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il MIGLIOR Chomsky



27 Dicembre 2004
ZNet

Civilta' e barbarie
Un'intervista con Noam Chomsky


Junaid Alam e Noam Chomsky

     
 
    

Il 17 dicembre Junaid Alam, co-direttore di Left Hook, ha incontrato il
professor Noam Chomsky nel suo ufficio al Mit per ascoltare le sue opinioni
sulle giustificazioni ideologiche e le realta' storiche dietro la "guerra al
terrore" dell'America. Nei trenta minuti a disposizione, il professor
Chomsky ha smontato il dogma "civiltà" contro "barbarie", indicato le
atrocita' sostenute dall'Occidente e dagli Stati Uniti in particolare,
attaccato la cultura che approva la sofferenza delle masse, e spiegato come
l'establishment conosca le radici del terrore.
 

[Il testo originale e' la trascrizione del colloquio da parte
dell'intervistatore. Poiche' contiene espressioni colloquiali, ripetizioni,
parti mancanti, etc, la traduzione non e' affatto letterale, ndt.]

La ringrazio per quest'intervista a Left Hook, professor Chomsky.

Nel tempo che abbiamo, vorrei discutere con Lei delle conseguenze e delle
implicazioni dovute all'attuale situazione bellica, e di come alcuni dei
programmi o degli obbiettivi della guerra potrebbero esserle relazionati.

Sembra che il quadro ideologico dipinto per noi dall'amministrazione e dai
canali conservatori riguardi soprattutto il fatto che la cosiddetta guerra
al terrore contrapponga il mondo "civilizzato" alla "barbarie": si tratta di
una posizione recentemente espressa da Bussiness Week. In che modo pensa che
questo sia storicamente o politicamente inesatto, basandosi sulla portata e
l'intensita' dei crimini commessi da noi stessi contro i "barbari",
presumibilmente islamici e nazionalisti in Iraq e Palestina?

* Il livello di distruzione e terrore e violenza realizzato da stati potenti
supera di gran lunga qualsiasi atto che potrebbe essere perpetrato da gruppi
detti terroristi o nazionalisti.

Prendiamo l'Iraq. Attualmente, la stima piu' precisa dall'inizio della
guerra e' di 100.000 persone morte, forse piu', forse meno. Invece, il piu'
esteso attacco terroristico attribuito a degli islamici, l'11 settembre,
vide la morte di circa 3.000 esseri umani. Fu comunque un'orribile
atrocita', ma, tra le atrocita', non si colloca poi cosi' in alto.

Pensiamo poi al caso del sud del Rio Grande, che e' spesso chiamato l'altro
11 settembre. L'11 settembre 1973 il palazzo presidenziale venne bombardato,
il presidente fu ucciso, ci furono il golpe e la fine di una democrazia
emergente ... la prima democrazia dell'America Latina. E gli Stati Uniti
furono gravemente coinvolti in tutto questo. Il tributo di morti ufficiale
e' di circa 3000 persone, ma questi sono solo i corpi che possiamo contare.
Probabilmente i decessi sono almeno il doppio. 6000 morti in Argentina
corrisponderebbero ad un numero compreso tra i 50.000 e i 100.000 negli
Stati Uniti. Inoltre, abbiamo appena saputo il numero di persone torturate:
30.000, che qui sarebbero 700.000. Migliaia di casi di stupro, abusi. E poi
molta gente e' scomparsa, chi puo' sapere cosa le e' accaduto?

