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NEWS: Giornali Internet 03/03/09



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CACCIA
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Fucili e munizioni per la caccia di frodo: arrestato un forestale
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/lanuovasardegna/2009/03/03/
SE1PO_SE102.html
BERCHIDDA. Un operaio forestale di Berchidda, Marco Apeddu, 44 anni, è stato
arrestato dai carabinieri per detenzione di armi e munizioni clandestine. L’
uomo domenica pomeriggio aveva organizzato con un gruppo di amici una
battuta di caccia di frodo nelle campagne di Oschiri, ma è stato bloccato
dai militari che nel suo stazzo, a Sos Nariles, hanno sequestrato diversi
fucili e pistole. I carabinieri di Oschiri, in collaborazione con lo
squadrone eliportato Cacciatori Sardegna, sono intervenuti mentre il gruppo
di presunti bracconieri si apprestava a prendere le armi. I militari hanno
sequestrato, nascosti in alcune auto, tre fucili calibro 12. I proprietari
sono stati denunciati per omessa custodia e porto abusivo di armi. In
seguito alla perquisizione dello stazzo e del terreno, i carabinieri hanno
recuperato, nascosto sotto delle rocce, un fucile calibro 12 con matricola
abrasa, due pistole e munizioni.
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Modifica due doppiette e finisce nei guai
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/iltirreno/2009/03/03/LN3LR_
LN330.html
MONTECATINI. I carabinieri della stazione di Ponteginori hanno denunciato in
stato di libertà V. C., 67 anni, residente a Montecatini Valdicecina, per
avere alterato armi da caccia con mezzi vietati.  L’uomo è finito nei guai
durante un controllo effettuato dai carabinieri di Ponteginori e rivolto
alla sicurezza delle armi e di chi le detiene. V. C., stando a quanto è
stato spiegato, aveva alterato due fucili da caccia piazzandovi sopra una
torcia. Una modifica che talvolta viene effettuata sulle doppiette per
andare a caccia di notte, cosa peraltro vietata.  Continuano dunque i
controlli dei militari rivolti alle armi. Nei giorni scorsi, infatti, era
stato denunciato un cittadini di Castelnuovo per detenzione abusiva di armi.
B.R., stando a quanto è stato spiegato, la scorsa estate aveva acquistato un
fucile da caccia senza però denunciarlo e così è finito nei guai.
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TIRO LIBERO
Nuova legge sulla caccia Opposizione, fatti sentire
In Italia ci sono ancora poco più di 700 mila persone che vanno in giro ad
ammazzare per divertimento quei pochi animali sopravvissuti. E pare che i
nostri politici si apprestino...
http://ilgiorno.ilsole24ore.com/milano/2009/03/03/155206-nuova_legge_sulla_c
accia_opposizione_fatti_sentire.shtml
Milano, 3 marzo 2009 - In Italia ci sono ancora poco più di 700 mila persone
che vanno in giro ad ammazzare per divertimento quei pochi animali
sopravvissuti. E pare che i nostri politici si apprestino a varare leggi
ancora più permissive a favore di questa infima minoranza di «sportivi». A
parte il giudizio morale, mi domando perché votare leggi in contrasto con
quello che vuole la maggioranza dei cittadini anzichè darsi da fare per
abolire l’odiosa pratica della caccia.
Roberto Fornoni
RISPONDE
Cesare Paroli
Lei mette il dito nella piaga. In Parlamento è stato presentato un
vergognoso progetto di legge da parte del centrodestra e ispirato dalla
potente lobby della caccia per ovviare al drastico crollo dei praticanti di
questo «sport», che nel giro di poco più di un decennio si sono ridotti dal
1.574.873 del 1985 ai 765.504 del 2009. Quali sono i punti «qualificanti» di
questa proposta in puro stile far west?
Quello che fa più impressione è che si vorrebbe mettere in mano un fucile
anche ai ragazzi di 16 anni, che sono ritenuti immaturi per conseguire la
patente di guida o per votare ma che lo sarebbero per girovagare nei boschi
e nelle campagne a sparare a tutto quello che si muove. Altro punto è quello
di poter sparare per tutto l’anno anche nei parchi naturali, con la perenne
licenza di uccidere le specie la cui presenza è considerata in eccesso.
