Pagine contro Aviano 2000
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Gettiamo le basi: gli atti del convegno

Siamo finalmente in grado di distribuire (almeno una parte del)le relazioni del convegno. Purtroppo, non sono ancora tutte, perché alcuni dei coordinatori dei gruppi non ci hanno ancora fatto avere la loro relazione. Per quanto riguarda le relazioni della prima giornata, sono basate sugli appunti di uno degli ascoltatori e non sono state riviste dagli autori. Non sono quindi complete e ce ne scusiamo fin d'ora.
Stiamo comunque procedendo con la sbobinatura integrale delle relazioni; non appena sarà completata, le diffonderemo.

Relazioni di sabato 6 dicembre 1997

Falco Accame
Il problema delle basi militari non riguarda purtroppo solo Aviano, ma è un problema nazionale o meglio internazionale. La conformazione territoriale dell'Italia ne fa suo malgrado una immensa portaerei. Infatti dal nostro territorio in breve tempo si possono raggiungere tutti quei territori diventati prevalenti dopo la caduta del muro. Il nuovo modello di difesa riprende dettami predominanti già in epoca fascista. La stessa revisione dell'esercito, dall'attuale a volontario e professionale, provocherebbe il distacco tra le forze armate e la gente. Il contatto tra esercito e società che prima era garantito dalla leva obbligatoria verrebbe a mancare. In questo ambito va aggiunto che l'intero nuovo esercito passerebbe sotto il controllo di un unico supercomandante, con i rischi che si possono immaginare. Già nel passato l'Italia ha subito ben 5 tentativi di colpi di stato. Il principale aspetto del nuovo esercito sarebbe quello di essere mobile. Questo oltre ad aumentare gli introiti per la FIAT, grazie a nuove commesse, permetterebbe di poter spostare .le truppe dovunque in breve tempo. Ma non solo a livello internazionale ma anche a livello locale, di modo da far dell'esercito una nuova e potente polizia di stato. Gli stessi servizi segreti, che controllano il traffico di armi dall'Italia verso l'estero, in teoria non potrebbero essere autorizzati al porto d'armi in quanto dovrebbero svolgere solo attività di controllo, ma grazie alle solerti leggi italiane anche questo ostacolo e stato aggirato. Infatti si è permesso che anche i funzionari della polizia potessero entrare a far parte dei servizi segreti armando così circa 5.000 uomini che non si sa ancora da chi vengano controllati.

Giorgio Nebbia
Un'ambiente usa-e-getta? L'impatto delle basi militari sul territorio

Augusta De Piero Barbina
De Piero fa parte della commissione paritetica per le servitù militari della regione F.V.G. La stessa commissione misto paritetica non è messa in condizioni di fare il suo lavoro perché e tenuta allo scuro di tutte le cose che accadono dentro e fuori la base. Le uniche cose concrete che si sanno sono: i 1200 ettari circa di territorio che sono considerati servitù militari. Problemi concreti che si conoscono sono : i problemi con i poligoni di tiro usati dall'esercito. Questi poligoni provocano il problemi alle scuole, al sonno limitano la libertà di movimento durante le esercitazioni e provocano spesso incendi.Gli stessi organi amministrativi che in teoria dovrebbero salvaguardare l'interesse dei cittadini italiani non intervengono, anche se l'inquinamento dell'aria e dell'acqua provocato dalla presenza della base di Aviano sono stati verificati. Da sottolineare un documento, luglio '96, redatto dai sindaci interessati all'ampliamento della base in cui si dichiaravano contrari. Dopo un incontro con il governo italiano e le assicurazioni di quest'ultimo sull'aumento di fondi che lo stato avrebbe dato loro, gli stesi sindaci nel febbraio di quest'anno si dichiaravano favorevoli alla base.

