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animalieanimali 28 dic



LA TRAGEDIA IN ASIA, UN DRAMMA DI TUTTI 
 
  
28 dicembre 2004 - animalieanimali è un portale (e un programma) che si cura di animali e ambiente, quindi della Terra. Ciò che è accaduto in questi giorni - nel sud est asiatico - non può farci rimanere muti. Siamo sconvolti dalle decine di migliaia di persone uccise e altrettante rimaste senza più nulla: sole con la loro disperazione.
Il 2004 è stato un anno devastante per il nostro Pianeta: i terremoti in Algeria e Turchia, gli uragani in Florida, le alluvioni in Bangladesh, solo per fare degli esempi. Più di 20 mila persone – e prima dello Tsunami – sono morte a causa di catastrofi naturali o provocate dall’uomo.
La nostra Terra, dovrebbe essere un paradiso terrestre, ma questi fatti ci dimostrano che la natura è qualcosa che vive, si muove, e a volte reagisce come un pugile ferito.
Forse questi eventi così grandi, non dipendono solamente dallo sfruttamento ambientale.
Certo è, però, che rispettando il nostro Pianeta, potremmo, ognuno di noi – come una piccolo ma determinante granello di sabbia - contribuire alla prevenzione di questi fenomeni.
licia colò
 
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CACCIA ALLA VOLPE: "CI SAREMO ANCHE L'ANNO PROSSIMO"
28 dic 04 
In attesa per fortuna dell’entrata in vigore, a febbraio, di una legge di maggiore tutela, i cacciatori inglesi non ci stanno e - nel tradizionale raduno di Santo Stefano - sperano in una proroga.
  
28 dicembre 2004 - Cacciatori di volpi vestiti di tutto punto si sono ritrovati in gran numero in tutta l'Inghilterra per il tradizionale incontro del "Boxing day", il giorno di Santo Stefano. Sperando che la loro attività venatoria con il fedele cane continuerà, nonostante il montante clima proibizionista.
Migliaia di cacciatori con la divisa d'ordinanza hanno sfidato temperature molto rigide per testimoniare il loro attaccamento a una tradizione che resiste da trecento anni e che una legge, speriamo, dovrebbe far cessare a febbraio.
James Buckle, presidente onorario del circolo dei cacciatori dell'Essex e del Suffolk, si dice fiducioso che questo non sarà l'ultimo Natale all'insegna della caccia. "Noi -ha detto - saremo qui anche il prossimo anno. Ne sono sicuro".
La Camera dei Comuni il mese scorso ha varato una legge che vieta la caccia con i cani in Inghilterra e Galles e che dovrebbe entrare in vigore il 18 febbraio. La Scozia già due anni fa aveva legiferato in questa direzione. Sarà ancora legale sparare alle volpi una volta avvistate, ma sarà fuori legge cacciare con i cani qualunque tipo di animali, non solo le volpi ma anche conigli e cervi.
Ma il governo non vuole sfidare troppo apertamente i fautori della caccia coi cani, che contano fra i loro ranghi nientemeno che il principe Carlo. Anche se secondo un sondaggio il 72% dei britannici (che in gran parte non solo non cacciano e non hanno cani nè cavalli, ma mancano anche del necessario parco di famiglia dove inseguire le volpi) ritiene che sarebbe immorale e crudele continuare la pratica venatoria una volta che la legge entrasse in vigore.
Compromesso: il governo Blair - che la prossima primavera affronta le elezioni - ha detto che non si opporrà alla richiesta di rimandare l'entrata in vigore della legge che potrebbe quindi slittare al 2006. Mentre i fautori della caccia coi cani assicurano che la legge toglierà il lavoro a ottomila persone fra sellai, stallieri, scudieri, maniscalchi e addetti alle cure dei cani.
 
