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Bike News

[07/98] Primi passi per la legge italiana sulla mobilità ciclistica, 29 marzo 1998.

Qualche settimana fa la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ha approvato in sede referente la proposta di legge che promuove l'uso della bicicletta. Per la prima volta l'accento è posto sulla bicicletta come mezzo di trasporto. Ma il finanziamento previsto è talmente basso che si rischia l'approvazione di una legge puramente simbolica.

di Loris Tissino

Se tutto va come dovrebbe, l'Italia potrebbe avere la sua prima legge per la promozione dell'uso della bicicletta prima di giugno. Il primo importante passo è stata l'approvazione in sede referente, da parte dalla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati del progetto di legge proposto in origine dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta). Nelle prossime settimana il testo potrebbe essere approvato in sede legislativa e passare all'approvazione da parte del Senato - si spera entro l'estate.

"La legge porta con sé un nuovo approccio culturale: si concentra sulla 'mobilità' e favorisce la pianificazione regionale, invece che limitarsi a finanziare la costruzione di piste ciclabili senza nessun progetto organico", dice l'on. Paolo Galletti, relatore della legge.

La nuova legge attribuisce alle regioni la responsabilitò di predisporre dei piani per le infrastrutture ciclabili, predisponendo un fondo speciale per interventi inerenti la mobilità ciclabile, come piste, ponti e sottopassaggi ciclabili, parcheggi per bici, ecc.

Sono finanziate anche infrastrutture per l'intermodalità tra bici e trasporto pubblico, nonché la progettazione di itinerari cicloturistici.

Le linee ferroviarie dismesse avranno come priorità la trasformazione in piste ciclabili, e le strade di nuova costruzione dovranno essere costruite con piste ciclabili ai lati.

Ovviamente, ci sono anche dei problemi, come sottolineato da Raffaele Frattarolo e Federico Germano, curatori di email: Becana , una mailing list indipendente di informazione sul mondo della promozione della bicicletta.

"La legge ha molti aspetti positivi, ma è finanziata con un budget estremamente basso, tale da permettere la costruzione di pochi chilometri di piste ciclabili, in un paese con 300.000 km di strade", dicono.

Questo giudizio è condiviso dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) , la cui proposta originaria affermava che il budget della legge dovesse essere il 3 percento di quello generale previsto per la costruzione e la manutenzione delle strade.

In un documento ufficiale la FIAB sostiene che "solo fornendo fondi maggiori a quelle pubbliche amministrazioni che vogliono investire in infrastrutture ciclabili si potrà contribuire ad un ambiente migliore con un minor traffico motirizzato". Altrimenti, dice Luigi Riccardi, presidente dalla Federazione, "la legge rischia di diventare poco più che simbolica."

Le ultime notizie indicano un probabile finanziamento di undici miliardi l'anno per i prossimi anni. L'unica speranza è che, una volta approvata la legge, essa possa essere rifinanziata maggiormente negli anni a venire.



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