Paolo Miggiano
Dopo 17 anni si è potuto verificare come l'aereo DC9 Itavia sia stato abbattuto durante un conflitto aereo avvenuto sui cieli di Ustica. L'aereo con 81 persone abbordo, è stato abbattuto durante una guerra segreta c tra l'occidente e la Libia. Lo scenario è più o meno questo : Gli americani volevano detronizzare Ghedafi considerato uno dei più grandi fomentatori del terrorismo internazionale . Per questo avevano convinto l'Egitto ad invadere la Libia. L'Egitto sarebbe diventato possessore dei pozzi petroliferi della Libia e gli americani avrebbero ottenuto quello che volevano. Nel piano rientravano anche alcuni generali libici contrari al loro leader. L'unico problema era che l'Egitto non aveva una forza aerea sufficiente per dominare i cieli, quindi gli americani si fecero avanti per aiutarli. Nella base del Cairo Ovest furono trasportati sia aerei militari americani sia istruttori per insegnare. Gli aerei partivano sia dalla Germania sia dalle varie basi in Italia. Tutti facevano la medesima rotta. Roma-Ponza-Palermo-Egitto. Anche quella sera del 27/6/1980 si stava effettuando uno spostamento di aerei scortati da caccia americani. Il DC9 si è trovato coinvolto suo malgrado. Ci sono possibilità che anche l'attentato alla stazione di Bologna sia stato fatto dai libici, come secondo avvertimento della Libia all'Italia per non fornire aiuto logistico agli americani. Dopo di che il tentativo dell'Egitto decadde e Gheddafi rimase al suo posto.

Tonino Drago
La cosa importante da capire è che ognuno di noi può fare qualcosa per far chiudere le basi militari americane in particolare. L'esempio di Gioia del Colle dovrebbe far riflettere tutti gli scettici. L'importante e conoscere il proprio avversario cercare di carpire tutte le informazioni in loro possesso.

Relazioni dei gruppi di lavoro

Gruppo n° 1: Risiko sulle nostre teste
I partecipanti all'incontro "Gettiamo le basi" concordano nel ritenere la questione delle basi militari, del loro utilizzo, della loro permanenza, all'opposto, della lotta per il loro smantellamento, strettamente correlato e anzi conseguente alle dinamiche assunte dalle strategie politico-militari, nazionali e internazionali. L'ultimo consiglio dei ministri della difesa dei paesi aderenti alla NATO, tenutosi a Bruxelles il 3 dicembre scorso, ha ulteriormente chiarito, con la decisione di istituire un nuovo comando in Spagna che si affiancherà a quello di Napoli, le strategie di contenimento dei paesi del cosiddetto "fianco sud" , cioè del Magreb e nord Africa. E' una strategia che nasce dalla fine degli anni '80, e che ha trovato il suo momento culminante nella guerra del Golfo: "rispondere ad un ampio spettro di rischi", in pratica costruire uno strumento militare che sappia muoversi ed intervenire fuori area per tutelare gli interessi politici-economici dei paesi dell'Alleanza. In questo modo la NATO si pone come "guardiano del mondo", in collaborazione con altre organizzazioni come la UEO. Tramite gruppi d'intervento ad hoc o forze multinazionale come l'EUROFOR/EUROMARFOR o il corpo Italo-spagnolo. In Italia questa strategia è completamente messa in opera dal nuovo modello di difesa, ormai quasi del tutto applicato, che basa la sua filosofia sulla " tutela degli interessi nazionali ovunque essi siano minacciati" e quindi sulla costituzione di forze armate professionali e volontarie, pronte ad intervenire in ogni momento, spesso sotto la maschera deformante delle "missioni di pace", anch'esse rappresentanti in realtà interventi militari veri e propri. Conseguenze di queste strategie sono l'aumento delle spese per l'acquisto di nuovi armamenti (come la seconda portaerei o il progetto di caccia europeo F2000) e l'aumento delle capacità delle basi militari come Aviano, Sigonella, Ghedi ecc... Aumento delle basi che avviene anche a livello internazionale. Diventa allora necessario, a partire anche da una specifica iniziativa contro le basi militari in Italia, (una "Giornata Nazionale contro le basi militari, di cui si parla a parte) una complessiva strategia di opposizione contro le politiche di guerra che concretamente vengono preparate e attivate. Per questo riteniamo importante: · Una campagna contro la NATO, per l'eliminazione delle alleanze militari · Iniziative contro il Nuovo Modello di difesa gli interventi militari, anche mascherati da "missioni di pace" per affermare una politica estera di cooperazione e non di dominio; in questo si inserisce le campagne contro le spese militari (attraverso anche l'OSM e le battaglie per la loro riduzione) per recuperare risorse per le spese sociali.
Per coordinare e organizzare queste iniziative che dovrebbero vedere una loro coniugazione sia sul locale che nazionale, si propone un appuntamento di approfondimento e di lavoro da tenersi alla fine del mese di Gennaio (si propone che il COMITATO CONTRO AVIANO2000 funzioni da "segreteria organizzativa" per questo obiettivo), da allargare ad altre forze e in particolare ai gruppi di lotta contro le basi militari.