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DELFINO, L’ITALIA E’ IN PRIMA LINEA NELLA TUTELA
28 dic 04 
 
  
28 dicembre 2004 - “L'Italia è impegnata in prima linea nella tutela dei cetacei ed è contraria alla ripresa della caccia commerciale”: è quanto ha ribadito il Sottosegretario al ministero delle Politiche agricole e forestali Teresio Delfino, rispondendo ad un'interpellanza parlamentare, presentata dal deputato Sergio Cola (An), sullo stato dei mammiferi acquatici, in particolare nel mar Ligure, nella quale si evidenzia la necessità di imprimere un impulso ulteriore alle attività di monitoraggio e controllo per evitarne l'estinzione.
Nel corso del 2004, sono stati novemila i controlli effettuati dai Centri di controllo area pesca che operano nell'area marina protetta del Santuario dei mammiferi marini - informa il Sottosegretario - e delle 7 carcasse di cetacei registrate, solo in due casi sono stati rilevati segni di morte violenta. A testimoniare, sempre secondo Delfino, il livello di attenzione ed impegno del nostro Paese anche gli sforzi per l'approvazione con le parti contraenti l'Accordo sul Santuario dei mammiferi marini in mediterraneo “di un piano di gestione ed una linea di azione comune, volti ad adottare concrete misure di protezione e ad individuare le principali fonti di inquinamento in grado di minacciare la specie”. Per quanto riguarda, invece, l'utilizzo a fini commerciali della carne, Delfino ha ricordato l'esistenza del divieto di utilizzare per il consumo umano mammiferi ed altri animali acquatici protetti, nonché "l'obbligo di verificare le specie catturate e/o trasformate da parte degli stabilimenti di lavorazione dei prodotti della pesca, delle navi officina, degli organi di controllo".
 
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LE BARRIERE CORALLINE A RISCHIO SOPRAVVIVENZA
28 dic 04 
La decima conferenza delle parti firmatarie della Convenzione sui Cambiamenti Climatici, che si è svolta nei giorni scorsi a Buenos Aires, ha presentato un allarmante rapporto.
  
28 dicembre 2004 - In base al rapporto "Status of coral Reefs of the World", realizzato da 240 esperti di 96 Paesi per conto di oltre 20 organizzazioni tra cui il Wwf, il 20% delle concentrazioni coralline mondiali è andato distrutto, oltre il 24% fatica a sopravvivere e un altro 24% è destinato a scomparire. Secondo questo rapporto, le cause dell'indebolimento della barriera corallina vanno ricercate nel mutamento dei fenomeni climatici.
E' stato l'eccessivo riscaldamento atmosferico che provocando la fuga delle zooxanthellae, le piante unicellulari che conferiscono la colorazione ai coralli, ha portato al cosiddetto "bleaching" (sbiancamento) e ad un progressivo indebolimento di questi organismi. Inoltre, l'incremento di anidride carbonica, che rende l'acqua più acida, rallenta il processo di calcificazione, fondamentale per la crescita dei coralli perché alla base della formazione dello "scheletro". Secondo gli esperti, un raddoppio delle emissioni di CO2, prevedibile entro la metà di questo secolo, se non vi sarà un'inversione di tendenza, farebbe diminuire il processo di calcificazione dei coralli del 40%. Ma l'aumento delle temperature non è l'unico problema che causa lo spopolamento e lo sbiancamento delle barriere coralline. Secondo alcuni ricercatori israeliani, infatti, ragioni del fenomeno sono da attribuire ad una malattia infettiva, la cosiddetta "malaria degli oceani", diffusa da un verme i cui effetti diventano più pericolosi con l'aumento della temperatura marina. Il disastro che si sta preannunciando, ha spinto il WWF a chiedere alla Cop10 di prevedere aree marine apposite per la conservazione delle barriere che sono di vitale importanza non solo per l'economia mondiale, ma per la protezione delle coste dall'erosione e per la conservazione delle biodiversità. La barriera corallina, infatti, è custode di circa due milioni di piante e animali marini che costituiscono addirittura il 65% delle specie di pesci conosciute.
 
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IL CAPODANNO VEGETARIANO, SALVA 570 MILIONI DI POLLI
28 dic 04 
Il calcolo delle associazioni Gaia e Diamoci La Zampa. Scarcabili ricette vegetariane on line.
  
