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Randagismo a L'Aquila: segnali allarmanti!!!



 
Randagismo a L'Aquila: segnali allarmanti!!!

LAquila

Da un' inchiesta da noi condotta, per verificare la situazione randagismo a L'Aquila, sono emersi particolari allarmanti e preoccupanti, segnali di una situazione limite e di una ASL al tracollo per quanto riguarda il settore "Randagi". Seguite attentamente il nostro resoconto e ve ne accorgerete.
1) Il Canile cui affidiamo i nostri randagi è ben gestito dalla Lega Nazionale per a Difesa del Cane, sezione di L’Aquila, capitanata da Maurizio Bergamotto. Il Canile ospita, a rotazione, circa 400 cani, i quali vengono dati in affido, un affido “responsabile” con tanto di microchip e scheda. Sito di riferimento:
http://www.cuccefelici.it/
Il canile può ospitare altri cani e nuovi spazi si stanno realizzando, certo, le spese sono tante, ma ci auguriamo che il Comune, riporti al più presto la quota giornaliera per cane a cifre che più si avvicinano alla media nazionale (circa 2,5 euro al giorno). Attualmente vengono assegnati dal Comune 1,14 euro a cane con cui l’associazione deve provvedere a cani, canile e dipendenti (3).
2) Il Canile Sanitario (centro di sterilizzazione) ASL di Collemaggio – Il canile consta di 25 “box” e altri 12 in fase di realizzazione, pochissimi, se pensiamo che la ASL oltre ad operare sul Comune dell’Aquila, lavora su altri 37 comuni. Pensate che ognuno di questi comuni deve, per legge, avere una convenzione con un canile, ovvero deve realizzare un centro apposito sul suo territorio o, se il comune è di piccole dimensioni,in accordo con comuni limitrofi, deve costruire un canile collettivo.
E’ a carico del servizio sanitario ASL la cattura dei randagi e il primo ricovero nel canile sanitario, per operazioni quali i controlli medici, le vaccinazioni, l’iscrizione all’apposita anagrafe, le sterilizzazioni e tutte le attività necessarie per prevenire e per ridurre al minimo il problema randagismo.
Solo tre giorni or sono l’Assessore all’ambiente Alfredo Moroni, in un suo comunicato denunciava l’esistenza di: “Un solo veterinario che opera con uno zelo encomiabile, ma che certamente, essendo l’unica risorsa umana realmente disponibile, non può coprire da solo tutte le esigenze necessarie al servizio”.
Non del tutto vero, perché ad affiancare il lavoro del medico veterinario, l’universalmente apprezzato Roberto Mancini, c’è un’altra persona, che, volontaria dal 1998 al 2002 e, INORRIDITE!!! co.co.co. dal 2002 al 2009, lavora, in pratica, da ben 11 anni per la ASL, senza aver mai potuto partecipare ad un programma di stabilizzazione.
Questa persona, di cui per correttezza daremo soltanto le iniziali M. S. di anni 43, ha salvato, accudito e curato animali, lavato pavimenti e pulito escrementi per la ASL per ben 11 anni ed ora al termine dell’ennesimo rinnovo “co.co.co.” lunedì 23 marzo prossimo dovrà dire addio ad ogni speranza di lavoro fisso presso la ASL. Si è, infatti, deciso di emettere un bando di pubblico avviso 3 mesi x 3 mesi, cui si può partecipare soltanto per due volte. E i suoi 11 anni di ESPERIENZE PREGRESSE? E la sua SENSIBILITA’? e la sua VITA? E tutti i week-end? E tutte le feste comandate che ha volontariamente speso per assicurare un buon livello di igiene al canile?
A questo punto è lecito porre delle domande al responsabile della struttura, il dott. Pierluigi Imperiale, su questo e altri preoccupanti argomenti:

- Dov’è finita la tutela dei lavoratori? Un processo di crescita professionale implica una stabilizzazione, stabilizzazione che, a M. S., doveva essere garantita già da molto tempo, vista l’esperienza, la passione, l’impegno, il coraggio con cui questa donna ha portato avanti un lavoro non semplice. Dov’è finito il buon senso? Dov’è finita la meritocrazia?

- E’ vero che non essendoci un servizio permanente di “accalappiacani”, con un addetto apposito, in caso di emergenza deve uscire, con il furgoncino, addirittura il medico veterinario? (già oberato di lavoro).

- E’ vero che sono stati assegnati fondi mensili a cadenza trimestrale, di circa 5.000 euro mese, al Centro Cinofilo del Fucino di Collelongo/Trasacco, già noto alle cronache e agli ambientalisti per il modo in cui erano tenuti gli animali?

- Perché non si è pensato, vista la mancanza di un addetto accalappiacani a L’Aquila, di assegnare loro, un corrispettivo per cane catturato?

- Perché, a questo punto, non si è pensato di assumere un addetto part-time all’Aquila che facesse lo stesso lavoro, con meno spese per la ASL e meno disagi per i cittadini , dato che, in caso di emergenza, per arrivare da Collelongo a L’Aquila si impiega, con un furgoncino, circa un’ora e mezza?

Riportiamo a tal proposito un comunicato stampa di un paio di anni or sono in cui si evince come, anche Striscia La Notizia, boccia il Centro Cinofilo di Collelongo.

“L’Aquila, 26 ottobre 2006 - Il Comune di Trasacco (l’Aquila), lo scorso 16 ottobre ha emanato una nuova Ordinanza di chiusura per il Centro Cinofilo del Fucino, il canile di Trasacco gestito da Pino Corsi, oggetto da anni di denunce da parte degli Animalisti Italiani e di accertamenti da parte delle autorità locali. L’Ordinanza nasce dalle segnalazioni dei confinanti del canile, dove vengono portati centinaia di randagi e che risulta convenzionato con più di 50 Comuni, con un guadagno annuo di centinaia di migliaia di euro. Gli Animalisti Italiani nel 2004 sporsero due denunce ed effettuarono una manifestazione, accompagnati dalle telecamere di Striscia La Notizia. In quell’occasione, tra l’altro, furono aggrediti un volontario e un cameramen”.
http://www.cuccefelici.it/articoli.php/id/689/Animalisti-italiani-Canile-di-Trasacco

E per concludere:
E’ vero che i fondi per il randagismo ci sono, ma vengono utilizzati anche per altri settori della ASL?
Restiamo in attesa di una quanto mai pronta risposta e continueremo ad occuparci del caso fino a che non verranno fornite risposte concrete.
In fede,
La Redazione - Il Capoluogo.it

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