Non solo. Gli illuminati legislatori della lobby prevedono anche l’
abolizione del sequestro delle armi ai bracconieri che se la caverebbero
solo con una semplice multa, potendo così ricominciare a sparare appena
girato l’angolo. Dimentichiamo qualcosa? Caccia libera per tutto l’anno
nelle aziende faunistiche private e multe salate per quelle regioni che
hanno istituito parchi su più del 30 per cento del territorio. L’unica
speranza è che la «maggioranza silenziosa» anticaccia, per una volta almeno,
faccia sentire anche la sua voce. di Cesare Paroli
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NOCIVOSARAITU
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La guerra alle nutrie
si combatte con la legge
L'ALLARME. Le tane scavate dai roditori indeboliscono le sponde dei corsi
d'acqua: è successo a metà dicembre sull'Aldegà, a San Bonifacio, e potrebbe
ripetersi
Presentata in Regione la prima normativa per il loro contenimento: nel 2007
ne sono state uccise 9.186, l'anno scorso 17mila
http://www.larena.it/stories/Home/167072/
San Bonifacio. Anche gli argini dei fiumi del Veronese sono a rischio a
causa delle nutrie. Il caso più recente riguarda il torrente Aldegà, a San
Bonifacio, il cui argine ha ceduto a metà dicembre sotto l'onda di piena,
crivellato dalle tane di nutrie e tassi. Nel resto del Veneto non va, però,
molto meglio. Nei giorni scorsi il torrente Muson dei Sassi a Loreggia, in
provincia di Padova, è straripato provocando l'inondazione di 200
abitazioni. Anche qui i responsabili potrebbero essere questi roditori che,
scavando le loro tane, avrebbero indebolito l'argine sinistro. A sostegno di
questa tesi c'è il parere degli esperti, che hanno escluso difetti di
costruzione, dato che l'argine era stato rinforzato dopo la rotta di dieci
anni fa.
La preoccupazione è forte, soprattutto perché si tratta di animali con
un'elevata capacità riproduttiva e con una spiccata propensione
all'adattamento. Inoltre, si tratta di una specie che è solita scavare
cunicoli e camere sotterranee che, nelle arginature pensili dei canali di
irrigazione, possono comprometterne la tenuta strutturale, soprattutto in
occasione delle ondate di piena.
«Il maltempo di quest'ultimo periodo e le successive ondate di piena hanno
messo a dura prova argini e sponde», ha spiegato Vittorino Cenci,
consigliere regionale che ha partecipato al sopraluogo nel padovano. «Ma
questo indebolimento è stato favorito sia dalle caratteristiche geologiche
del nostro territorio, sia dalla presenza di numerose colonie di nutrie. Non
imputo tutta la colpa a queste, ma è vero che questo animale sta creando
situazioni di pericolosità anche grave per cui occorre predisporre al più
presto un piano di intervento da parte della Regione, concertato con tutte
le Province come con ogni ente o struttura interessata, con un progetto che
miri se non a eradicare questa specie che è pericolosissima per
l'ecosistema, a contenerla al massimo».
Per questa ragione è stato presentato in Regione un disegno di legge per il
contenimento delle nutrie. L'obbiettivo è offrire uno strumento d'intervento
efficace e eccezionale quando il controllo della specie e dei danni che
riesce a fare non sia altrimenti possibile.
I numeri della presenza di quest'animale nel veronese parlano chiaro, basta
guardare la relazione ufficiale sugli abbattimenti avvenuti in provincia.
Dai 9186 esemplari del 2007, nel 2008 si è passati a quasi 17 mila. Anche se
risultano interessate un po' tutte le zone del Veronese, al primo posto con
oltre 13mila esemplari si trovano tutti i comuni del villafranchese e della
Bassa veronese. Parliamo di oltre 30 Comuni che rientrano nelle zone di
caccia numero 3 «Mincio», numero 5 «Tartaro», numero 6 «Valli grandi».
La nutria, però, appartenendo alla fauna selvatica italiana, non è
cacciabile e come tale è soggetta alle norme di tutela prevista dalla legge
numero 157 del 1992. Per questo non può essere uccisa da chi ritiene di
esserne danneggiato, ma è soggetta ai piani di controllo della Provincia o
della Regione, previsti per le specie di fauna selvatica che causano gravi
problemi. L'intervento deve essere effettuato dai soggetti indicati dalla
legge e i sistemi per il contenimento si basano sull'utilizzo di trappole.
Non vanno dimenticate le problematiche sanitarie (leptospirosi) che questi
animali creano. «Anche se non si può dire con certezza che questi roditori
siano portatori della leptospirosi come i topi, il 50 per cento delle nutrie
abbattute è risultato positivo a questa malattia. Un dato preoccupante, che
non va sottovalutato.
Per tutto questo è stato presentato in Regione il disegno di legge.