28 dicembre 2004 - Il capodanno vegetariano potrebbe risparmiare solo in Italia la vita di 600 milioni di animali da allevamento, di cui ben 570 milioni di polli. A fare il calcolo, le associazioni "Gaia animali e ambiente" e "Diamoci la zampa", che rilanciano il cenone tutto vegetariano. “Si tratta di un'alternativa sana, gustosa, nutriente e soddisfacente, ma soprattutto pacifica e nonviolenta: risparmia milioni di animali tra capponi, caprette, maialini, vitelli. In Italia - spiega il presidente di Gaia, Edgar Meyer- 600 milioni di animali vengono uccisi ogni anno per finire sulla nostra tavola: 570 milioni di polli, 9 milioni di suini, 6 milioni di agnelli, 4 milioni di manzi, 2 di conigli, 2 di vitelli, 3 di pecore e capretti, 500.000 equini”.
Oggi "vegetariani sono 15 milioni di statunitensi, 6 milioni di inglesi e 1 milione italiani", riportano gaia e diamoci la zampa, che hanno hanno predisposto un ricettario vegetariano per la sera di capodanno che parte dalle tartine con la crema "del tonno felice, che ha il sapore di vitello tonnato ma che rende felice il tonno perché in realtà si ottiene con farina di ceci", per passare alle lasagne al forno con ragù di soia, proseguire con zucchine ripiene di bosco e concludere con dolci a piacere, senza prima aver dimenticato le lenticchie, che portano buono. E per chi vuole convertirsi all'ultim’ora, si possono scaricare "succulente ricette vegetariane, biologiche (ma anche vegan e biodinamiche)" dai siti delle due associazioni: www.diamocilazampa.it e www.gaiaitalia.it.
 
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UNA, BOTTI SONO UN PERICOLO PER ANIMALI DOMESTICI
28 dic 04 
Alcuni consigli per difendere cani e gatti.
  
28 dicembre 2004 - “I botti e i fuochi artificiali usati a Capodanno trasformano spesso la festa in una notte di terrore ed angoscia per tutti i nostri amici animali. Molti di questi animali, spaventati dalle esplosioni, fuggono terrorizzati nel buio, scavalcano recinzioni, saltano fossi, fossati e fiumi, si feriscono strappando catene o guinzagli”. A sostenerlo è l'associazione ''Uomo natura animali'' (Una), che invita i cittadini a non usare i botti di capodanno, causa di gravi pericoli per cani, gatti ed altri animali.
Il problema per gli animali è dovuto soprattutto alla soglia uditiva molto più sviluppata e sensibile di quella umana (compresa tra le frequenze denominate infrasuoni intorno ai 15 hertz e quelle denominate ultrasuoni al di sopra dei 15 mila hertz) e che può arrivare ad una percezione uditiva di circa 60 mila hertz, per i cani, e 70 mila, per i gatti.
L'Una consiglia ai possessori di animali alcuni accorgimenti: “Se si tratta di gatti, tenerli in luoghi per loro rassicuranti chiudendo, le finestre in modo che anche i bagliori, oltre ai rumori, siano diminuiti”. Se si tratta di cani, "comportarsi in modo del tutto normale, senza cercare di rassicurare e di accarezzare l'animale se questo mostra paura; se il cane vede che il proprietario non si agita, si sentirà più tranquillo”.
”Se gli animali si nascondono, si deve lasciarli tranquilli, senza cercare a tutti i costi di interagire con loro; se si tratta di cani che normalmente dormono all'aperto, è bene ospitarli in garage o in casa, evitando di tenerli legati a catena”. L'Una aggiunge che "nei casi più lievi, il proprietario può anche provare a giocare in casa con il cane, in modo che la motivazione al gioco prevalga sul comportamento di paura e di fuga; nei casi gravi, per evitare autotraumatismi, su prescrizione del medico veterinario possono essere somministrati dei farmaci ansiolitici, la sera stessa o anche a partire da alcuni giorni prima". "Per gli altri animali -conclude l'Una- scoprire le gabbie con dei panni in modo da attutire il rumore e oscurare i bagliori dei fuochi artificiali”.
 