Il golpe fu anche l'inizio di una serie di operazioni terroristiche
internazionali sotto l'agenda della cosiddetta Operazione Condor, che
riuniva varie organizzazioni criminali impegnate ad attuare il terrore di
stato in paesi confinanti, paesi il cui controllo interessava agli Stati
Uniti. L'intelligence USA comparo' il DINA, l'organizzazione terroristica
cilena, alla Gestapo e al KGB. Questo era il modo in cui i terroristi erano
visti dagli Stati Uniti mentre erano supportati dagli Stati Uniti. E anche
la Gran Bretagna li supportava. E cosi' via. Non a caso le loro attivita'
terroristiche continuarono finche' non fecero il passo piu' lungo della
gamba: assassinarono un ben noto diplomatico di Washington DC, e questo non
era permesso. Cosi' si separarono e continuarono autonomamente le loro
violenze, ma mai piu' cosi' "cattive".

Quello dell'11 settembre 1973 e' giusto un esempio, che, tra l'altro, vide
gli Stati Uniti coinvolti solo indirettamente. Se consideriamo invece quei
casi propriamente organizzati dagli USA, il rapporto di cui sopra e'
incalcolabile. Prendi un evento in cui gli USA furono effettivamente
condannati per terrorismo internazionale e ricevettero l'ordine di porre
fine ai loro crimini: vale a dire l'attacco al Nicaragua, che giunse fino
alla Corte Mondiale. Questa dovette' pero' condurre un processo piuttosto
angusto, perche' gli USA si erano defilati da tutti i trattati
internazionali, cosi' da non poter essere portati davanti alla Corte per
crimini maggiori, come l'invasione - ossia il supremo crimine internazionale
-, o la violazione della Carta delle Nazioni Unite, o della Convenzione sul
Genocidio... Gli Stati Uniti sono esentati da tutto questo: decisero di non
dover essere soggetti ai trattati internazionali proprio durante le
audizioni della Corte Mondiale.

Cosi' la Corte dovette procedere su un terreno estremamente angusto: gli
accordi bilaterali USA-Nicaragua e il diritto internazionale
consuetudinario. Tuttavia, la Corte condanno' gli USA per quello che venne
definito uso illegale della forza, ordino' di porre fine ai crimini e di
pagare sostanziose riparazioni. Gli Stati Uniti ignorarono il decreto,
misero il veto a due risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che affermavano
quanto detto e continuarono con la loro guerra.

Il risultato fu, sempre in termini pro capite, circa l'equivalente di 2,5
milioni di persone uccise negli Stati Uniti. Il numero di morti - maggiore
di quello che gli USA abbiano mai avuto in una guerra della loro storia,
inclusa la guerra civile - distrusse il Nicaragua, che e' ora il secondo
stato piu' povero di tutto l'emisfero.

Nel 1990, dopo che gli USA ne ripresero il potere, il Nicaragua affondo'
ancora piu' in basso - finora si stima che circa la meta' dei bambini sotto
i due anni stia soffrendo per grave malnutrizione, con probabili danni
cerebrali come conseguenza.

Nei primi anni '80, quando gli USA iniziarono la guerra, il Nicaragua era
lodato da organizzazioni internazionali, persino banche internazionali, per
il suo considerevole sviluppo. Riceveva premi dall'UNICEF e da altri
organismi grazie ai miglioramenti ottenuti per quel che riguardava la salute
dei bambini e lo sviluppo. Ora e' piu' o meno l'opposto.

Questo singolo caso supera tutte le attivita' terroristiche che tu possa
attribuire a chicchessia, ma neppure se ne parla.

E non sto parlando delle grandi guerre, come il Vietnam, che fu
un'aggressione di forza. Non la si puo' chiamare terrore con - chi sa? -
quattro milioni di persone uccise o giu' di li'. E c'e' gente che sta ancora
morendo per gli effetti della guerra chimica iniziata da Kennedy. Poi questi
sono solo gli Stati Uniti. Dai un'occhiata agli altri stati: non sono
potenti come gli USA, ma la loro violenza e' straordinaria. La Francia in
Africa, la Gran Bretagna in Kenya e in altri luoghi... Superano di gran
lunga qualsiasi attivita' terroristica.


Dunque, "civiltà" contro "barbarie"?

