[06/99] Speciale Israele/1 - Cinque anni in attesa della prima pista ciclabile
, 4 aprile 1999.
In alcuni paesi sembra che il lavoro degli amici della bici sia sempre in salita - per anni. A Tel Aviv l'organizzazione locale ha lavorato cinque anni, ma è ancora in attesa della prima vera pista ciclabile.
di Ernst Poulsen
, da Tel Aviv
Cinque anni fa si è formato a Tel Aviv il primo gruppo organizzato di amici della bicicletta (TABA, Tel Aviv Bicycle Association
) in Israele. La prima attività fu un'inchiesta nei parcheggi su cosa la gente pensasse dell'andare in bicicletta. "In molti risposero che sarebbero andati in bicicletta, ma lo consideravano troppo pericoloso", spiega Marcos Szeinuk, presidente del gruppo.
Nonostante sia piuttosto tardi, Marcos arriva all'appuntamento per un'intervista con la BNA direttamente dall'ufficio in cui lavora come ingegnere dei trasporti. Il gruppo di Tel Aviv conta molti soci con background professionale di ingegnere e architetto, e ciò ha facilitato i contatti con l'amministrazione comunale. La prima richiesta, come spesso avviene, fu quella di percorsi ciclabili. Ma l'approccio fu modesto.
"Ci rendemmo conto che non avremmo ottenuto di togliere spazi alle automobili," dice Marcos, "perciò suggerimmo un percorso ciclabile lungo una strada ad anello che ha un'area verde tra le carreggiate, non utilizzata a fine ricreativi e nemmeno, stranamente, per il parcheggio."
Il gruppo inoltrò il piano - che prevedeva complessivamente 15 km di piste ciclabili nel territorio cittadino e non ricevette né un no, nè un sì definitivo dall'amministrazione. Ma almeno i funzionari comunali lo studiarono. La risposta del ministero del traffico, lasciava invece senza parole: "Dissero che se aumentano i ciclisti, aumenteranno anche gli incidenti stradali, cosa che volevano evitare", spiega Marcos.
Dopo anni di attesa, qualcosa si è però mosso recentemente, con la costruzione di qualche centinaio di metri di pista, ben lontana da essere però qualcosa di cui essere contenti, visto che parte e arriva in luoghi senza significato, e nessuno quindi la usa. E anche con le nuove piste, in cantiere, ci sono dei problemi: i progetti prevedono una larghezza di solo un metro e sessanta centimentri, per una pista a doppio senso di marcia, la metà della larghezza raccomandata negli altri paesi.
Tel Aviv potrebbe essere un piccolo paradiso per i ciclisti. E' relativamente piatta, non fa seriamente freddo d'inverno, e la città ha un aspetto giovane. La maggior parte delle distanze sono relativamente brevi. Il maggior vantaggio è che molto spesso un'intera corsia è utilizzata per il parcheggio, ma le auto non la occupano completamente e quindi in bici si può correre nella parte rimanente, facendo attenzione all'apertura delle porte.
Prima delle ultime elezioni locali, l'attuale sindaco, allora candidato, partecipò ad una manifestazione ciclistica sostenendo l'idea delle piste. Ma appena eletto, se ne è dimenticato: "Ci ha spiegato di non avere i fondi necessari", dice Marcos. Che ora guarda, con poche speranze, al bilancio del prossimo anno.
Se vuoi ricevere per posta elettronica le prossime notizie tradotte in italiano, compila l'apposito modulo oppure scrivi a aruotalibera@poboxes.com
. Se vuoi, puoi anche ricevere le notizie nella versione integrale inglese
.