«L'obiettivo è triplice: monitorare con le Province e il Genio civile la
situazione, garantirsi la disponibilità economica per i ripristini delle
sponde e il ristoro dei danni causati e intervenire nelle situazioni di
emergenza contro questa specie animale». Olga Bussinello
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MALTRATTAMENTI
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ANIMALI:UCCELLI ACCECCATI,COPPIA CONDANNATA NEL NAPOLETANO
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20090303144334834679.ht
ml
(ANSA) - NAPOLI, 3 MAR - Una coppia di Pozzuoli (Napoli) e' stata condannata
a quattro mesi di reclusione (pena condonata) perche' avrebbe accecato un
cardellino e mutilato altri. Lo rende noto la Lega antivivisezione di
Napoli. I cardellini vengono accecati per fari cantare meglio. Talvolta sono
mutilati per essere impiegati come ''richiamo'' nel corso di battute di
caccia. ''Con questa sentenza, una delle prime in Italia per fatti simili
dopo l'entrata in vigore della legge 189/04 che ha rivoluzionato il sistema
della tutela penale degli aninali - dice Ciro Troiano, responsabile delle
Guardie zoofile della Lav - si affronta il problema della mutilazione degli
animali''.
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DIRITTI ANIMALI
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Soldi a pipistrelli, lepri, cervi
Ecco gli sprechi 'bestiali'
http://www.libero-news.it/pills/view/8204
Secondo i dati pubblicati dal ministero della funzione pubblica per
iniziativa del ministro Brunetta, nel primo semestre del 2008 gli enti
locali (comuni, comunità montane, enti , parchi e consorzi vari,
amministrazioni provinciali e regionali) hanno dato complessivamente 176.000
consulenze ad esperti esterni per un totale di compensi previsti che sfiora
i 508 milioni di euro. “Numerose le  consulenze che riguardano il mondo
animale”, sottolinea Lorenzo Croce, presidente dell’associazione Aidaa,
“alcune sacrosante e relative a progetti di tutela di specie in via di
estinzione, altre paradossali che meritano un serio approfondimento e per la
quale come animalisti ci sentiamo di dire che occorre una sforbiciata e un
indirizzo diverso dei fondi pubblici che in un momento in cui lo stato
taglia in tre anni cinque milioni di euro per la lotta al randagismo
potrebbero essere più proficuamente utilizzati in campagne serie a sostegno
di attività altrettanto serie ed importanti”.
Ma vediamo di seguito i finanziamenti più curiosi:
Liguria: 168.000 euro per i volatili ed i pipistrelli cosi divisi: 40.000
euro per tutelare i pipistrelli delle alpi liguri, 40.000 euro per tutelare
la fauna minore del parco Montemarcello Magra, 60.000 euro per monitorare i
volatili del parco del Beigua; 28.000 euro infine per il progetto lupo e la
protezione del bestiame domestico nel parco dell’Antola.
Comunità Montana Val Cavallina (Bg): finanziamento per la conservazione
degli anfibi in Lombardia (specie protetta) ma ci pare davvero troppo l’aver
dato una consulenza esterna per la realizzazione di un progetto sulla
“Mitigazione dell’impatto del traffico stradale sulla popolazione anfibia”
quando da anni esistono già i famosi rospodotti e soprattutto da anni i
volontari animalisti si danno un gran da fare per aiutare i rospi in amore
ad attraversare le strade per recarsi negli stagni a deporre le uova.
Provincia di Prato: 53.500 euro per studiare l’uso dell’habitat del cervo
nella riserva naturale dell’Acquerino Cantagallo.
Provincia di Trento: 17.500 euro ai consulenti esterni  incaricati di
studiare il comportamento del cervo nel bacino del Travignolo mediante dati
radio telemetrici.
Provincia di Bolzano: tra i vari finanziamenti risultano due consulenti
esterni per effettuare i rilevamenti e le analisi sulla situazione dei
gamberi di acqua dolce.
Valle D’aosta: 70.000 euro a un consulente esterno per le indagini
faunistico-ambientali per lo studio della lepre variabile. Mentre un altro
consulente esterno è stato assoldato per la cifra di 6.000 euro per uno
studio su messa a punto della metodologia ed esame dieta alimentare della
lepre variabile. 8.750 euro per uno studio di monitoraggio dei lupi, e circa
9.000 euro sono stati spesi per un consulente esterno che si occupa del
monitoraggio demografico ed inventario dei chirotteri presenti in valle.
Provincia di Napoli: L'amministrazione provinciale,  secondo quanto
sostenuto dal mensile “il duemila” di Cuneo, avrebbe investito 11.000 euro
per finanziare un progetto sulla “riproduzione dei bufali del Mozambico”.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it