| Pagine contro Aviano 2000 |
Mercoledì 5 agosto
Ore 21.30 Inizio Veglia
Ore 22.00 Interventi di voci autorevoli del campo religioso e culturale.
Ore 6.00 Riflessioni allo spuntar del giorno
Ore 7.30 Momenti di condivisione
Ore 8.13 Gesto simbolico di memoria e di impegno
Ogni persona che vive sul pianeta Terra ha iscritti, nella sua memoria personale e in quella del popolo a cui appartiene, alcuni fatti di particolare rilevanza e le date, perfino le ore e i minuti, in cui sono accaduti.
Alcune di queste situazioni, per la loro incidenza positiva o drammatica e per la loro portata universale, appartengono a tutta l'umanità, quindi ad ognuno di noi.
Fra queste, senza dubbio alcuno, possiamo annoverare lo scoppio della bomba atomica su Hiroshima alle ore 8,13 del 6 agosto 1945. La successiva replica del 9 agosto sulla città di Nagasaki, confermando l'esito terrificante della scelta U.S.A., annunciò al mondo che la storia umana aveva operato un salto, per cui il destino di vita o di morte, da quel momento, ci avrebbe tutti legati in maniera indissolubile; si comprese infatti che l'uomo avrebbe potuto distruggere la vita sull'intero pianeta.
Da allora, le armi atomiche, prodotte in numero impressionante e con modalità sempre più distruttrici, sono diventate le sentinelle di un mondo spartito tra le due superpotenze e relative zone d'influenza. Tutti sanno che questo equilibrio del terrore ha avuto ed ha costi altissimi; tutti sanno che a pagarlo sono soprattutto i più poveri.
Dopo il 1989 si è deciso di iniziare lo smantellamento di tali armi, spesso usate come oggetto di mercato e di ricatto. Nel contempo, assurdamente, nazioni come la Francia e la Cina ne hanno continuato la sperimentazione, legittimando in tal modo a seguirle altre nazioni, spesso impoverite da drammi sociali endemici mai risolti, come l'India e il Pakistan. E' terribile constatare come l'euforia da potenza atomica riesca a contagiare, in tali situazioni, anche i più poveri tra i poveri.
Le armi atomiche rappresentano al massimo grado la volontà di potenza di dominio di distruzione; indicano un vicolo cieco, spesso senza ritorno, dove si sottraggono ingenti risorse al riscatto degli impoveriti e allo sviluppo umano.
Nella base U.S.A.F. di Aviano, le armi nucleari sono stivate e custodite con ogni premura, come oggetti sacri di un santuario, che ben si definisce della prepotenza umana.
Viviamo accanto a questa realtà micidiale, che in pochi minuti potrebbe distruggere il pianeta, come se non esistesse o non ci riguardasse. Anzi, l'impressione è che la nebbia del conformismo, del fatalismo, del disinteresse - o, al contrario, dell'interesse, per quanti pensano di monetizzare tale situazione - in questi ultimi tempi si sia addirittura infittita.
Con umiltà e tenacia vogliamo esprimere un segno pubblico di consapevolezza e di orientamento con il sit-in nella notte fra il 5 e il 6 agosto prossimi, davanti alla base di Aviano.
Invitiamo persone, gruppi, associazioni, comunità, donne e uomini di buona volontà che hanno a cuore la pace, la giustizia ed una fattiva solidarietà, a vegliare, a star svegli, desti, pronti, consapevoli delle situazioni, responsabili nell'assumerle e nel gestirle.
Per questo "lo stare davanti" alla Base nella notte del 5 agosto, attendendo l'alba del 6 agosto, nella concretezza del gesto esprime la valenza simbolica di un atteggiamento e di una prassi necessari nella vita di ogni giorno.
Veglieremo insieme nella conoscenza, nella comunicazione, nel dialogo, nel silenzio, nel canto e, per chi si riconosce in questa dimensione, nella preghiera e nel segno della fede.
Lo facciamo, prima di tutto, per noi stessi, per continuare ad essere vigilanti e responsabili, per porre un segno in questa nostra società; per ricordarci che, di fatto, rischiamo di precipitare in un infingimento collettivo, come se non esistesse una tale realtà che con la sua sola presenza sia in grado di condizionare negativamente la qualità della vita, il valore della democrazia e delle istituzioni, la credibilità delle religioni e le nostre stesse esistenze.