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MAREMOTO, VETERINARIO: ELIMINARE CARCASSE ANIMALI CONTRO EPIDEMIE
28 dic 04 
Nuova emergenza: la distruzione degli allevamenti riduce drasticamente il cibo.
  
28 dicembre 2004 - Emergenza veterinaria nelle zone colpite dal maremoto. Le carcasse degli animali abbandonate sul luogo del disastro rischiano di scatenare gravi epidemie. E per eliminarle, vista la grande quantità, è necessaria un'organizzazione adeguata che riduca al minimo i pericoli. E se il problema immediato è lo smaltimento delle carcasse, nei prossimi giorni il dramma sarà soprattutto l'approvvigionamento delle derrate alimentari, non più garantite dagli allevamenti distrutti.
A ricordarlo è Giancarlo Belluzzi, direttore del Dipartimento di Prevenzione veterinaria dell'Asl di Cremona e componente del consiglio direttivo dell'Associazione medici veterinari italiani (Anmvi), che sottolinea la necessità di coinvolgere i veterinari nelle operazioni. “La protezione civile - spiega l'esperto all'Adnkronos Salute - dovrebbe servirsi almeno di un veterinario per coordinare le operazioni di smaltimento”.
I rischi sanitari per la popolazione sono notevoli. “I corpi degli animali abbandonati, provenienti dai molti allevamenti delle aree colpite - continua Belluzzi - favoriscono e amplificano la moltiplicazione naturale dei virus e dei batteri.Una vera e propria 'bomba' biologica”. Per questo i corpi degli animali “devono essere interrati in zone interne, dove l'acqua non può arrivare, e coperti con calce spenta”.
Al contrario di quanto si crede comunemente, infatti, è più difficile e meno economico bruciarle. "Per bruciare le carcasse - conclude l'esperto - sono necessari materiali difficilmente reperibili come benzina e cataste di legno per tenere accesa la fiamma. Si possono usare anche copertoni di scarto, ma in questo caso si aggraverebbe l'inquinamento ambientale, già notevole in alcune delle zone interessate”.
 
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28 dicembre - Alessandria 
Canile abusivo, condannato pensionato.
  
Due mesi e 15 giorni di arresto per Antonio Canciani, 66 anni, un pensionato abitante a Bassignana, accusato di avere tenuto 35 cani in cortili situati nei pressi della sua abitazione in condizioni igieniche incompatibili con la loro natura e di non avere ottemperato alle ordinanze di sgombero dei canili abusivi, emesse dal sindaco. La vicenda era venuta alla luce su segnalazione di una volontaria: erano poi intervenuti Servizio veterinario dell' Asl e carabinieri.
 
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28 dicembre - L'Aquila 
Wwf: Abruzzo, montagne tornano verdi ma…
  
Pagella di fine anno per la natura abruzzese: a darla il Wwf regionale che promuove il ritorno di piante e animali sulle montagne appenniche e boccia senza esitazioni l'immobilismo sul traffico, le politiche energetiche e la riduzione dei gas serra, vere e proprie sfide planetarie che la Regione sta mancando. Ieri mattina, l'Associaizone del panda ha infatti presentato un bilancio di fine anno delle politiche ambientali, suddiviso per veri e propri capitoli.
-biodiversità e orso bruno: i principali dati sullo stato della biodiversità abruzzese- spiega il Wwf- provengono da studi di settore che indicano un fortissimo processo di rinaturalizzazione spontanea delle aree montane e di alta collina. Tra le attività degne di rilievo e' l'avvio di un'azione coordinata sull'orso bruno che ha iniziato timidamente i suoi passi almeno per quanto riguarda la ricerca, ma che deve ancora dimostrare di sapersi tradurre in grandi azioni concrete sul territorio per questa specie in via di estinzione.
-aree protette: “piccolo è bello”. “con questo slogan si potrebbe riassumere il principale risultato raggiunto dalle aree protette. Le riserve abruzzesi hanno dimostrato una grande vitalità- argomenta l'associazione ambientalista- organizzandosi nella rete delle riserve regionali che la regione Abruzzo intende presentare come il quinto parco della regione”. Una “coalizione” di aree che ha permesso di risolvere in breve tempo un gravissimo problema finanziario che si era presentato in sede di bilancio regionale. “drammatica è invece la situazione del parco regionale sirente-velino minacciato da ipotesi di tagli per ulteriori 9000 ettari, progetti distruttivi come il campo a golf di rocca di mezzo e dall'apertura alla caccia al cinghiale in pieno parco”.
 