* No, e' assurdo. Qual e' stata la peggior atrocita' della storia
dall'invasione mongola? Lo sai, e' quel che accadde in Germania sul finire
degli anni '30 e l'inizio dei '40. La Germania era la vetta della civilta'
occidentale, la societa' piu' avanzata in scienza, arte, letteratura,
l'esempio stellare dell'Occidente. Infatti fino alla prima guerra mondiale,
quando la persone divennero anti-tedesche, la Germania era stata descritta
dai politologi americani come un modello di democrazia. Quella e' la vetta
della civilta' occidentale e, si', e' la peggior barbarie fin dall'invasione
mongola. Che tipo di correlazione possiamo fare?


Lei ha menzionato le piu' di 100.000 vittime in Iraq. E' interessante notare
che mentre l'attenzione dei media si focalizza sulle sensazionalistiche e
macabre decapitazioni di forse una dozzina di stranieri, gli stessi media
sono piu' o meno muti sul rapporto Lancet, dell'omonima rivista britannica,
secondo il quale circa 100.000 civili iracheni sono stati uccisi dall'inizio
del conflitto, la maggior parte dei quali sotto i bombardamenti americani.
Lo stesso vale per le notizie sul tasso di malnutrizione infantile, che e'
raddoppiato.

* Si', il tasso di malnutrizione e' al livello del Burundi, peggio che in
Uganda o ad Haiti. E continua cosi' dall'inizio della guerra.


Questo mi fa venire in mente...

* Il modo in cui i media hanno trattato il rapporto Lancet e' di un certo
interesse. Fu menzionato - non e' che non lo si possa trovare - ma poi
ignorato o minimizzato. La reazione media fu "e' solo una stima".


Esatto.

* Come fai a dire se la stima fosse corretta? Forse il numero era minore.
Recentemente, Lancet ha presentato una forbice, tra gli 8.000 e i 200.000,
che e'...


Ma escludendo Fallujah.

* Guardiamo come hanno fatto. La stima piu' alta in termini di probabilita'
e' di 100.000 persone morte. La reazione fu "forse e' molto minore". Si',
forse e' molto minore - forse e' molto maggiore. Il valore e' stato ottenuto
con metodi molto tradizionali: hanno escluso Fallujah, che avrebbe alzato la
stima, ed incluso le zone curde, dove non si combatte, che l'hanno
abbassata. In generale, hanno condotto un'analisi accorta e con metodi
standard.

Ma il rapporto e' stato ignorato o stupidamente commentato con frasi del
tipo "e' solo una stima, quindi forse e' troppo alta" - vero, e' solo una
stima, quindi forse e' troppo bassa. Questo e' il modo in cui vengono
condotti tutti gli studi sulle stime di vittime o sulle condizioni
sanitarie. Ma che siano 50.000 o 150.000 o qualunque altro numero, e'
ovviamente un'atrocita' enorme.

Comunque sia, non e' propriamente corretto dire che i media non riportino i
crimini di guerra. Spesso li riportano e li elogiano. Prendiamo, per
esempio, l'invasione di Fallujah. E' stato un grave crimine di guerra,
simile alla distruzione russa di Grozny, 10 anni fa. La citta', che ha circa
le stessi dimensioni di Fallujah, fu rasa al suolo dai bombardamenti. Anche
se prima molte persone furono cacciate.


Pero', se non sbaglio, in quell'occasione non fecero fuggire gli uomini.

* Per caso l'evento fu assai simile a quello di Srebrenica - che e'
universalmente condannato come un genocidio. Srebrenica era un' enclave,
ottimamente protetta da forze ONU, ed usata come base per attaccare i
villaggi serbi vicini. Era risaputo che stava per esserci una rappresaglia.
E quando ci fu, fu brutale. Allontanarono le donne e i bambini, ma
trattennero gli uomini. Le stime parlano di migliaia di persone uccise.

