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NEWS: Giornali Internet 24/02/09



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CACCIA
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Secinaro, denunciati bracconieri, fra loro anche il comandante della Polizia
municipale
http://www.rete5.tv/index.php?option=com_content&Itemid=2&task=view&id=14008
SECINARO - Quattro bracconieri sono stati scoperti e denunciati dagli agenti
della Polizia provinciale, mentre era in corso una battuta al cinghiale
all'interno del Parco regionale Sirente-Velino. I quattro sono stati fermati
nel territorio di Secinaro e alla vista dei poliziotti hanno cercato di
darsi alla fuga rischiando anche di investire uno degli agenti.
Sul fuoristrada dei bracconieri, gli agenti della Polizia provinciale,
coordinati dal comandante Antonio Febbo, hanno trovato la carcassa di un
cinghiale che era stato appena ucciso.
Dopo le formalità di rito i quattro, tra i quali anche il comandante della
Polizia municipale di Secinaro, sono stati denunciati per porto abusivo di
armi e caccia all'interno di area protetta; fucili e munizioni dei quattro
bracconieri sono state poste sotto sequestro. Red.
Genova, troppi cinghiali: blitz all’alba
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Caccia ai bracconieri che uccidono le lepri
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/tribunatreviso/2009/02/24/T
P7PO_TP707.html
SALGAREDA. Potrebbero essere individuati a breve i bracconieri che di notte,
tra l’altro in periodo di caccia chiusa, uccidono le lepri con una carabina
calibro 22. Gli episodi si sono verificati nelle scorse settimane in
località «Fiorentina» nel territorio comunale di Salgareda, proprio a
confine tra le frazioni di Campodipietra e San Nicolò. Sono state, infatti,
casualmente rinvenute, in una riserva di caccia della zona, due lepri adulte
gravemente ferite da pallottole sparate con un fucile calibro 22, un’arma in
dotazione a pochissime persone e che, al giorno d’oggi, molto difficilmente
viene usata per la caccia legale. «Si tratta del fucile - spiega l’
ottantaquattrenne Aldo Sartori uno dei più anziani cacciatori della
provincia - più usato dai bracconieri per uccidere le lepri illegalmente.
Può essere dotato di silenziatore e cannocchiale. Di solito questi
personaggi agiscono in coppia: uno illumina, con una grossa pila il
malcapitato animale, l’altro spara quasi a colpo sicuro. Se però la lepre
non viene colpita in un organo vitale spesso riesce a scappare nelle tenebre
per, poi, morire, con enormi sofferenze, qualche giorno dopo». Le guardie
provinciali lo scorso anno sono riuscite ad individuare e denunciare più
persone che agivano nella zona di Zenson di Piave e nella Pedemontana.
«Purtroppo - spiega Aldo Sartori - il bracconaggio notturno è un fenomeno
ancora piuttosto diffuso. Una volta si faceva ciò per fame, oggi solo per
vizio o per guadagnare qualche centinaio di euro vendendo le lepri a qualche
ristorante. Questa gente nulla ha a che da spartire con noi cacciatori, anzi
sono i nostri peggiori nemici. Se qualcuno sa è bene che si rivolga ai
carabinieri ed alle guardie provinciali». Dei fatti sono stati informati i
carabinieri della stazione di Ponte di Piave. (Alvise Tommaseo)
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Al Peralto è “battaglia” a due passi dal centro
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2009/02/24/1202108885504-caccia-pe
ralto-presidio-lav.shtml
Alle 6 di questa mattina è andata in scena una battuta di caccia “a
 sorpresa” nel parco genovese del Peralto, sulle alture del quartiere del
Righi: si tratta di una battuta «selettiva», resa necessaria dall’aumento
degli animali nelle vicinanze della città.
Alla battuta hanno partecipato una cinquantina di cacciatori; sono stati
abbattuti circa venti cinghiali. Il parco è stato chiuso al traffico, sul
posto sono arrivati anche carabinieri, agenti della polizia Provinciale e
della Digos.
Da circa un mese, però, in zona c’è anche un gruppo di animalisti, che sta
presidiando il territorio giorno e notte per ostacolare le operazioni:
secondo Daniela Filippi, della Lav (la Lega antivivisezione), una trentina
di attivisti si era “nascosta” nei boschi per impedire la battuta (clicca e
ascolta la testimonianza). Secondo la Lav - e secondo alcuni residenti - in
zona nessuno è stato avvertito dell’inizio delle operazioni.
«È una mattanza, ammazzano questi poveri animali che non fanno nulla di
male», ha detto al Secolo XIX una giovane donna che abita nella zona alta di
via Vesuvio.
Secondo indiscrezioni, inoltre, un uomo, residente in via Bartolomeo Bianco
(la strada dove sorgerà la moschea di Genova), si sarebbe sentito male,
forse perché sfiorato da un pallettone, più probabilmente per l’ira di
vedere i cinghiali abbattuti; gli operatori del 118, però, non hanno
conferma di questa notizia.
Di tutt’altro avviso la polizia Provinciale: «Le operazioni si sono svolte
normalmente, abbiamo perlustrato il parco e non abbiamo trovato nessuno», ha
detto il commissario, Piergiorgio Mastrocola.
La battuta, organizzata su interessamento della prefettura e della questura
di Genova, si è resa necessaria a causa dei continui sconfinamenti degli
ungulati, ritenuti pericolosi per l’incolumità pubblica.
La battuta è terminata intorno alle 11.