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28 dicembre - Potenza 
Pollino, Cfs denuncia tre cacciatori.
  
Tre cacciatori di Senise (Potenza) sono stati sorpresi dagli agenti della Forestale di Chiaromonte (Potenza) armati di fucili da caccia all' interno del Parco del Pollino, in localita' Sammarella, nel comune di Teana (Potenza).
I tre sono stati denunciati per introduzione di armi all' interno di area protetta. I forestali hanno sequestrato tre fucili calibro 12 e 45 cartucce.
Sul versante calabrese del parco, i reparti di Saracena e Morano Calabro (Cosenza) hanno sequestrato nel territorio di Saracena alcuni animali fatti pascolare abusivamente.
 
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Gazzetta di Parma
I botti che fanno «impazzire» gli amici a quattro zampe - 28 dic 04 
Le raccomandazioni dell'Enpa: custodire in locale chiuso i propri animali.
  
L'Ente nazionale Protezione animali di Parma, in occasione dei festeggiamenti legati al Capodanno, ricorda a tutti i possessori di animali quanto possano risultare pericolosi i cosiddetti « botti » per i loro amici a quattro zampe Sono decine e decine, ogni anno, sul nostro territorio, gli animali che terrorizzati da questi rumori assordanti, fuggono e non fanno pi ù ritorno a casa, andando incontro ad un tragico destino. L'Enpa raccomanda quindi di prestare la massima attenzione e, se possibile, custodire in locale chiuso i propri animali. La loro capacità uditiva è, infatti, più sensibile di quella umana e scoppi e fragori vengono percepiti in maniera tale da produrre terrore. Se risultasse difficile accoglierli in locali chiusi, soprattutto nel caso di cani di grossa taglia o altri animali abituati a spazi aperti, si consiglia di contattare il veterinario di fiducia, che saprà consigliare la terapia farmacologia adeguata ad ogni singolo caso. Particolarmente a rischio sono, in oltre, i cani alla catena che, spaventati, possono spezzarla e fuggire con parte di essa o addirittura attorcigliarsi con gli spezzoni, trovando la morte. Nè possono essere dimenticati gli animali selvatici, per i quali non è possibile stilare una casistica attendibile, ma che sono soggetti a shock di pi ù ampia portata. Per questo sarebbe auspicabile una forte diminuzione di questa forma di festeggiamento che è gradita - e certamente non in tutta la sua componente - alla sola specie umana. L'Enpa invita quindi a compiere il piccolo sacrificio di eliminare, o almeno fortemente ridurre, i cosiddetti « botti » : una piccola rinuncia a favore di quei compagni di vita che sono, appunto gli animali. Certamente da evitarsi in aree verdi o boschive, risultano comunque deleteri anche nei centri abitati, dove sono sempre pi ù numerose le famiglie detentrici di animali e dove in modo sempre pi ù massiccio trovato rifugio tante specie di selvatici. Nel malaugurato caso di smarrimento o nel pi ù fortunato caso di ritrovamento, ci si potrà rivolgere al canile di riferimento ( per Parma quello municipale di via del Taglio gestito dall'Associazione Animal House - tel. 338/ 4266876) o all'Enpa ( tel e fax 0521/ 992519, e- mail enpapr@ libero. it) che dispongono di un apposito registro e potranno fornire i suggerimenti del caso, indirizzando anche ad altre associazioni protezionistiche della provincia.
 