Nel caso di Falluja, gli USA non hanno evacuato donne e bambini, ma li hanno
indotti a fuggire con i bombardamenti. C'è stato circa un mese di
bombardamenti ai margini della città, in modo che chi voleva o poteva,
riuscisse in qualche modo ad andarsene. E l'hanno fatto in circa
duecentomila. Ma gli uomini sono rimasti.

Ancor piu' drammatico e' che i fatti di Fallujah non siano tenuti segreti.
Cosi' potevi vedere sulla prima pagina del New York Times una grande foto
del primo maggiore durante la battaglia, o meglio, durante la presa
dell'ospedale di Fallujah. E c'e' un'immagine di persone stese a terra, coi
i soldati che le sorvegliano. Quella foto documenta un testo, scritto
accanto, per cui dottori e pazienti furono costretti a stendersi per terra
incatenati.

Secondo la legge USA, il presidente sarebbe soggetto alla pena di morte per
questo crimine. E' una grave violazione delle Convenzioni di Ginevra: queste
affermano esplicitamente e senza ambiguita' che gli ospedali, lo staff
medico e i pazienti devono essere protetti da tutte la parti in guerra in
ogni conflitto. Non potresti commettere una piu' grave violazione di questi
documenti.

Negli Stati Uniti c'e' un Atto sui Crimini di Guerra, passato al congresso
nel 1996, secondo il quale le gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra
sono soggette alla pena di morte. E questo non riguarda i soldati che le
hanno compiute, ma i loro comandanti. Di certo allora non si stava pensando
agli Stati Uniti, ma, se lo prendi alla lettera, questo e' quel che
significa.

Il New York Times ha spiegato tranquillamente che l'operazione fu attuata
perche' il commando USA aveva descritto l'ospedale generale di Fallujah come
un canale propagandistico per i guerriglieri. L'ospedale, infatti, riportava
il numero di vittime civili. Non so se i Nazisti abbiano mai fatto qualcosa
del genere. Di certo il Times si e' premurato di ricordare che i numeri
erano "gonfiati" - ma questo come lo sappiamo?


Nemmeno contiamo le vittime.

* Il nostro Caro Leader ha detto che i numeri erano gonfiati, quindi, come
in Corea del Nord, poiche' cosi' ha detto, cosi' e'(1). Ma supponiamo che lo
fossero: commettere un grave crimine di guerra perche' l'ospedale era un'
arma propagandistica che diffondeva numeri di vittime... E' ben difficile
trovare un caso analogo a questo.

Poi hanno distrutto la citta', ed hanno concluso dicendo che i soldati
stavano per riguadagnare la fiducia della gente di Fallujah. Non hanno
risparmiato di dirci come: istituendo una polizia di stato.


Giusto.

* A nessuno sara' permesso di entrare a Fallujah finche' non gli avranno
preso le impronte digitali e fatto un controllo della retina. Tutti saranno
marchiati ed identificati. Faranno di tutto - tranne che inserire nella
gente dei chip, forse a questo arriveranno la prossima volta. Inoltre gli
abitanti saranno suddivisi in gruppi che dovranno ricostruire quello che gli
USA hanno distrutto. Prova a trovare un'analogia a tutto questo. Ed e' un
singolo crimine di guerra, un'atrocita' tra le tante.

Infatti potresti sostenere che questo crimine e' insignificante. Ma il
Processo di Norimberga, avviato e concluso dagli USA, stabili' che il
massimo crimine internazionale e' l'invasione, che include di conseguenza
molti altri crimini minori. Quindi il raddoppio del tasso di malnutrizione
infantile, i forse 100.000 morti, i gravi crimini di guerra a Fallujah...
Sono tutte aggiunte al massimo crimine internazionale.

E quel crimine e' preso abbastanza seriamente. A Norimberga non processarono
i soldati o i comandanti di compagnia, ma le persone che erano davvero in
alto. Come il Ministro degli esteri tedesco, e a causa di quel supremo
crimine internazionale che comprende tutti i danni che seguono. Ma sentiamo
mai qualcosa su tutto questo?


