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NEWS: Giornali Internet 12/03/09



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CACCIA
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Bracconieri incastrati dalla polizia provinciale
http://www.toscanatv.com/leggi_news?idnews=NL090835
12/03/2009 - E' finita con due denunce per caccia abusiva nella riserva
dell'Acquerino, in provincia di Prato, l'operazione condotta dalla polizia
provinciale di Prato e Pistoia.
L'intervento ha avuto inizio negli ultimi giorni di gennaio quando due
bracconieri sono stati sorpresi a cacciare abusivamente selvaggina ungulata
all'interno della riserva. Nel bosco e' stato rinvenuto un cinghiale che
risultava anche abbattuto con mezzi non consentiti.nel corso delle
perquisizioni in cinque strutture di proprieta' delle persone indagate sono
stati rinvenuti circa 200 chili di carne di cervo, capriolo e cinghiale e
una trappola di grandi dimensioni.
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VILLA CASTELLI: ATTIVITA’ ANTIBRACCONAGGIO
http://www.brindisitg24.it/notizie.asp?id=15642&Categoria=2
A Villa Castelli, gli agenti del nucleo operativo faunistico e di vigilanza
ecologica della Polizia Provinciale di Brindisi, nell’ambito di un’attività
di contrasto al fenomeno del bracconaggio, hanno sequestrato e distrutto
dodici trappole per la cattura di piccoli volatili. L’attività ha portato
anche al rinvenimento ed al sequestro penale di un esemplare di Gheppio, un
particolare tipo di falco, detenuto illegalmente in una gabbia adiacente un
deposito di proprietà di un uomo di Francavilla Fontana, denunciato per il
reato di furto aggravato di fauna ai danni del patrimonio indisponibile
dello Stato. Il gheppio è ricoverato presso il Centro di recupero fauna
selvatica di Ostuni e dopo le cure e la riabilitazione sarà liberato in
natura. Sempre in ambito venatorio, nella zona di Fasano, si è proceduto
alla contestazione del reato di esercizio venatorio in periodo di chiusura
della caccia, ad un uomo colto in flagranza di reato, e al sequestro penale
del fucile, delle munizioni e dei volatili abbattuti.
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CACCIA: AMBIENTALISTI A ORSI, RITIRI IL TESTO
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20090312174434840798.ht
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(ANSA) - ROMA, 12 MAR - ''Lo diciamo con rispetto, ma sembra che il senatore
Orsi non ricordi bene il suo stesso testo, quello che e' stato diffuso e
discusso sui mezzi di informazione e da lui stesso pubblicamente e
ripetutamente commentato''. Lo affermano le associazioni Fare Verde,
Legambiente, Lipu e Wwf, a proposito delle dichiarazioni del senatore Orsi
circa le forti critiche levatesi contro il suo disegno di modifica della
legge 157 sulla tutela della fauna e la disciplina della caccia. ''Da ieri
sera abbiamo un testo depositato, nel quale, per fare solo alcuni esempi, e'
ancora ben presente il patentino di caccia a 16 anni (all'art. 12 comma 9)
ed e' ancora prevista la liberalizzazione degli uccelli da usare come
richiami vivi, all' articolo 5 comma 2 secondo cui 'ogni cacciatore puo'
detenere un numero illimitato di richiami vivi', siano essi nati in
cattivita' o catturati''. ''Ma i problemi del disegno di legge Orsi non
finiscono certo qui - concludono le associazioni - sono vari, numerosi,
gravi, e riguardano aspetti specifici ma anche la filosofia generale della
riforma, per non parlare del rischio altissimo comportato dagli altri
disegni di legge in particolare per quanto riguarda l'estensione dei periodi
di caccia e l'aumento delle specie cacciabili. E' infatti per questo che su
questa iniziativa di legge piovono pietre da ogni parte della societa'
italiana. Ripetiamo dunque al senatore Orsi quello che abbiamo gia' piu'
volte detto: ritiri il testo''.
