituzionale del 2008 che intimano alle leggi regionali di non scavalcare
il potere di controllo governativo sul prelievo venatorio delle specie in
deroga.
A presentarla sono stati i Consiglieri regionali Vanni Ligasacchi e Pietro
Macconi (AnPdl), Carlo Saffioti (Fi-Pdl), Monica Rizzi e Giosue' Frosio
(Lega Nord) e Gianmarco Quadrini (Udc), dopo che il 22 dicembre 2008 la
Giunta lombarda aveva approvato all'unanimita' una presa d'atto del
Presidente Roberto Formigoni con la quale si evidenziava la contrarieta'
all'approvazione di nuovi provvedimenti legislativi a carattere regionale
che autorizzassero qualsiasi forma di caccia in deroga.
Negli ultimi anni infatti nessun provvedimento amministrativo, posto in
essere da qualsiasi regione italiana, ha trovato riconoscimento di
legittimita' da parte di qualsiasi Tribunale Amministrativo Regionale. Il
Parlamento nazionale, con la recente riforma del titolo V della Costituzione
attribuisce alle Regioni una piena autonomia e potesta' legislativa in
materia di prelievo in deroga, ma le Regioni si trovano attualmente
costrette ad applicare le deroghe per il prelievo venatorio con atti
amministrativi che vengono sistematicamente bocciati dai Tar di tutta
Italia.
''E' evidente a questo punto -spiegano i Consiglieri regionali promotori
della proposta di legge al Parlamento- che la questione puo' trovare una
equa soluzione solo apportando una piccola modifica legislativa allo stesso
comma 4 delll'art.19 bis della legge 157/92. Ora, con questa proposta di
Legge al Parlamento, la Regione Lombardia da una parte rivendica la piena
potesta' legislativa in materia di disciplina dell'esercizio delle deroghe
previste dall'art. 9 della direttiva 79/409/Cee e dall'altra rimane fedele
al potere di controllo del Governo, in sintonia con le indicazioni
comunitarie della stessa direttiva''. ''Questo progetto di legge al
Parlamento -concludono Ligasacchi, Macconi, Saffioti, Frosio, Rizzi e
Quadrini- mettera' in futuro la Regione Lombardia al riparo da ulteriori
giudizi negativi da parte della Corte Costituzionale e consentira' al
legislatore regionale di poter predisporre atti normativi in grado di
riconoscere il valore culturale e tradizionale di pratiche venatorie del
tutto conformi e rispettose delle direttive comunitarie e delle leggi del
Parlamento italiano''.
Intanto la Commissione ''Attivita' produttive'' presieduta da Carlo
Saffioti, su richiesta del Consigliere regionale Vanni Ligasacchi, nei
prossimi giorni terra' un incontro con l'assessorato regionale
all'Agricoltura per approfondire le novita' e le eventuali ripercussioni del
recente decreto ministeriale che introduce modifiche alla normativa vigente
in materia di zone di protezione speciale.
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Caccia alle nutrie
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/nuovavenezia/2009/02/17/VP1
PO_VP105.html
CAMPOLONGO. Partono anche a Campolongo e Camponogara le squadre di
cacciatori anti nutrie che da qualche settimana sono a disposizione della
provincia nel comune di Campagna Lupia. «Anche noi come il comune di
Campagna Lupia - spiega il sindaco Roberto Donolato - abbiamo messo a
disposizione della provincia una serie di nominativi di cacciatori disposti
ad abbattere le nutrie che tanti danni provocano all’agricoltura. Dopo il
via libera della Provincia potranno agire direttamente sul territorio».
Stessa scelta a Camponogara dove il sindaco Desiderio Fogarin ha emesso un’
ordinanza che permette l’abbattimento degli animali da parte dei cacciatori.
Per ogni comune sono stati scelti 5 cacciatori scelti fra le associazioni
Federcaccia, Arci caccia e Cacciatori Veneti che saranno impegnati nella
riduzione del numero delle nutrie. Nel 2008 sono state abbattute in
provincia di Venezia 4.700 nutrie, solo con la polizia provinciale e i
trappolaggi. 500 in più dell’anno precedente. Con l’aiuto di una cinquantina
di cacciatori in tutta la provincia si pensa di raggiungere ampiamente,
quest’anno o nel 2010 la cifra di 6000-6500 nutrie annue abbattute, lo
stesso numero che la provincia di Padova. (a.ab.)
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Ambientalisti: "Faremo tutto il possibile contro questa inutile cattura
delle lepri"
http://www.pugliatv.com/web/news.asp?id=14612
"Dov'era il Comune di Brindisi quando si è aperta la cattura delle lepri del
Parco Naturale delle Saline di Punta della Contessa, che si era detta
incruenta, ma che invece ha procurato la morte di due esemplari, senza
peraltro risolvere il problema degli agricoltori locali?” E' questo che si
chiedono le associazioni ambientaliste e animaliste che da tempo lottano
perchè i danni arrecati alle colture dell'area del Parco delle Saline dagli
animali, non ricadano sul patrimonio della fauna e sul parco stesso. Un
provvedimento del Tar ha autorizzato la procedura di cattura e
allontanamento dal parco di 400 lepri. L'intervento viene contestato dagli
ambientalisti perchè stimato sulla base di un censimento dell'Osservatorio
faunistico regionale, secondo loro inattendibile perchè effettuato solo sul
15% del parco e senza il coinvolgimento del Comitato Tecnico Faunistico
Provinciale, e per di più portato a termine da personale per lo più non
qualificato. I rappresentati delle associazioni ricordano anche in questa
circostanza quanto dichiarato nelle direttive dell'Unione Europea: il parco
è un istituto a difesa degli ecosistemi di interesse comunitario e come tale
va protetto nella sua interezza. Anche in virtù del fatto che in qualità di
patrimonio di biodiversità può rappresentare una fonte di sviluppo
agri-turistico e creare occupazione. Un modo per promuovere lo stesso
territorio. Per tale motivo le associazioni in questione ritengono
incongruente il modo in cui le locali istituzioni stanno affrontando il
problema. “Non v'è dubbio che gli affari degli agricoltori della zona vadano
tutelati, ma” ribadiscono “la cattura di centinaia di esemplari di lepri,
che non è detto per altro che siano gli unici responsabili del
danneggiamento alla vegetazione, non è la strada giusta”. Più volte gli
ambientalisti hanno fornito a sostegno delle proprie tesi metodi
alternativi, ed ecologicamente compatibili, alla cattura: l'immissione nel
parco di predatori naturali delle lepri, come le volpi, che ristabiliscano
il naturale equilibrio della fauna, la conversione delle colture in biomasse
vegetali, in considerazione anche della vicinanza al nastro trasportatore
che rende dubbia la salubrità dei prodotti per uso alimentare, la protezione
delle coltivazioni interessate con reti metalliche e gli indennizzi, in
particolare questi ultimi metodi vengono suggeriti e sostenuti dall'Istituto
Nazionale per la Fauna Selvatica, già dal 2007. La forte contraddizione
contro cui si battono gli ambientalisti è l'immissione sul territorio
provinciale, da più di dieci anni per volontà dei cacciatori, di migliaia di
esemplari di lepri ogni anno, che si vanno ad aggiungere a quelle
allontanate dal parco. La cattura ormai è aperta ma gli animalisti non
smetteranno di rivendicare le proprie ragioni se necessario anche davanti
alla Procura della Repubblica.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it