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[Spam] NEWS: Giornali Internet 29/12/04



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CACCIA
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PARCO NAZIONALE DEL POLLINO: SORPRESI TRE CACCIATORI ALL'INTERNO DELL'AREA
PROTETTA
I tre uomini sono stati denunciati per introduzione di armi all'interno di
area protetta. Sequestrate le loro armi, tre fucili calibro 12 e 45 cartucce
www.newslettercorpoforestale.it/newsletter_single.asp?Id=1727&TipoArticolo=N
otizie
29 Dicembre – Tre cacciatori di Senise (Potenza) sono stati sorpresi dagli
agenti del Corpo forestale dello Stato di Chiaromonte (Potenza), armati di
fucili da caccia, all'interno del territorio del Parco del Pollino, in
località Sammarella, nel comune di Teana (Potenza). I tre uomini sono stati
denunciati per introduzione di armi all'interno di un'area protetta. I
forestali hanno anche sequestrato le loro armi, tre fucili calibro 12 e 45
cartucce. Sul versante calabrese del parco, i reparti di Saracena e Morano
Calabro (Cosenza) hanno invece sequestrato nel territorio di Saracena alcuni
animali che venivano fatti pascolare abusivamente.
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CODEVIGO. NELLA VALLE MILLECAMPI
Cacciatore fermato con richiami proibiti si tuffa in acqua per fuggire agli
agenti
www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2224459&Luogo=Padova&Pagina
=ESTE%20MONSELICE%20CONSELVE%20PIOVE
Codevigo
Per non pagare la multa e per non assistere al sequestro di fucile e licenza
un cacciatore si è gettato nelle acque dello scolo Cavaizza gridando di
volersi suicidare. Tutto inutile, perché alla fine è incorso nelle maglie
della squadra di polizia provinciale che controlla Valle Millecampi.
Protagonista un uomo di 54 anni, piovese, che usava un simulatore
elettronico di richiamo per uccelli. Di buon'ora il cacciatore, con la
barca, si è appostato a Valle Millecampi. Ha messo in funzione il micidiale
aggeggio capace di trarre in inganno i maschi di alzavola, fischione,
germano e altre specie di volatili da valle. Ma le orecchie esperte di due
agenti della polizia provinciale hanno capito subito che i richiami avevano
una frequenza troppo ripetitiva per provenire da un uccello.Dopo oltre tre
ore di appostamento, l'uomo ha deciso di tornare a riva: nel carniere aveva
ben tre esemplari di alzavola. Uno degli agenti provinciali lo ha
intercettato proprio all'approdo dello scolo Cavaizza e gli ha chiesto di
tirare fuori il simulatore. L'uomo ha negato tutto: «Non ho alcun
simulatore, guardate voi, nella barca non c'è nulla». Ma l'agente sapeva
bene che il dispositivo non è più grande di un pacchetto di sigarette e
quindi facilmente nascondibile in tasca e gli ha rinnovato l'invito di
consegnarlo, altrimenti avrebbe chiamato i carabinieri per la perquisizione
personale. Militi che, comunque, l'altro agente aveva già chiamato. Al loro
arrivo il cacciatore ha finto di seguirli in caserma, poi con un guizzo si è
gettato in acqua gridando che voleva suicidarsi e contemporaneamente si è
sbarazzato del simulatore, recuperato poco dopo dai vigili del fuoco subito
chiamati. Ora il piovese dovrà pagare dai 1.500 ai 2.000 euro di multa.
«Sono davvero soddisfatto - ha dichiarato Nicola Modica - comandante della
polizia provinciale - è un segnale che i nostri sforzi per proteggere Valle
Millecampi dai cacciatori disonesti iniziano ad ottenere i giusti
risultati».
G.P
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Uccidono cinghiale cacciatori denunciati
A pallettoni in un giorno non consentito
www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=275671&IDCategoria=594
Dolceacqua. Hanno ucciso un cinghiale a pallettoni, con cartucce, insomma,
vietate dalla legge, e in giornata non consentita di caccia e, per questo,
sono stati denunciati dai carabinieri.
È accaduto intorno alle 20 di lunedì. La pattuglia del nucleo radiomobile di
Ventimiglia, insieme ai colleghi della "stazione" di Dolceacqua, nell'
ambito di specifici servizi mirati a reprimere il particolare fenomeno del
bracconaggio purtroppo molto radicato nell'entroterra del comprensorio
intemelio, hanno fermato un'auto sospetta. A bordo della vettura, dopo i
consueti controlli, i carabinieri hanno trovato la carcassa di un cinghiale
che era stato appena ucciso.