Giusto.

* Ma non puoi dire che sia tenuto nascosto. Cio' di cui ho parlato e' tutto
citato dalle prime pagine. Il che e' ancora piu' sorprendente. Attualmente
si nota un gran miglioramento rispetto al passato. Quel che accadeva in
Vietnam fu molto peggio di quello che accade ora, ma a quel tempo non ci si
preoccupava. E' difficile trovare la parole giuste per descrivere questa
situazione, ma... diciamo che c'e' stato molto progresso. Ora, finalmente,
molte persone trovano queste atrocita' spaventose. Il Vietnam continuo' ad
un livello di violenza molto maggiore per anni, letteralmente anni, e non ci
fu' alcuna protesta. Kennedy diede inizio al conflitto nel 1962, un
conflitto che fu violento fin da subito: bombardamenti ed armi chimiche per
distruggere le colture ed i rifugi, in modo da tagliare i supporti per i
guerriglieri indigeni -- In questo modo si condussero milioni di persone a
quelli che equivalsero a dei campi di concentramento, o a degli slum urbani.

Col tempo le proteste sono cresciute, pensa al '66 o al '67, ma nel
frattempo il Vietnam del Sud era stato virtualmente distrutto. Il piu'
rispettato analista militare della questione vietnamita era lo specialista
indocinese Bernard Fall, tipo che oggi definiremmo un falco. Nel '66 e nel
'67 si chiedeva se il Vietnam, come entita' storica e culturale, sarebbe
sopravvissuto al piu' pesante attacco che un'area di quelle dimensioni
avesse mai subito. Nonostante questo orrore, per anni non ci furono
proteste. Oggi non sono ancora sufficienti, ma c'e' stato un gran
miglioramento negli ultimi 33 anni.


Questo mi ricorda un passaggio del Connecticut Yankee di Mark Twain su cui
forse trovera' qualcosa da commentare. Questo e' quello che scrisse sulla
Rivoluzione Francese:

"C'erano allora due 'Regni del Terrore': il primo animato da calda passione,
l'altro privo di cuore e dal sangue freddo. Voltammo le spalle a tutti gli
'orrori' del Terrore minore, il Terrore momentaneo, ma, mi chiedo, cos'e'
l'orrore di una morte rapida con un colpo di scure comparata ad una morte
che dura tutta la vita per fame, freddo, offese, crudelta' e crepacuore? Una
citta' cimitero puo' contenere le bare riempite dal Terrore veloce che
abbiamo cosi' diligentemente insegnato; ma l'intera la Francia non potra'
contenere le bare riempita da quel Terrore piu' vecchio e reale, quel
Terrore indicibile ed orribile, che a nessuno di noi e' stato insegnato di
vedere nella sua vastita' o nella compassione che merita".

Piu' che tener conto della vastita' dei crimini o della pieta' da essi
suscitata, non pensa che i media mainstream, piu' semplicemente, riflettano
i pregiudizi ed il razzismo della societa' america, o che siano essi stessi
a creare questi pregiudizi?

* Da questo punto di vista, i media sono solo una parte della cultura
intellettuale generale, che include tutti noi, compresi me e te. Non
vediamo, o meglio, preferiamo non vedere i terribili crimini che hanno luogo
in ogni momento, per i quali potremmo fare qualcosa con relativa
semplicita'. Per esempio, e' da poco passato il 10° anniversario dei
massacri in Ruanda, che furono orribili, forse 8.000 persone uccise al
giorno per 100 giorni. Un orribile massacro. E' c'e' un gran torcersi le
mani e lamentarsi perche' non facemmo nulla, non intervenimmo, non inviammo
forze militari, e cosi' via, ma non fu poi cosi' terribile. Si', fu
terribile, ma diamo un'occhiata a quel che accade oggi.

