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[13/99] I ciclisti spagnoli buttati fuori dalla strada, 29 maggio 1999.

In futuro sarà facile riconoscere gli spagnoli che vanno in bici dai loro concittadini che non lo fanno. La Camera dei Deputati spagnola ha infatti approvato una legge che impone ai ciclisti di indossare abiti riflettenti e caschetti fuori dagli ambiti urbani. I ciclisti perdono anche il diritto di precedenza, e sono loro proibite alcune strade.

di Ernst Poulsen

Ovunque nel mondo i ciclisti gioirebbero alla notizia che il proprio parlamento ha appena approvato una legge dal titolo "Adattamento del codice stradale all'uso della bicicletta". Ma in Spagna probabilmente i ciclisti si stanno chiedendo se riusciranno a spuntare un buon prezzo vendendo la propria bici.

La Camera dei Deputati spagnola ha approvato, il 27 maggio, una legge che -- se non sarà emendata dal Senato -- piazzerà la Spagna al secondo posto nella classifica speciale dei paesi peggiori per l'uso della bicicletta, appena un po' dopo l'Arabia Saudita, che l'ha vietato del tutto.

Addio al diritto di precedenza

Saranno tre i cambiamenti importanti. Il primo è che i ciclisti perdono il diritto di precedenza agli incroci - in alcuni casi perfino se le auto girano a sinistra. Di fatto, ogni volta che sulla traiettoria di un ciclista viene a trovarsi un mezzo a motore, il primo dovrà fermarsi. I ciclisti mantengono la precedenza se sono su una pista ciclabile, ma in Spagna non ce ne sono molte.

Vestiti in maniera diversa

La Spagna non ha una forte cultura della bicicletta come mezzo per recarsi al lavoro, e lo stereotipo del ciclista è probabilmente quello sportivo. Sarà questa la motivazione alla base di una norma che rende la Spagna unica. Di notte i ciclisti dovranno indossare abiti riflettenti se correranno fuori dai centri urbani, e non sarà sufficiente l'uso delle luci sulla bici come negli altri paesi.

Difficile da prevedere l'effetto di una norma di questo tipo, che non è mai stata adottata altrove. Mentre i ciclisti sportivi sono abituati a vestirsi in maniera particolare, chi usa la bici per andare al lavoro potrebbe scoraggiarsi.

Caschetti obbligatori

Un'altra "prima volta" in Europa è l'obbligatorietà dell'uso del caschetto fuori dai centri urbani. Nella discussione parlamentare, alcuni deputati hanno affermato che quest'obbligo non ridurrà il numero dei ciclisti.

Ma i ciclisti spagnoli non sono affatto d'accordo, e si battono contro la legge da quando essa è stata proposta, un anno fa. Con l'aiuto della European Cyclists' Federation, hanno pubblicato un opuscolo dal titolo "Migliorare la sicurezza in bicicletta - senza rendere obbligatorio il caschetto".

La legge prevede anche delle norme sensate (ad esempio, la proibizione dell'uso della bici se intossicati, o la possibilità di correre appaiati quando la larghezza della pista ciclabile lo consenta).

Ai ciclisti inoltre viene vietato l'uso delle superstrade. Anche se ciò può apparire sensato, in Spagna gli amici della bici hanno obiettato che spesso tali strade sono le uniche vie di comunicazione tra molte città, e chiedono che vengano stabilite delle eccezioni quando la superstrada è l'unica via.

In teoria, il Senato potrebbe ancora emendare la legge, ma visto che l'ha già approvata in prima lettura, è probabile che essa diventi realtà nel giro di pochi mesi.

Anche i ciclisti stranieri dovranno adeguarsi, comperando un caschetto entro 15 km dal confine, ed attrezzandosi a rispettare la legge di "adeguamento del codice stradale ai ciclisti"


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E-08038 Barcelona
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Phone/Fax: +34 93 431 53 79
E-mail: deritja@pangea.org

"Improving Bicycle Safety - without mandatory helmet laws"
http://www.dcf.dk/ecf/html/helmetgb.htm


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