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CACCIA: FRANCO ORSI (PDL), DIFFUSE FALSITA' SU TESTO RIFORMA
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20090312131334840492.ht
ml
(ANSA) - ROMA, 12 MAR - ''In merito al dibattito giornalistico e mediatico
sulla riforma della legge sulla caccia, non e' tollerabile che si commenti
il testo unificato da me predisposto annunciandone contenuti che non ci
sono'', afferma in un comunicato diffuso oggi il senatore Franco Orsi del
Pdl. ''Il testo e' disponibile sul sito del Senato (resoconto lavori
Commissione XIII) - sottolinea Orsi - e a quel testo di proposta occorre
fare riferimento''. In particolare, continua il comunicato, sono falsi gli
annunci diffusi da alcuni organi di stampa sulla ''liberalizzazione
dell'imbalsamazione, l'apertura della caccia nei parchi e la possibilita' di
abbattere cani e gatti''. ''E' falso - dichiara ancora il senatore -
affermare che si riducono le sanzioni e vi sono norme salva bracconieri. E'
falso che la legge disconosce l'interesse nazionale alla tutela della fauna
ed e' falso che sara' consentito ai sedicenni acquistare, detenere e
trasportare armi da fuoco. E' falso che non esistono piu' specie
particolarmente protette ed e' falso che la bozza Orsi ammette l'uso di
richiami senza alcun limite. E' falso che vengono inserite tra le specie
cacciabili animali protetti dall' Unione Europea, ed e' falso che sara'
consentito ai cacciatori di muoversi in liberta' assoluta sull'intero
territorio nazionale''. Orsi conclude dicendo che ''da oggi, rispetto ad
affermazioni palesemente infondate, faro' ogni azione consentita a tutela
della legge''.
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CACCIA: DELLA SETA (PD), ORSI NON RICORDA SUE PROPOSTE
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20090312181334840840.ht
ml
(ANSA) - ROMA, 12 MAR - ''Le dichiarazioni del senatore Orsi dimostrano una
realta' ancora piu' inquietante dei contenuti del testo base che egli stesso
ha presentato. Il senatore Orsi non ricorda o non conosce le sue stesse
proposte''. E' questa la replica di Roberto Della Seta, capogruppo Pd nella
Commissione Ambiente del Senato a Franco Orsi sulla caccia. ''Per porre
termine a questa oziosa polemica - continua Della Seta - e' del resto
sufficiente leggere il testo base presentato ieri in Commissione e in
particolare: il comma 2 bis dell'articolo 6 per cio' che riguarda
l'imbalsamazione; i nuovi commi 5, 5 bis e 5 ter dell'articolo 7 per cio'
che riguarda la possibilita' di regionalizzare l'ex Istituto nazionale fauna
selvatica; il comma 4 bis dell'articolo 19 bis per cio' che riguarda la
possibilita' per le regioni di introdurre deroghe alla normativa nazionale
attraverso legge regionale''. Inoltre: ''Il disegno di legge apre la caccia
ai sedicenni e in un Paese dove e' concesso cacciare praticamente su tutto
il territorio nazionale questo implica gravi problemi per la sicurezza.
Questi punti - conclude Della Seta - rendono il testo inaccettabile anche
solo come base di discussione e veramente grave. Solo se la maggioranza
fara' marcia indietro si potra' discutere. Si tratta di critiche di buon
senso, confermate dall'opinione della maggioranza degli italiani che,
secondo sondaggi pubblicati di recente, e' fortemente contraria a
stravolgere in questo modo l'attuale legge sulla caccia''.