Proprio adesso, in Sud Africa, circa lo stesso numero di persone, anzi, di
bambini (8000), sta morendo ogni giorno per malattie facilmente curabili. In
Sud Africa, il numero di morti e' al livello del Ruanda tra i soli bambini,
e non per 100 giorni, ma ogni giorno. Ci sarebbe un modo molto semplice di
occuparsene, ossia corrompere le corporation farmaceutiche perche'
forniscano le medicine e le limitate infrastrutture necessarie. Ma quasi
nessuno ne parla, nonostante sia molto peggio che in Ruanda.

Inoltre, se facciamo un altro passo - parlando di barbarie - dobbiamo
chiederci in che tipo di societa' viviamo se l'unico modo in cui possiamo
pensare di evitare lo stesso numero di morti del Ruanda ogni giorno sia
corrompere delle tirannie private affinche' facciano qualcosa. Gia' questo
e' piu' che una barbarie.

Ma, una volta accertato tutto questo, non ci pensiamo, preferiamo non
pensarci. Non e' che ci preoccupiamo piu' dei piccoli crimini che di quelli
grandi, e' che la nostra attenzione si focalizza su quello che gli altri
fanno. Quello che noi facciamo non ha importanza. E non si tratta di una
prerogativa degli Stati Uniti, ma di una caratteristica delle culture
dominanti e delle societa' potenti.


Con tutta questa retorica sulla "barbarie", e' anche interessante notare
come, due mesi fa, il comitato scientifico per la difesa, composto da
comandanti militari e da esponenti dell'intelligence, abbia steso un
rapporto dichiarando che il risentimento del mondo islamico nei confronti
degli Stati Uniti sia dovuto principalmente al supporto USA ad Israele e
alle dittature arabe, non ad un odio innato o ad un odio per i valori
occidentali in se'. Ma se il Pentagono e l'esercito sanno questo, allora
perche' c'e' una tale discrepanza tra quello che ammettono e quello che
dicono? Quali sono quegli imperativi strategici cosi' importanti da
rischiare di incorrere nell'odio altrui?

* C'era un interessante rapporto [Interruzione, si apre la porta, rumori
dall'esterno] - ecco, questo rapporto del Pentagono era di un certo
interesse in quanto si trattava praticamente della copia di un rapporto
dell'NSC (2), steso nel 1958, quando il presidente Eisenhower sollevo' la
questione "perche' c'e' una campagna d'odio contro di noi nel mondo arabo, e
non tra i governi, ma tra la gente?". Una risposta fu fornita dal consiglio
di sicurezza nazionale nel 1958: nel mondo arabo c'e' la percezione che gli
Stati Uniti supportino regimi brutali e repressivi bloccando la democrazia e
lo sviluppo, e che lo facciano perche' vogliono ottenere il controllo del
petrolio e altre risorse - che appartengono a loro. Questo nel 1958. I
nostri dissero: si', la percezione e' corretta, e continueremo a fare cosi'.
Questa situazione fu nota per anni.

Ed e' stata ulteriormente esacerbata da certe politiche. Proprio dopo l'11
settembre, almeno per quanto ne so, un solo giornale ebbe la dignita' di
indagare sulle opinioni del mondo musulmano: il Wall Street Journal. Si
limitarono alle persone di loro interesse, quelli che chiamarono musulmani
ricchi, manager di imprese multinazionali, avvocati internazionali, sai - il
loro tipo di persona - gente che non ha problemi dalla globalizzazione o da
qualunque altra cosa: parte integrante del sistema USA. Ma ottennero lo
stesso risultato ottenuto dal Pentagono nel 1958: odiano e temono Bin Laden,
che cerca di distruggerli, ma, nonostante questo, affermano di capire la sua
posizione. Infatti, detestano anche la politica USA, a causa del supporto
all'aggressione di Isarele e alle atrocita' che le sono seguite, a causa
delle sanzioni all'Iraq, che uccisero centinaia di miliaia di persone,
devastarono una societa', e produssero un'enorme sofferenza.

