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[AgireOra] COMUNICATO STAMPA



ANNULLAMENTO DEGLI ARRESTI DOMICILIARI PER MARINA BERATI: NON SUSSISTONO I GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA PER IL REATO DI DANNEGGIAMENTO DELLE AUTOVETTURE DEI DIPENDENTI DEL LABORATORIO DI VIVISEZIONE RBM-MARXER DI COLLERETTO GIACOSA (TORINO)

"Sparare a una zanzara con un cannone". Cosi' puo' essere definita la
mega-operazione di Polizia condotta per tutto il 2004 contro i membri
del Coordinamento NoRBM e culminata il 9 dicembre 2004 con decine di
perquisizioni, nella quasi totalita' in Piemonte, piu' alcune in altre
citta', tredici persone indagate, e la portavoce del Coordinamento
NoRBM, Marina Berati, posta agli arresti domiciliari come misura cautelare.

Una zanzara perche' tutti i membri del Coordinamento hanno sempre
mostrato la propria faccia e i propri nomi, senza nascondersi, fin
dall'inizio della campagna. Una zanzara perche' quel che ci si e'
limitati a fare e' stata una protesta, costante, senza tregua, anche
dura, e per questo fastidiosa, ma che non si e' mai trasformata in
danneggiamento di automobili.

Un cannone perche' tutti i componenti del Coordinamento NoRBM - anche
persone che erano venute qualche rara volta ai presidi e che non
partecipavano piu' all'attivita' del gruppo da molto tempo - sono stati
travolti dall'ondata di perquisizioni, e alcuni di loro accusati
addirittura di "associazione per delinquere". Conversazioni o scambio di
sms e di email avvenuti negli ultimi mesi sono stati spesso travisati da
chi svolgeva l'indagine, fino a costituire i mattoncini di una
gigantesca struttura che avrebbe voluto dimostrare l'esistenza di una
rete illegale per la pianificazione e l'esecuzione di chissa' quali
crimini, primo e piu' grave tra tutti quello di danneggiamento delle
automobili dei dipendenti dell'RBM.

"Una rete che non esiste, una concertazione che non ha mai avuto luogo,
una serie di piani e attivita' che per la maggior parte esistono solo
nella fantasia di chi ha compiuto le indagini" afferma Marina Berati, di
AgireOra-Piemonte. E aggiunge: "Un castello accusatorio che e' talmente
fragile che vien da pensare sia facile da far crollare, ma che allo
stesso tempo spaventa perche', nonostante la sua fragilita' e' stata
portata avanti un'indagine che e' costata una quantita' enorme di tempo,
risorse, soldi, e che alla fine si e' abbattuta con una violenza
inaudita su decine di persone".

Il 24 dicembre, l'ordinanza del Tribunale della Liberta', a cui e' stato
chiesto il riesame dell'ordinanza di arresti domiciliari per la
coordinatrice di questo movimento "criminale", afferma a proposito del
gruppo AgireOra-Piemonte e del Coordinamento NoRBM: "<...> non puo'
affermarsi che i danneggiamenti di autovetture di appartenenti alla RBM
<...> siano riconducibili a livello di gravita' indiziaria a costoro".
Per questo dunque, e perche' non si ritiene vi sia il pericolo di
inquinamento delle prove, e' stata annullata la misura degli arresti
domiciliari richiesti dal PM, e concessi dal GIP, a Marina Berati.

"Tutto questo, non ci fermera'", dichiara Marina Berati "non fermera' la
nostra lotta per la difesa degli animali, la nostra passione che
scaturisce dall'empatia verso questi esseri innocenti che continuano a
soffrire nei laboratori di vivisezione e in tutti gli altri luoghi di
sfruttamento". E prosegue "La nostra sola risposta sara' questa:
continuare, come prima e piu' di prima con tutte le nostre attivita' di
protesta, informazione, educazione, come abbiamo sempre fatto. Ci sara'
un lungo procedimento, e dovremo spendere parte delle nostre energie e
risorse a difenderci, ma questa sara' solo un'attivita' a latere, che,
se pure ci preoccupa, non occupera' certo un posto di primo piano nelle
nostre vite. Scoprire chi ha in questi mesi distrutto le auto non e'
nostro pensiero, ne' nostro compito. Ci pensi la polizia, anziche'
accanirsi contro capri espiatori facili da trovare e poi tenere
conferenze stampa."

AgireOra-Piemonte / Coordinamento NoRBM
piemonte at agireora.org - www.agireora.org
no_rbm at yahoo.it - www.norbm.org

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