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Re: [Animalisti] latte di soia



Credo che il problema delle grandi coltivazioni intensive vada affrontato
nella sua prospettva più generale

1 - Come giustamente ricordava qualcuno, la popolazione mondiale cresce
senza alcun controllo. In risposta a questa crescita vi sono paesi, come
la Cina, che stanno addirittura accaparrando interi terrirori dei paesi
africani per una edificazione selvaggia che garantisca per il futuro una
abitazione ai propri cittadini "in esubero". In più i paesi africani
vivono un trend di crescita locale "esplosivo" con casi come l'Egitto che
ogni 10 anni sta segnando un raddoppio della popolazione.

2 - Continua l'aggressione di territori coltivabili da parte di strutture
abitative, infrastrutture (anche inutili) e strutture industriali. Questo
sottrae, in maniera irrerversibile, terreno utile per la coltivazione
(anrebbe verificato per ogni abitante terrestre quale dovrebbe essere la
soglia minima di terreno coltivabile, pr scoprire che magari già siamo ai
limiti).

3 - Viviamo, nei paesi "evoluti", un modello economico consumistico basato
su utilizzo unidirezionale e distruttivo di risorse naturali, incentivo di
sprechi alimentari e disuguaglianze, anche e soprattutto alimentari, che
presenterà prima o poi il suo conto. Un campanellino d'allarme è stata la
crisi alimentare del 2008.

4 - La risposta i problemi 1, 2 e 3, aggravati in maniera folle dal tema
dei biocarburanti, che non possono che peggiorare la situazione, è stata
quella delle coltivazioni intensive in mano a grosse multinazionali che
portano alle monocolture (distruttive delle biodiversità), all'uso di
prodotti chimici e transgenici volti a migliorare la "resa" dei terreni
(resa che non è illimitata) e a produrre in maniera massiva per
l'esportazione. Uno degli effetti drammatici è quello della
"deforestazione" brasiliana (proprio a favore della soia), di cui parlavo
nei miei precedenti messaggi e di cui l'allevamento di bestiame è
solitamente un "apripista".

Sostenere dunque soluzioni che rimangano "all'interno di questo modello"
secondo me è errato, perché tende a rimandare i problemi, incentivando
semmai le soluzioni di cui al punto 4, e spostandoli in avanti di pochi
anni, ma perdendo probabilmente di vista la focalizzazione sul problema
generale dell'alimentazione mondiale e della continua
riduzione/degradazione dei terreni coltivabili.

Poi, tra l'altro, dal punto di vista alimentare, credo che tra i vegetali
vi siano prodotti che offrano minori problemi e maggiori vantaggi rispetto
alla soia, che, da quanto ho letto, avrebbe diverse controindicazioni, a
cui si sta provando a porre rimedio con specifiche lavorazioni industriali
e col transgenico, ad esempio per quel che riguarda gli effetti sulla
tiroide.

Saluti
Vittorio

> Ciao Vittorio,
>     la questione a mio parere va posta in modo diverso.
>
>     Il latte di soia al posto del latte vaccino non è una sostituzione
> di un problema con un altro, bensì la riduzione di un problema. Infatti