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L'Unione Sarda
Appello per tre cani smarriti - 28 dic 04 
A Quartucciu, nella provincia di Cagliari.
  
Un'anziana donna smarrisce i suoi due cani e lancia un accorato appello per ritrovarli. Rita Coiana si trovava nella sua abitazione di via dei Mulini quando improvvisamente i suoi tre cani, un pekinese, un pincher adulto e un cucciolo, che mangiavano tranquillamente nella verandina hanno saltato il cancello e sono usciti in strada. Il fatto è successo domenica mattina. Ieri è tornato a casa il pekinese, ma degli altri due animali non c'è traccia. «Chiedo a chiunque li abbia visti di riportarmeli a casa», dice angosciata Rita Coiana, «il pincher è facilmente riconoscibile perché ha solo un occhio. Il cucciolo è una femminuccia che invece l'occhio non ce l'ha proprio. Sono davvero preoccupata e spero tanto che qualcuno si faccia vivo». Da due giorni il marito della signora, Guido Banduino gira senza sosta per il paese alla ricerca degli animali ma per ora senza risultati. Adesso i due coniugi promettono una lauta mancia a chi troverà le povere bestiole. «Ci siamo rivolti anche ai carabinieri», aggiunge Coiana, «hanno promesso che avrebbero cercato anche loro ma per adesso tutto tace». Insomma, per Rita Coiana un unico desiderio: riabbracciare i due cani. (g. da.)
 
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Corriere della Sera
Il canile di Porta Portese chiude con l’ultima protesta - 28 dic 04 
In agitazione alcuni precari. La delegata del sindaco Monica Cirinnà assicura: «Stipendi pagati».
  
Anche il canile di Porta Portese sperimenta l’autogestione. L’hanno annunciata, a partire da ieri, alcuni precari che lamentano la «mancata corresponsione degli ultimi due stipendi e il mancato rinnovo dei contratti delle 106 persone che vi lavorano e che il 31 dicembre resteranno senza impiego». La protesta degli operatori dell’Associazione Volontari Canile di Porta Portese ha sorpreso Monica Cirinnà, delegata dal sindaco Veltroni per i Diritti degli Animali: «Gli stipendi - chiarisce - sono stati pagati con i fondi ottenuti da una variazione di Bilancio già votata in Consiglio comunale».
Il canile di Porta Portese, aperto dal 1911 e sul quale grava una diffida della magistratura, dovrebbe chiudere i battenti proprio a fine mese ed i cani presenti, circa un centinaio, saranno trasferiti in un canile convenzionato di Roma Nord. La convenzione del Comune con l’Associazione Volontari canile di Porta Portese che lo gestisce assieme agli altri canili, quello nuovo di Muratella e Casa Luca, sarà prorogata fino al 31 marzo dell’anno prossimo. Al momento il Campidoglio sta valutando la possibilità di prorogare ulteriormente la convenzione con l'Associazione. Per prendersi cura dei 2.500 cani abbandonati ospitati in 9 strutture dove lavorano circa mille operatori, il Comune di Roma ha stanziato nell’anno in corso circa 5 milioni di euro, «ma per il 2005 - avverte la Cirinnà - i fondi si ridurranno a un terzo».
I precari protestano anche per la «diminuzione del servizio» e lo «smistamento dei cani in canili convenzionati fatiscenti, senza alcuna garanzia di trattamento medico veterinario e di adozione».
Respinge le accuse la Cirinnà: «Col trasferimento agli operatori verrà comunque garantito il posto di lavoro e i cani di Porta Portese andranno a stare meglio. Un mese fa ho visitato a sorpresa il canile di Porta Portese: vi ho trovato cani sporchi, gabbie piene di escrementi e un'operatrice che dava da mangiare ai cani senza indossare l'abito di lavoro. Tutto questo in futuro non dovrà più accadere».
Anna Merola
Cronaca di Roma
 
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