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Cacciatori a 16 anni
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/laprovinciapavese/2009/03/1
2/PR1PO_PR101.html
Caro direttore, leggo sui giornali che si vorrebbe abbassare l’età per il
porto d’armi a 16 anni. Solo per andare a caccia s’intende, perché ci
spiegano, coloro che hanno avuto questa bella idea, che a caccia si va
comunque accompagnati da un esperto come il papà o lo zio o un amico più
grande. Insomma, si tratterebbe di una specie di foglio rosa in modo da
poter imparare ad imbracciare un fucile come si fa per condurre una
automobile.  Ebbene, senza girarci troppo attorno, voglio dire - e mi
piacerebbe che queste mie considerazioni fossero pubblicate sulla Provincia
pavese - che mi pare una pessima idea. Ho visto che gli ambientalisti - Wwf,
Lipu e Legambiente - si sono schierati contro questa proposta che è però già
disegno di legge. Immagino l’abbiano fatto per difendere gli animali oggetto
di caccia e per salvaguardare l’mabiente naturale. Io invece lo voglio dire
per salvaguardare le persone umane.  Non che io sia insensibile ai fagiani e
ai leprotti, ma credo che una iniziativa del genere potrebbe solo aggiungere
altri guai a quelli di cui già si legge troppo spesso sui giornali e si
sente in tv. Amelia Grossi via email  Cara lettrice, la sua lettera è
arrivata sui nostri computer proprio mentre le agenzie battevano notizie
tremende provenienti dalla Germania e dagli Stati Uniti. Vicino a Stoccarda
un 17enne è entrato nel suo liceo e ha ucciso 15 tra coetanei e professori.
In Alabama un 27enne ha sterminato la famiglia (10 persone) e poi si è
suicidato. Che cosa ha scatenato in loro una tale follia? Molto scrivono
oggi i giornali e ancora se ne parlerà ma l’elemento principe è che - nell’
uno e nell’altro caso - c’erano armi a portata di mano.  Anche in Italia -
stavolta si tratta di un incidente - un bambino di 10 anni ha ferito
gravemente un compagno di giochi di 14 anni forse mentre gli mostrava come
funzionava il fucile del padre. Pure in questo caso un’arma a portata di
mano.  E ora vorremmo consentire anche ai 16enni, pur accompagnati dai
genitori, di usarle legalmente in campagna o nei boschi.  Il partito dei
cacciatori è forte, è nutrito e va assecondato anche politicamente. Eccola
la vera ragione dell’iniziativa che comincia il suo cammino in Parlamento.
Per quel che vale, cara lettrice, anch’io mi schiero contro questa idea che
trovo insana.  E spero che si operi per non far crescere il numero di armi
in circolazione ma, anzi, per diminuire il numero di quelle, e sono tante,
ormai presenti. Pierangela Fiorani
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NOCIVOSARAITU
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Cinghiali, è ancora emergenza
http://www.cittadigenova.com/Genova/Cronaca/Cinghiali-e-ancora-emergenza-306
8.aspx
Non cessa l'emergenza cinghiali nella zona abitata vicino al parco del
Peralto, sulle alture di Genova, e dopo la caccia selettiva delle settimane
scorse con l'abbattimento di 24 capi, l'assessore provinciale Piero Fossati
pensa ad una cattura con “le gabbie” tra le case. Intanto la Provincia di
Crotone ha mostrato interesse per il trasferimento degli animali sul proprio
territorio e l'eventualità è al vaglio degli uffici, che stanno esaminando
la fattibilità sotto il profilo normativo.
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ANIMALI: PROVINCIA CROTONE, NON VOGLIAMO CINGHIALI GENOVA
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20090312183934840865.ht
ml
(ANSA) - CROTONE, 12 MAR - La Provincia di Crotone non vuole i cinghiali di
Genova. A riferirlo, in una nota, e' l'assessore alla Caccia, Santo Scalise.