I due occupanti dell'auto, M.G. di 50 anni e S.S. di 46, rispettivamente
abitanti a Camporosso e San Biagio della Cima, sono stati quindi denunciati
per bracconaggio, per avere cacciato una specie in giornata non consentita
utilizzando inoltre cartucce vietate perchè a pallettoni. Oltre alla preda
sono stati sequestrati sia il fucile da caccia che il munizionamento.
Di recente, stavolta sulla strada del colle di Tenda, i carabinieri di Borgo
San Dalmazzo hanno fermato un'auto, anch'essa sospetta. All'interno del
bagagliaio hanno trovato un cerbiatto, ucciso poco prima e già fatto a pezzi
per evitare problemi. A finire nei guai due cacciatori, uno dei quali
ligure.
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Esplode la rabbia per la legge anti-piccioni
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20041229&ediz=06_UMBRIA&npag=4
2&file=H.xml&type=STANDARD
Il movimento Uomo natura ambiente è ironico e dice che il mondo venatorio
comincia il nuovo anno con una buona notizia: nel Bollettino della Regione è
stata pubblicata la legge che consente l'abbattimento di cinghiali, nutrie,
corvidi e piccioni da città in tutto il territorio regionale. Basta l'ok
dell'istituto nazionale per la fauna selvatica o dell'osservatorio
faunistico regionale o dell'Università di Perugia
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SOVRAMONTE La denuncia arriva dalla Lac. L?animale sarebbe stato colpito
nella zona di Pian d?Avena. «Pochi controlli»
Capriolo ucciso da bracconieri nel Parco
Il presidente Guido De Zordo: «Gli uomini del Corpo forestale fanno il loro
lavoro bene»
www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2224179&Luogo=Belluno&Pagin
a=FELTRE
Sovramonte
Un altro grave atto di bracconaggio si è registrato nei giorni scorsi nei
boschi del Feltrino. Un giovane esemplare di capriolo è stato ucciso di
notte nei pressi del Pian d'Avena, all'interno del territorio del Parco
nazionale delle Dolomiti bellunesi. A denunciare l'accaduto è la Lac, la
Lega per l'abolizione della caccia, che ora chiede maggiori controlli entro
i confini del Parco.
Secondo quanto riportato dalla lega contro la caccia sarebbe stata Milena
Grazzi, simpatizzante dell'associazione e residente a Stalle Boa, sul Pian
d'Avena, ad accorgersi dell'accaduto e a rinvenire il capriolo morto. La
donna, una sera di alcune settimane fa, intorno alle 22, ha udito un forte
sparo provenire dall'esterno della sua abitazione. Uscita di casa per
rendersi conto di cosa stesse succedendo, ha notato la presenza di un
fuoristrada che circolava a fari spenti. Immediatamente ha allertato il
Corpo forestale dello Stato. Il giorno successivo si è incamminata verso il
luogo dal quale aveva udito provenire lo sparo e poco lontano dal sentiero
ha scoperto la presenza di un giovane capriolo steso a terra, ucciso da un
colpo di fucile al collo. La carcassa è stata poi recuperata dalle guardie
del Corpo forestale.
«Questo episodio - ha commentato il presidente della Lac Veneto Andrea
Zanoni - dimostra che ci sono persone che circolano liberamente a mano
armata anche all'interno dei parchi. Ciò risulta ancor più grave se si pensa
che a meno di un chilometro dall'accaduto c'è una stazione del Corpo
forestale».
Ma il presidente del Parco Guido De Zordo non accetta la critica mossa dalla
Lac e replica difendendo l'operato del Corpo forestale. «Quest'accusa mi
sembra del tutto ingenerosa - afferma De Zordo - tanto più se si pensa che
il Parco ha un'estensione di 32 mila chilometri quadrati. Le guardie addette
ai controlli fanno un lavoro egregio e sono in azione anche di notte. Se
capita che un capo venga abbattuto all'interno del Parco, questo non
significa che i controlli non ci siano. Le guardie non possono essere
dappertutto in ogni momento».