Gruppo n° 3: Una società sull'attenti
Introduzione di Giuseppe Mosconi
Il problema è: perché la maggioranza si assoggetta a una minoranza potente e violenta contro il suo stesso interesse? Ci possono essere diversi livelli di spiegazione: · Il giro dei vantaggi e degli svantaggi nella dimensione della quotidianità · L'assorbimento delle energie nel tessuto quotidiano lavoro, consumo, fonti di gratificazione, organizzazione del tempo. · La retorica dello sviluppo e del consumo che trova sfogo nel mito delle forze e dell'eroe spettacolarizzato. · La cultura autoritaria che cerca di sicurezza alla debolezza e alla frustrazione in una figura forte, nella dimensione dell'ordine. L'approfondimento di questi aspetti oltre al livello descrittivo e più immediatamente sociale, nel piano delle radici della psicologia di massa , rivela questi contesti : · Conflitto tra istinto di vita (eros) e istinto di morte (taratos) · Tra pulsionalità aggressiva e sottomissione a culture di violenza · Tra bisogno di solidarietà e di protezione e aggressione / distruzione · In questa rete di ambivalenza affiora la logica amica/nemica. La rappresentazione di un nemico o di un pericolo porta a rafforzare l'autorità che sembra combatterla, e che pure produce la frustrazione e le delusioni che stanno alla radice dell'aggressività verso il presunto nemico : circolo vizioso. · La solidarietà si esprime nel massimo dell'individualismo uguale per tutti. · Il mito americano armato è la sintassi di tutti questi aspetti : 1. Simbolo di benessere, sviluppo, forza. 2. Protezione verso l'esterno. · Bisogna capire il rapporto tra queste culture e la specificità della cultura friulana.
Relazione del gruppo
Al termine dei lavori i presenti hanno concordato sui seguenti punti:
1) Si ritiene molto utile un collegamento solidale fra i gruppi che, in Italia e non solo, si battono contro le basi militari nonché la collaborazione con altre realtà attive dentro i movimenti pacifisti e antimilitaristi. Si ritiene importante fissare l'obiettivo della chiusura di tutte le basi militari e di tutte le altre forme di sfruttamento militare del territorio quali i poligoni di tiro. Nel caso di Aviano si tratta del poligono aeronautico del Dandolo nei pressi di Maniago del poligono del Cellina-Meduna, del Monte Ciaurlec e di Malnisio. Si valuta essenziale la presa generale di coscienza del fatto che certi risultati parziali (come lo spostamento di basi o di tragitti di aeri militari inquinanti) che vadano a scapito di altre popolazioni non costituiscono un passo avanti nella lotta contro la militarizzazione della società.
2) Si considera necessario una Valutazione di Impatto Ambientale sugli effetti deleteri sul territori che ospitano basi militari e nel nostro caso specifico, della base USAF di Aviano e delle altre presenze militari nella regione. Tale V.I.A. dovrebbe essere affidata a tecnici, di assoluta capacità e indipendenza, con l'uso di fondi pubblici e/o fondi propri dei movimenti di base a seconda della scelta dei comitati locali contro le basi militari.
3) E' ritenuto molto utile redigere un inventario degli interessi economici, sia di quelli che traggono vantaggio sia di quelli colpiti, investiti dalla presenza delle basi militari. Questi dati sono considerati importanti ai fini della stesura di un piano economico alternativo di sviluppo locale, basato sulle risorse dei territori interessati
4) Si valuta necessario un forte impegno nel settore della controinformazione sui danni umani ed ecologici delle basi militari e per lo sviluppo di una cultura e sensibilità pacifista e antimilitarista. Tale cultura, intesa in senso lato, si basa sul rifiuto della sottomissione all'autorità e punta a favorire la crescita di una coscienza individuale libera e critica.

