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Nuovo decreto a favore dei cacciatori. Condanna della Lega del Cane al testo Orsi



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Nuovo decreto a favore dei cacciatori.
Condanna della Lega del Cane al testo Orsi

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane contesta, assieme ad altre Associazioni Animaliste, il testo del relatore Franco Orsi (PDL) che ha unificato i disegni di riforma della legge 157/92, unica legge italiana a tutela della fauna e che disciplina anche la caccia.

L'11 febbraio 2009, il Ministro all'Ambiente ha firmato il decreto a favore dei cacciatori, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, a firma  Prestigiacomo.
Il decreto prevede alcune modifiche alle misure di conservazione previste per le aree tutelate dalle Direttive Comunitarie (SIC: Siti di Importanza Comunitaria e ZPS: Zone di Protezione Speciale).
Il decreto liberalizza la caccia, elimina le misure minime di conservazione per ZPS e SIC. Elimina quelle norme che tutelavano e regolamentavano la costruzione di nuovi impianti da sci, impianti eolici, nuove cave, e anche alcune norme di limitazioni sulla caccia stessa.
In realtà, ci sembra di cogliere che il Ministro all'Ambiente ignori sia le leggi richieste dai comuni cittadini, che sono molto più  numerosi dei cacciatori e che sono per l'abolizione della caccia; nonché le regole dettate dalla Comunità Europea a tutela delle aree di particolare rilevanza ambientale.

Come hanno già fatto notare numerose Associazioni :"La proposta assemblata dal senatore Orsi, più che una riforma alla legge 157/92 è una lunga lista di illegittimità costituzionali, infrazioni alla normativa comunitaria e concessioni a bracconieri e ultra' della doppietta, per un risultato finale irricevibile e irrazionale. Come è possibile la cancellazione dell'interesse nazionale per la tutela degli animali selvatici, quando la Costituzione dice che la fauna, in quanto parte essenziale dell'ecosistema, deve essere tutelata dallo Stato?" E come è possibile che in autonomia i sindaci possano AUTORIZZARE LO STERMINIO DI LUPI, ORSI E OGNI ALTRA SPECIE SUPERPROTETTA dalle normative internazionali?" Forse, il  Ministro italiano all'Ambiente, di cui è quasi difficile ricordare il nome, proprio per la sua straordinaria assenza  in tutti quelli che possono esseri argomenti relazionati all'ambiente, agli animali e alla loro tutela, non ha mai sentito parlare, per fare un esempio, del Progetto Life Ursus in Trentino, o del progetto sull'orso marsicano nel Parco degli Abruzzi?
Magari dovrebbe informarsene, dato che l'Italia, solo per questi due progetti, ha ricevuto e riceve  fondi consistenti dalla Comunità Europea. Non vorrà mica fare la figura di quella che si intasca i soldi senza mantenere gli accordi?
Inoltre,  è importante denunciare una drastica riduzione della vigilanza venatoria proprio quando  le direttive comunitarie chiedono che i controlli vengano rafforzati e le sanzioni subiscano aumenti, soprattutto in Paesi tristemente noti per l'alto tasso di bracconaggio, quale è l'Italia.