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POVEGLIANO
Guardie provinciali a caccia di lepri, colture danneggiate
www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2224870&Luogo=Treviso&Pagin
a=TREVISO%20NORD%20MOGLIANO
Povegliano
(l.p.) Un vero e proprio "scempio". Adriano Tesser, rappresentante della
Coldiretti in seno alla Ccommissione provinciale Caccia, non usa mezzi
termini per definire l'incursione di domenica delle guardie provinciali
nell'area di ripopolamento e cattura delle lepri tra Santandrà, Camalò e
Paderno.
Le guardie provinciali hanno scelto proprio la mattina di lunedì, l'ennesima
giornata di pioggia, per raggiungere la zona, sparpagliandosi poi nei campi
alla ricerca delle lepri. Inutile dire che il terreno era zuppo d'acqua:
camminando, le guardie hanno lasciato segni ben evidenti del loro passaggio,
scatenando l'ira degli agricoltori. "Non era davvero il caso di effettuare
questa uscita - attacca Tesser - C'era il diluvio, il terreno era fradicio.
Entrare nei campi arati, dove l'orzo e il frumento stanno iniziando a
spuntare, causa danni enormi. Basta muovere camminarci sopra per schiacciare
o strappare via le piantine che stanno sbucando dal terreno". Tesser ha
tentato di fermare l'incursione delle guardie provinciali, che però hanno
deciso di proseguire, andando alla ricerca di lepri per l'intera mattinata.
"Sono arrivati alle 8.30 e se ne sono andati all'una - continua Tesser -.
Saranno stati almeno duecento, con tanto di auto e furgoni. Il terreno era
così zuppo d'acqua che uno dei questi mezzi si è addirittura piantato nel
bel mezzo di un campo". Tesser non è stato l'unico a indignarsi per
l'accaduto: "Almeno cinque o sei agricoltori sono venuti da me a lamentarsi
di questo fatto - continua il referente di Coldiretti -. E' un vero e
proprio scempio".
Tesser non sa spiegarsi perché mai le guardie provinciali si siano ostinate
a uscite con simili condizioni atmosferiche. "Domenica hanno rimandato
un'identica uscita sul Piave a causa della pioggia - conclude - Lì,
oltretutto, non avrebbero provocato danni. Invece, qui da noi, dove i danni
erano prevedibili, hanno deciso lo stesso di entrare nei campi per dare la
caccia alle lepri. Davvero non capisco il motivo".
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Premi e progetti per le guardie ittico-venatorie volontarie
CACCIAPENSIERI
a cura della Federcaccia
www.giornaledibrescia.it/giornale/2004/12/29/15,PRIMO_PIANO/T8.html
Con una cerimonia partecipata e molto cordiale, l'assessore provinciale alla
Caccia, Alessandro Sala, martedì 21 dicembre ha incontrato e premiato le 20
guardie ittico-venatorie volontarie, coordinate da Gianpietro Marchesini,
che in questi ultimi due anni hanno strettamente collaborato con la
Provincia in una lunga serie di attività, e i 7 caposquadra dei 300
operatori abilitati al controllo della fauna selvatica e domestica
inselvatichita, in particolare nutrie e piccioni. L'assessore ha anche
ricordato la preziosa opera degli 81 collaboratori faunistici per la
gestione e il controllo delle zone di ripopolamento e cattura e degli 83
tenditori addetti alla gestione degli impianti di cattura dei richiami vivi.
