[10/99] Speciale Israele/2 - Legge sul caschetto in arrivo dopo le elezioni
, 27 aprile 1999.
I ciclisti in Israele potrebbero dover affrontare una legge per il caschetto obbligatorio subito dopo le prossime elezioni. Le organizzazioni di ciclisti si oppongono alla proposta, ma non è mai stato chiesto il loro parere. Ora chiedono il tuo aiuto.
di Ernst Poulsen
, Tel Aviv / Aarhus
L'uso della bicicletta non è al centro dell'attenzione politica in Israele. Ma i ciclisti stanno per affrontare un problema importante per la "storia ciclistica" del paese: poco prima delle elezioni, nove parlamentari hanno proposto una legge per rendere obbligatorio il caschetto per chi usa la bicicletta.
Marcos Szeinuk, presidente della Tel Aviv Bicycle Association
, teme che una legge simile scoraggi l'uso della bici e colpisca in particolare gli immigrati:
"Abbiamo un numero crescente di lavoratori stranieri a basso reddito, che utilizzano la bici come mezzo di trasporto. Spesso percorrono lunghe distanze su strade extraurbane. Non credo che utilizzeranno il caschetto, e alla fine potrebbero essere incolpati degli incidenti e forse non coperti dall'assicurazione."
L'unica altra opposizione alla proposta è venuta dal Ministero dei Trasporti, che teme sia impossibile l'applicazione della legge. Ma questo non ha fermato i nove parlamentari ed il Ministero della Sanità, che hanno lanciato l'idea nella speranza di diminuire le ferite alla testa ai ciclisti.
Marcos Szeinuk è molto critico verso l'approccio governativo alla questione della sicurezza:
"Il governo non ha consultato le organizzazioni ciclistiche sull'argomento, e non propone null'altro per migliorare la sicurezza dei ciclisti. Per esempio, si potrebbe pensare di consentire ai bambini di correre sui marciapiedi. I bordi delle strade sono spesso molto stretti, e non c'è praticamente nessuna pista o percorso ciclabile.
Il fatto è che i parlamentari non hanno studiato i bisogni dei ciclisti, ma hanno imboccato la strada facile del caschetto ignorando miglioramenti infrastrutturali che inciderebbero sul bilancio," afferma in un'intervista via email con la Bicycle News Agency.
Ora la Tel Aviv Bicycle Association spera di usare il periodo di campagna elettorale per contattare i parlamentari ed i candidati. Ma spera anche in un aiuto da parte dei ciclisti di altri paesi. "Certamente li incoraggiamo a darci una mano", dice Marcos
, che ha fornito alla BNA una lista di indirizzi email cui scrivere.
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