Il rapporto del Pentagono ripete solo quello che chiunque abbia gli occhi
per vedere, vede. Il fatto che questo documento sia stato accolto con una
certa sorpresa, negli Stati Uniti, dimostra come gli intellettuali
preferiscano chiudere gli occhi. Quel che dice il rapporto e' corretto.
Inoltre, puoi leggerlo. Il discorso e' lo stesso dal 1958: ogni studio serio
lo ammette. E lo puoi trovare anche in ogni libro sul terrorismo - ogni
serio libro sul terrorismo, non quelli che si limitano ad inveire e ad
urlare - come, per esempio, lo studio di Jason Burke su al-Qaeda, che e' il
migliore, o il migliore che si trovi in giro.

Non odiano la nostra liberta', ma le politiche USA. E per buone ragioni:
queste politiche li hanno schiacciati per anni. Il Pentagono ha solo
scoperto - ri-scoperto - quello che chiunque avesse gli occhi aperti gia'
sapeva. Questi rapporti sono de-classificati da ben 15 anni. Nel 1990 stavo
gia' scrivendo qualcosa al riguardo. E' facile stare su un piedistallo
inveendo contro il fascismo islamico e i suoi tentavi di distruggerci,
perche' non richiede di pensare alle nostre politiche, e alla possibilita'
di cambiarle.

E quel rapporto di cui parlavi vale per il terrorismo in generale, che certo
non nasce dal nulla. Prendi, per esempio, l'IRA, che gli USA hanno molto
supportato. Era stato fondato - il terrorismo IRA, che fu molto serio -
dagli Stati Uniti insieme ad alcune chiese. Fu orribile, ma non senza
ragioni. L'organizzazione aveva il sostegno di buona parte della
popolazione, che capiva la realta' dei problemi di cui si parlava. Infatti,
quando la Gran Bretagna decise di rispondere, non fu con molta violenza, ma
prestando attenzione alle rimostranze. Questo porto' a dei miglioramenti.
Certo, Belfast non e' il paradiso, ma e' enormemente meglio di come era 10
anni fa.

Quel rapporto vale in generale, ed ogni serio specialista sul terrorismo lo
sa. Dai un'occhiata all'intelligence israeliana: gli ex capi dello Shin Bet
ne hanno parlato - quelli attuali non possono ma gli ex si' - ed hanno detto
tutti la stessa cosa: finche' non tratteremo i palestinesi con rispetto,
finche' non garantiremo i loro diritti fondamentali, non fermeremo mai il
terrorismo. Questo e' il modo in cui viene trattato il problema - loro hanno
delle rimostranze che sono giustificate, noi li trattiamo con disprezzo e
umiliazione, distruggiamo, rubiamo le loro terre e loro risorse. C'e' un
consenso quasi universale su questo, tra le persone che si occupano
dell'argomento.

[Interruzione, un'altra intervista incalza]


La ringrazio molto professore, la ringrazio per il suo tempo.


NOTE

(1) La Repubblica Popolare della Corea del Nord e' un regime dittatoriale,
al cui comando si trova il Caro Leader Kim Jong-il. Potete visitare il sito
ufficiale di questo paese (con versione italiana) qui, ndt.

(2) NSC: National Security Council (Consiglio di sicurezza nazionale), ndt.

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archivio Chomsky: http://www.zmag.org/Italy/chomsky.htm

 
Documento originale Civilization Versus Barbarism? An Interview with Noam
Chomsky: 
http://www.zmag.org/content/showarticle.cfm?SectionID=11&ItemID=6925
Traduzione di Carlo Martini
    
M. Junaid Alam, 21 anni, e' co-direttore della rivista giovanile Left Hook;
puo' essere contattato a alam at lefthook.org

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(http://www.zmag.org/Italy/alam-chomsky-civilta-barbarie.htm)