Sala ha tra l'altro ricordato che «l'assessorato Caccia valorizza ed
identifica il volontariato come strumento indispensabile per garantire la
salvaguardia dell'ambiente in generale e la tutela della fauna selvatica in
particolare nonché per valorizzare le tradizioni venatorie e per diffondere
una corretta informazione in tema faunistico-venatorio». L'assessore ha
continuato illustrando le numerose iniziative, soprattutto in campo
naturalistico, per le quali l'apporto dell'opera dei volontari è risultato
essere notevole, per non dire indispensabile. In questa ottica si colloca la
nuova convenzione tra la Provincia di Brescia e alcune associazioni
venatorie (Federcaccia, Liberacaccia e Enalcaccia) in merito all'impiego
delle Guardie venatorie volontarie. Le attività per le quali la Provincia si
avvarrà della collaborazione delle guardie volontarie sono: censimenti della
fauna selvatica; operazioni di controllo e contenimento della fauna
selvatica domestica e inselvatichita; operazioni di delimitazione di aree
destinate ad oasi o a zone di ripopolamento e cattura con l'apposizione
delle necessarie tabelle; controllo degli allevamenti di fauna selvatica;
attività inerenti le manifestazioni a sostegno della caccia con servizio di
vigilanza degli stand e presenza nelle scuole per attività didattiche;
attività relative alla salvaguardia e difesa dell'ambiente e della fauna
selvatica, come il recupero della fauna selvatica ferita. Restano in capo
alla associazione, e dunque non rientrano nella convenzione, le attività di
mera vigilanza venatoria, ferma restando la competenza della Polizia
Provinciale al coordinamento di tutte le guardie volontarie sia delle
associazioni agricole, che venatorie ed ambientaliste come disposto tanto
dalla legge nazionale che da quella regionale sulla caccia. E proprio
sull'argomento spinoso del coordinamento, l'assessore ha confermato la
volontà della Provincia di arrivare ad un risultato concreto con la
predisposizione di un regolamento specifico al quale si dovranno attenere
non solo i guardiacaccia delle associazioni venatorie, ma anche quelli delle
associazioni ambientaliste. Per questo ed altri problemi analoghi,
l'assessore ha informato che si avvarrà di una consulenza esterna che già
conosce questi problemi per esperienza professionale acquisita nello stesso
assessorato . • Dopo i fondi raccolti per la costruzione di una scuola nel
Togo a ricordo di Giacomo Rosini e per l'Ospedale dei bambini di Brescia,
Federcaccia lancia una nuova iniziativa di solidarietà. Infatti ci si
propone di raccogliere fondi che saranno devoluti ai terremotati della Valle
Sabbia: certo un piccolo aiuto rispetto alla grandezza della tragedia. Così
ha deciso il Consiglio provinciale della Federcaccia bresciana, che ha avuto
modo di ascoltare dal commosso intervento del responsabile del
raggruppamento di Vobarno, Giuliano Fontana, a quali disagi e sofferenze
sono sottoposte le tante persone, tra cui molti federcacciatori, che in
pochi secondi si sono viste privare delle loro case. Nei prossimi giorni
Federcaccia renderà note le modalità di raccolta. Intanto si registra il
primo importante contributo - 15mila euro - che è arrivato dal presidente
regionale dell'associazione Giacomo Lanzini. • Si raccomanda ai presidenti
delle sezioni comunali di restituire alla Federcaccia provinciale entro e
non oltre mercoledì 5 gennaio - il termine del 31 dicembre è stato
posticipato in via eccezionale tenuto conto del lungo ponte festivo - le
tessere associative 2004 rimaste invendute nel corso dell'anno. Dopo tale
data non sarà più possibile provvedere al rimborso delle stesse. • Gli
uffici della Federcaccia provinciale resteranno chiusi da domani fino a
lunedì 3 gennaio. Cogliamo l'occasione per rinnovare ai cacciatori bresciani
e alle loro famiglie fervidi auguri di un felice anno nuovo.
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DUE PESI E DUE MISURE
Gli uccellini, le armi e altro
www.giornaledibrescia.it/giornale/2004/12/29/39,LETTERE/T1.html
Nei giorni scorsi ho letto in questa rubrica l'ennesimo ed accorato appello,
stavolta con venticinque firme, per rifiutare spiedi e simili cibi che sono
composti da pettirossi ed altre specie di uccelli dei quali è vietata la
caccia. Mi sembra l'ennesima esternazione di persone che, a farla buona, non
hanno capito niente! La mia crudezza è originata dalla constatazione che
queste persone non hanno a cuore gli uccellini, perché non si spiegherebbe
la presa di posizione in favore di pettirossi e non delle allodole od altre
specie; no, questa gente parla per sentito dire, sulla spinta emotiva di
iniziative originate con ben altri scopi che non la tutela degli uccellini:
scopo vero è bloccare la caccia e con essa la struttura di fabbrica delle