''Il nostro assessorato - afferma Scalise - aveva gia' espresso parere
negativo alla richiesta di autorizzazione per il ripopolamento dei cinghiali
inoltrata dal Presidente del Comitato di gestione dell'Ambito territoriale
di caccia Crotone 2, consentendo esclusivamente l'immissione di pochi capi
nelle zone di ripopolamento e cattura indicate dal vigente Piano
faunistico-venatorio''. ''Viste le numerose richieste di risarcimento danni
prodotti alle coltivazioni proprio dai cinghiali - conclude la nota - e'
necessario, infatti, un monitoraggio sulla consistenza numerica della specie
sul nostro territorio che sara' presto effettuato dall'istituendo
Osservatorio faunistico provinciale''.
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PESCA
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Caccia alla balene, Corea pronta a riattivare la flotta
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=335072
Roma - Mentre i Paesi erano riuniti a Roma per discutere un potenziale
accordo con il Giappone per ridurre la cosiddetta "caccia per fini
scientifici", la Corea ha annunciato che se un simile accordo andrà avanti,
cercherà di ottenere una quota e riattiverà la sua flotta baleniera.
Allarme balene La Whale and dolphin conservation society, per lungo tempo ha
sottolineato, con forte preoccupazione, il fatto che una nuova categoria di
caccia alle balene come quella prevista dall’accordo del Compromesso non
farebbe che peggiorare la situazione, spingendo altri paesi ad avviare
attività di caccia baleniera. Per questo motivo, l'organizzazione non è
rimasta sorpresa di fronte all’annuncio fatto dalla Corea nel corso del
meeting, di essere interessata a riprendere la caccia alle balene
Le difficoltà incontrate E' impossibile controllare le attuali attività di
caccia senza un impegno concreto relativamente a quelle in corso e a
eventuali future attività. I sostenitori dell'accordo del Compromesso non
hanno neanche valutato come affrontare il problema della caccia norvegese e
di quella islandese. Gli organizzatori della riunione hanno cercato di
mantenere la riservatezza sul meeting e sull’intero processo relativo all’
accordo, escludendo il pubblico e i media per evitare critiche immediate
alle loro azioni. Sin dall’inizio, la Wdcs ha condannato tale segretezza
come mancanza assoluta di responsabilità, un passo indietro per le
convenzioni internazionali che si occupano di programmi multilaterali.
Riviste le restrizioni Le restrizioni sono state riviste per consentire ai
partecipanti di dare informazioni alla fine del meeting. "Questa segretezza
rivela che molti governi preferirebbero discutere a porte chiuse questioni
che i loro elettori considererebbero abominevoli", ha dichiarato Sue Fisher,
leader della campagna della Wdcs contro la caccia baleniera. "Il modo di
agire dei paesi balenieri in questa occasione - ha continuato Fisher -
dovrebbe far capire al mondo che qualsiasi tentativo di accogliere le loro
richieste equivarrebbe a una tragedia per le balene".
Il compito delle ong Un numero di ong senza precedenti ha appoggiato la
dichiarazione della Wdcs nella quale si lancia un appello alla IWC affinché
la minaccia rappresentata dall’aumento del commercio internazionale di
prodotti provenienti dalla caccia baleniera da parte di Norvegia, Islanda e
Giappone venga affrontata con maggiore serietà. Nonostante nel 2007, all’
inizio delle negoziazioni, il Presidente abbia chiesto a tutte le parti di
"agire in buona fede", i paesi balenieri hanno apparentemente lanciato una
campagna per destabilizzare ulteriormente il sistema, commerciando
deliberatamente prodotti derivati dalla caccia. La Wdcs teme che tale
commercio internazionale non regolamentato provocherà l’aumento della caccia
non sottoposta a controllo.
L'appello ai governi “I governi dovrebbero ricordarsi che hanno delle
responsabilità nei confronti dei loro cittadini e che la trasparenza è la
chiave per guadagnarsi la fiducia del pubblico. Una cosa è certa: la maggior
parte della gente vuole difendere il futuro della balene e vuole che la
caccia commerciale abbia fine”, ha dichiarato Nicolas Entrup, portavoce
della Wdcs.
