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Liberazione animale - alla cinese



Come noto, la tradizione alimentare in Cina non prevede scandalo nel consumare qualunque specie animale, per cui cani e gatti si trovano regolarmente nelle loro macellerie e nei loro ristoranti.

Nella sola provincia del Guangdong si stima che vengano uccisi e mangiati 10.000 gatti ogni giorno.

Tuttavia, il crescente benessere economico e la nascita di una classe media agiata ha portato anche allo sviluppo di un rapporto diverso con quelli che, come da noi, da sempre più persone vengono percepiti come animali domestici.

Si sta quindi formando un movimento mirato a mettere la parola fine al consumo alimentare di gatti.

Questo movimento in alcune città alle volte ha preso iniziative dirette molto audaci; a Shangai e Nanjing, per esempio, attivisti animalisti hanno compiuto dei veri e propri raid nei confronti dei commercianti e dei luoghi di vendita, perfino nelle stazioni ferroviarie. Armati di cacciaviti e martelli hanno distrutto le gabbie, spesso di bambù, liberando molti gatti, trovando casa ad altri e assicurando anche cure veterinarie dove necessario.

Altri gruppi animalisti sono contrari a tali sistemi radicali, e cercano di usare l'educazione per persuadere la gente a smettere di mangiare gatti, visitando scuole elementari, condominii e stazioni della metropolitana per distribuire volantini che presentano gli animali come amici, non come cibo. Siccome in Cina non ci sono leggi che vietino il commercio alimentare dei gatti, a detta loro l'educazione rimane il modo migliore di affrontare il problema.

Secondo la proprietaria di un negozio online di articoli per animali domestici, i giovani nati dopo il 1980 nel Guangdong non vedono più il gatto come cibo, e in certi mercati ci sono più negozi che vendono animali domestici che negozi che vendono gli stessi come cibo.

(Breve riassunto da http://www.thestar.com/world/columnist/article/672031)

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In realtà, come mi pare evidente, più che un movimento animalista pare si stia formando un movimento zoofilo; vedremo se avrà modo di evolvere.

A. A.