armi che c'è alle spalle, vero obiettivo di pseudo ecologisti marchiati
politicamente che, come diceva l'on. Andreotti, «sono come i pomodori:
nascono verdi e poi diventano rossi». A conferma delle mie convinzioni
alcuni fatti: - qualcuno ha mai lamentato le sofferenze dei pesci quando
vengono pescati all'amo, magari solo per «sport», durante le gare, senza
nemmeno lo scopo, per laido che sia, di mangiarli! - ho visto pesci ai quali
vengono asportati i visceri nel togliere l'amo e poi gettati in un cesto ad
agonizzare per ore: dove sono queste persone tanto sensibili? forse che i
pettirossi sono più belli e fanno cip cip e i pesci sono viscidi e muti? -
ed i crostacei in bella mostra «ancora vivi» che muovono disperatamente con
la poca forza che rimane loro le chele nel vano tentativo di raggiungere il
loro elemento naturale e vitale e che muoiono anch'essi dopo ore e ore di
agonia? però a mangiarli dopo averli gettati ancora vivi nell'acqua bollente
sono «più buoni» - e le porchette e gli agnellini sgozzati appena nati per
farne piatti succulenti tanto in voga in altre parti del Paese? però a
Natale è un piatto irrinunciabile e magari fatti morire apposta dissanguati
per sbiancarne la carne? ma le avete ancora viste le bestie uccise in questo
modo? mentre ti guardano con gli occhi più grandi del muso e ti chiedono
perchè? Ci pensate ai polli messi in «batteria» appena nati, stipati uno
contro l'altro senza potersi nemmeno muovere così ingrassano prima e dopo
pochi mesi presi, storditi con la corrente e spennati vivi nelle apposite
macchine perchè «si spennano più facilmente»? E le tonnare dove tonni,
delfini e tutto quanto si muove nell'acqua vengono trucidati e squartati e
molto di quello che resta rigettato in mare perchè «non serve», quindi
ucciso inutilmente? Chissà perchè un'usanza è considerata barbarie e tutte
le altre invece «sane tradizioni che affondano le radici....» eccetera
eccetera? Potrei continuare con diecine di altri esempi di stragi e
sofferenze addirittura inutili ma, forse, nemmeno ce n'è bisogno: ciascuno
di noi, pensandoci un momento, è certamente conscio della giustezza delle
mie convinzioni. E allora, gentili venticinque firme e tutti quanti la
pensano come voi, riflettete su quanto ho detto e scegliete un comportamento
coerente: non si può piangere su un uccellino mentre si addenta una fetta di
porchetta oppure una costoletta di agnello, oppure si toglie una capasanta o
un fasolaro dal guscio per ingoiarla mentre ancora si dimena oppure la polpa
di un'astice oppure... sarebbe ipocrisia pura. Mi aspetto allora di vedere
torme di ecologisti e animalisti presidiare i porti affondando le barche dei
pescatori e strappare le reti, mentre altre torme si sparpagliano lungo
fiumi, torrenti, laghi e riserve a tagliare le lenze e rigettare in acqua i
pesci pescati per consentire loro, almeno, una morte più decente. Ed altre
ancora irromperanno nei mercati ittici sequestrando tutti i crostacei ed i
molluschi ancora vivi per riportarli in mare. E squadre di pubblica
sicurezza e finanzieri faranno incursioni nei ristoranti dove vengono
serviti questi piatti orrendi Ovviamente, se l'obiettivo invece è di
bloccare le fabbriche di armi allora non vedrò nulla di tutto questo.
Un'ultima ma utile precisazione: io mangio normalmente tutto quanto ho
elencato sopra; non chiedetemi di andare a caccia o a pesca, non mi piace
oppure di uccidere un animale qualsiasi, non ne ho la forza, però mi cibo
delle loro carni come tuti i carnivori e onnivori di questo mondo,
semplicemente e naturalmente, senza ipocrisia. ANGELO ANGOSCINI Brescia
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PETARDI
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Appello della Lega abolizione caccia
«Per festeggiare l'anno non sparate botti e petardi Terrorizzano le bestie»
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/Daa.htm
«Chi ama gli animali non usa i botti artificiali». L'appello è stato
lanciato dalla Lac (Lega per l'abolizione della caccia) del Veneto, che in
una nota ha ricordato come l'articolo 703 del codice penale sancisca multe
per chi esplode petardi senza autorizzazione. «Lo scoppio, quanto mai di
moda a fine anno, provoca danni notevoli agli animali. Gli uccelli, per lo
spavento, fuggono dai nidi e volano al buio per chilometri, col rischio di
morire congelati o sfracellati contro un muro; a cani e gatti i botti
provocano paura che li porta a scappare di casa col pericolo di essere
investiti; in conigli e mucche può portare all'aborto di femmine gravide».
L'invito della Lac è pertanto quello di non utilizzare i classici petardi
per festeggiare l'arrivo del 2005.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it