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COMMERCIO
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ANIMALI: SEQUESTRATE BORSE DI PITONE E MONILI D’AVORIO A FIRENZE PERETOLA
Confermata la sinergia operativa tra Forestali, Doganieri e Finanzieri in
servizio presso lo scalo fiorentino
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=7437
12 marzo 2009 – L’Aeroporto Internazionale “Amerigo Vespucci” di Firenze,
localizzato presso Peretola, è stato al centro di due distinte operazioni
che, hanno portato alla denuncia di una persona, al sequestro penale di 10
borse di pitone reticolato e al sequestro amministrativo di 3 monili d’
avorio. Nel primo caso, le attività di polizia giudiziaria si sono svolte
nel salone degli arrivi, dove gli uomini della Guardia di Finanza sono stati
insospettiti dal bagaglio a mano di un cittadino italiano di ritorno da New
York ove si era recato per partecipare ad una fiera campionaria per conto di
una nota ditta fiorentina. Al momento del controllo, constatato che il
bagaglio non era accompagnato dai documenti che la normativa comunitaria
richiede per poter reimportare in Italia merci interessate dalla Convenzione
CITES, i Finanzieri hanno prontamente allertato i Forestali del NOC (Nucleo
Operativo Cites) in servizio presso l’aeroporto fiorentino. Gli uomini del
Corpo forestale dello Stato, eseguiti gli accertamenti tecnico-scientifici
del caso, hanno accertato che si trattava di 10 borse fabbricate con pelle
di pitone reticolato, specie protetta dalla Convenzione di Washington. La
merce è stata quindi sottoposta a sequestro penale e l’incauto passeggero è
stato denunciato all’Autorità giudiziaria che dovrà decidere nel merito
della sanzione prevista: arresto da 3 mesi ad un anno oppure ammenda da
10.329 euro a 103.291 euro. Anche nel secondo caso, l’operazione è partita
da un controllo eseguito dai Finanzieri nel salone arrivi, dove hanno
scovato un bracciale, una collana e un corno nel bagaglio a mano di un
cittadino nigeriano atterrato a Firenze proveniente da Lagos, ma residente
in Italia dal 2004. Constatata la mancanza della necessaria documentazione
di accompagnamento, i Finanzieri hanno nuovamente avvisato i Forestali del
NOC in servizio a Peretola. Gli accertamenti tecnico-scientifici,
particolarmente complessi, eseguiti dai Forestali in collaborazione con il
Museo di Storia Naturale dell'Università degli Studi di Firenze, hanno
provato che si trattava di monili realizzati con avorio ricavato da una
zanna di elefante africano, specie protetta dalla Convenzione di Washington.
Forestali e Doganieri hanno quindi sottoposto i monili a sequestro
amministrativo e notificato all’improvvido trasportatore una sanzione
amministrativa di 3.098 euro.
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ANIMALI: SEQUESTRATE DELLE CINTURE DI COCCODRILLO ALL’AEROPORTO DI VENEZIA
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=7438
La spedizione dei pezzi era scortata da una dichiarazione la quale
notificava che il collo conteneva foto, book fotografico, riviste e t-shirt
12 marzo 2009 – Il 26 febbraio 2009, presso l’aeroporto di Venezia, il
Nucleo Operativo CITES del Corpo forestale dello Stato in collaborazione con
l’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza dell’Aeroporto, durante un
controllo della merce in arrivo dalla Federazione Russa, hanno rinvenuto
tredici cinture in pelle di coccodrillo occultate all’interno di uno
scatolone. La spedizione dei pezzi era corredata da una dichiarazione la
quale notificava che il collo conteneva foto, book fotografico, riviste e
t-shirt. Essendo la merce protetta dalla Convenzione di Washington (in sigla
CITES) e sprovvista della documentazione CITES di accompagnamento, si è
proceduto con il sequestro penale della stessa, il cui valore è stato
stimato intorno ai 5.000 euro.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it