Gruppo n°4: Caduti sul campo
La sentita esigenza di portare le tematiche nell'ambito di una visione complessiva del fenomeno " Presenza delle basi militari sul nostro territorio" , senza trascurare tuttavia la sua dimensione internazionalista. Da qui l'esigenza di impostare la lotta per la difesa e il superamento del fenomeno in modo coordinato. Considerando l'estrema centralizzazione autoritaria dei poteri e degli interessi che esprimono, il fenomeno medesimo, occorre che il movimento ad esso antagonista realizzi il più alto livello di unità operativa, di visione politica complessiva e di efficacia organizzazione delle risorse umane e materiali per garantire il successo del suo intervento. Il movimento unitario e popolare di lotta contro tutto ciò che rappresentano, il sistema politico-militare in generale e le basi militari imperialiste in particolare statunitensi, non può avere un carattere strettamente difensiva deve assumere una più ampia valenza controffensiva L'insieme delle testimonianze portate dalle varie situazioni in cui, ormai da circa mezzo secolo si manifestano gli aspetti disastrosamente negativi dell'insediamento delle basi militari in particolare USA, conferma l'essenza del loro inquinamento totalizzante : da quello evidentemente territoriale a quello della salute collettiva, da quello culturale e sociale a quello politico-istituzionale. Il movimento nel fare un suo primo bilancio generale dell'esperienza accumulata sia pure in modo frammentario e saltuario in questi cinquant'anni, si rifiutano di porsi su un piano di pura denuncia vitimistica e si autolegittima come soggetto collettivo che si responsabilizza e si organizza per difendersi e rispondere a una violenza complessiva e cinica di cui la grande opinione pubblica stenta a riconoscere gli aspetti ferocemente spietati e subdoli. Il confronto tra il nostro movimento unitario e popolare di difesa contro offensiva alla violenza materializzata in cosi tante parti del territorio italiano, dall'insediamento sempre più radicato ed esteso delle basi militari imperialiste assume quindi, inevitabilmente un carattere altrettanto radicalmente antagonista con l'obiettivo del recupero e della salvaguardia di condizioni elementari ed irrinunciabili di tutela della salute e della vita sia dei singoli che dell'intera collettività sono tutti aspetti essenziali che le garantiscono: · La sovranità e indipendenza dei popoli · La sicurezza della pace · L'identità culturale delle nostre popolazioni L'antagonismo del movimento non può svilupparsi solo verso "l'intrusione straniera" ma deve mettere al 1° posto la responsabilità centrale, storica e politico-istituzionale a tutti i livelli (dai sindaci al parlamento) dell'intera classe politica oggettivamente responsabile del fenomeno verso il quale siamo costretti a mobilitarci. · Organizzazione senza frontiere di collegamento con coordinamento nazionale · Alla natura globale assunta oggi dal dominio imperialista occorre contrapporre un movimento unitario internazionale di base costituendo intanto un coordinamento nazionale che salvaguardi la nostra specificità


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