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NEWS: Giornali Internet 02/03/09



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CACCIA
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I Carabinieri della Stazione di Berchidda hanno interrotto un gruppo di
cacciatori locali, intenti ad effettuare una battuta di caccia di frodo al
cinghiale
Caccia di frodo: 1 arresto e 3 denuncie
http://notizie.alguer.it/n?id=22567
BERCHIDDA - Domenica, intorno alle ore 14, i Carabinieri della Stazione di
Berchidda hanno interrotto un gruppo di cacciatori locali che, dopo uno
“spuntino” in uno stazzo nella campagna tra il piccolo centro e Oschiri, si
stavano apprestando ad effettuare una battuta di caccia di frodo al
cinghiale. In nove si erano dati appuntamento in uno stazzo situato in una
zona densa di vegetazione in località Sos Nariles dell’agro di Oschiri.
I carabinieri, tra cui gli specialisti appartenenti allo Squadrone
Eliportato “Cacciatori” Sardegna, appiattati nella boscaglia da più ore,
sono intervenuti proprio mentre i membri della battuta si stavano
avvicinando alle proprie auto ove erano custodite le armi da impiegare nella
caccia: l’immediata perquisizione di tutti i presenti ha consentito così di
sequestrare 3 fucili cal.12, che evidentemente erano destinati alla caccia.
Ma la perquisizione allo stazzo ed ai suoi paraggi ha altresì consentito di
rinvenire, nascosto sotto delle rocce, un altro fucile cal. 12 con matricola
abrasa, due pistole (un revolver ed una automatica) non denunciate, e
numerosi colpi calibro 12, questi ultimi evidentemente destinati alla
battuta in programma.
Per il possesso di queste armi è stato dunque Marco Apeddu, un operaio
forestale berchiddese di 44 anni, proprietario dello stazzo e verosimilmente
organizzatore della battuta, con l’accusa di detenzione di armi e munizioni
clandestine. I tre cacciatori cui erano stati sequestrati i fucili, invece,
sono stati denunciati a piede libero per omessa custodia e porto abusivo di
armi da fuoco.
Il fucile con matricola abrasa e le due pistole verranno sottoposte ad
accertamenti tecnico-scientifici presso il Ris di Cagliari per verificare se
siano già state utilizzate per la commissione di delitti in Sardegna o nel
resto d’Italia. Verranno poi avviate presso le autorità competenti le
procedure per il ritiro della licenza di caccia per tutti i coinvolti nella
battuta di caccia di frodo.
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Nomine per gli ambiti di caccia scontro in consiglio provinciale
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/iltirreno/2009/03/02/LL2PO_
LL205.html
LUCCA. Scontro in Provincia sulla pratica per gli ambiti territoriali di
caccia. Il centrodestra accusa la maggioranza di aver voluto rinviare il
confronto «contando anche sull’aiuto di due componenti dell’opposizione,
sulla pratica relativa alla nomina dei membri provinciali degli ambiti Atc».
Per protesta i consiglieri del Pdl si sono alzati e hanno abbandonato l’
aula.  «Abbiamo attuato questa forma estrema di protesta - spiega il
capogruppo di Forza Italia Giovanni Santini - per il comportamento
inqualificabile della maggioranza che, spalleggiata da due consiglieri di
opposizione che ormai sono solo formalmente di minoranza, ha voluto rinviare
la trattazione di una pratica che avrebbe condotto alla nomina di due membri
degli Atc. Come prevede la normativa uno spetta alla maggioranza e uno alla
minoranza. Il giochino che era stato architettato non sarebbe potuto essere
realizzato per l’assenza di tre componenti della maggioranza e quindi non
hanno potuto fare altro che rinviare».  Nel mirino dei membri del Pdl anche
il comportamento del presidente del consiglio provinciale Giovanni
Gemignani. Ora i consiglieri provinciali del Pdl scriveranno al prefetto.
Immediata la replica di Andrea Palestini, capogruppo del Pd: «Le accuse
sulla nomina dei rappresentanti sono decisamente da rispedire al mittente.
La maggioranza di centrosinistra non ha fatto altro che, in presenza di una
richiesta di una parte della minoranza, accogliere l’istanza e votare per il
rinvio della pratica come si fa solitamente di fronte a richieste simili.
Vogliamo ribadire che la maggioranza era perfettamente in grado di procedere
con le nomine. L’atteggiamento tenuto da chi si è allontanato dall’aula è
assolutamente deprecabile e pretestuoso perché il disaccordo era, tra l’
altro, sulle candidature espresse dalla minoranza e quindi si trattava di un
problema interno alle opposizioni. La legge prevede per questa nomina il
voto segreto limitato da parte dei consiglieri e quindi la libertà assoluta
di espressione senza costrizioni di sorta che sarebbero, queste sì, sintomo
di regime».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it