Le ragioni spiegate dalla Provincia di Genova
«Sono stati abbattuti una ventina di capi - ha detto l’assessore alla
Polizia Provinciale, Piero Fossati, che ha seguito sul posto l’avvio delle
operazioni - in questo intervento, sollecitato da prefettura e questura in
seguito a numerose segnalazioni di criticità relative alla presenza di
questi ungulati, anche nelle ore diurne, nell’abitato della zona intorno al
Peralto, al Righi e Oregina, dove i cinghiali sono diventati molto numerosi
(circa cinquanta i capi stimati) anche perché alcune persone, del tutto
scorrettamente e contravvenendo alle norme vigenti, alimentano questi
animali selvatici, avvicinandoli in modo permanente alle case e creando
frequenti pericoli anche per la circolazione stradale: solo nell’ultimo
periodo, in via Carso sono stati tre gli incidenti che hanno coinvolto un’
auto e due motocicli causati dai cinghiali e questi grossi ungulati,
nonostante l’innaturale confidenza con l’uomo che si è instaurata in alcune
zone abitate limitrofe al parco delle Mura e altrove, nel periodo
riproduttivo e dei cuccioli possono diventare molto aggressivi e pericolosi
per l’uomo». La battuta selettiva, con un capillare presidio delle forze
dell’ordine e degli incaricati dell’Atc di tutte le vie d’accesso alla
zona - «lontana dalle abitazioni in cui sono intervenuti cani e cacciatori»,
ha detto l’assessore Fossati - si è svolta «in condizioni di assoluta
sicurezza, grazie all’impegno pieno e convinto di tante persone, dal settore
faunistico della polizia Provinciale a tutte le forze dell’ordine, alle
squadre dell’Atc 1 selezionate dal presidente, Adriano Zanni. Le uniche tre
persone estranee all’intervento, appartenenti a un’associazione animalista,
sono state invitate ad allontanarsi, per motivi di pubblica incolumità e di
prudenza, prima dell’inizio delle operazioni e senza alcun tipo di problema
hanno poi rinunciato alla loro iniziativa». I cinghiali abbattuti oggi
saranno tutti destinati in beneficenza a istituti che operano nel campo
assistenziale. «Ora serve anche una bonifica del territorio del parco delle
Mura - ha detto l’assessore Fossati - dove i cinghiali non devono più stare,
come hanno detto in un recente incontro in Provincia con la collega Renata
Briano anche le associazioni ambientaliste e animaliste, e in questo senso
il Comune si è impegnato a chiudere con apposite recinzioni i varchi del
parco del Peralto verso le zone urbane vicine che i cinghiali frequentano
anche per cercare di alimentarsi dai cassonetti dei rifiuti». La Provincia,
impegnata con gli altri enti e associazioni a concertare nuove modalità e
normative di controllo, ricorda il tassativo divieto di alimentare gli
ungulati stabilito nel 2000 da un’ordinanza comunale tuttora in vigore che
per i trasgressori sorpresi a foraggiare i cinghiali prevede sia sanzioni
amministrative sia penali.
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Ambiente
Caccia, Brambilla: basta con le facilitazioni alle doppiette
http://www.dire.it/DIRE-AMBIENTE-/caccia_brambilla.php?c=18788&m=11&l=it
ROMA - "I tempi sono maturi perchè vengano messe da parte quelle
facilitazioni concesse in passato ai cacciatori"; "questa è la mia
posizione". A margine di un convegno sulla tutela degli animali, il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Michela Vittoria Brambilla,
parla di caccia e a tal proposito ricorda che sull'attività venatoria
"esiste una proposta di legge che prevede l'abolizione del libero accesso
dei cacciatori nei fondi privati".
"E' cambiato il comune sentire su tante cose, e la caccia è tra questi
argomenti. Tante cose- conclude- non hanno più ragione d'esistere".
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PESCA
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Pesca abusiva nelle Valli di Comacchio
Rimosso sistema irregolare di reti
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/ferrara/2009/02/24/153788-pesca_abu
siva_nelle_valli_comacchio.shtml
Intervento della Polizia Provinciale per rimuovere una serie di reti
posizionate nel canale Sub-Lagunare Fattibello. Al momento non è stato
rintracciato chi avesse posizionato il sistema di cattura. Ferrara, 24
febbraio 2009 - Approfittando del periodo di riproduzione dei pesci, erano
stato piazzate abusivamente delle reti proprio nel canale di accesso alle
valli di Comacchio. Questo sistema di cattura irregolare è stato smantellato
dalla Polizia Provinciale, nell’ambito dell’attività di tutela della fauna
ittica e del ripopolamento delle valli di Comacchio. Con l’ausilio di due
imbarcazioni, le guardie hanno rimosso il sistema di reti posizionate nel
canale Sub-Lagunare Fattibello, per una lunghezza complessiva di oltre 70
metri con una serie di sacche finali che catturano il pesce impedendone
qualsiasi possibilità di fuga. La rete occludeva completamente lo specchio d
’acqua impedendo di fatto ogni possibilità di risalita alle specie ittiche
per la cova e la rimonta del novellame tra il mare e le valli salmastre,
oltre ad impedire la navigazione. Tale struttura permetteva, per le sue
caratteristiche, la cattura di qualsiasi specie ittica fosse transitata nei
due sensi. L’intervento è stato effettuato perché la collocazione della rete
impediva la rimonta del novellame nelle valli, cosa che in questo periodo
avviene in maniera massiva. Le specie ittiche entrando in questi sacche
finali o “imbuti” li percorrono a senso unico e vengono intrappolate nella
parte finale con un sistema di non ritorno. Il pesce così intrappolato in
una sacca, viene facilmente recuperato dai pescatori. Il pesce all’interno è
stato immediatamente liberato. Al momento non è stato ancora possibile
risalire al pescatore che aveva collocato le reti

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it