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Lettera aperta ai Disobbedienti che mi hanno aggredito.



Lettera aperti ai Disobbedienti.

LA STORIA APPARTIENE A CHI AMA, NON A CHI GRIDA PIU'
FORTE.

Egregi disobbedienti,
scusate, ma non riesco ad essere ipocrita.

E rivolgermi a voi in maniera più amichevole.

Siete calati, in centinaia su Gradisca d'Isonzo.

Per la manifestazione unitaria contro l'apertura del
Centro di Detenzione/Permanenza per Migranti.

Dal Piemonte, dall'Emilia, dal Veneto, dal Friuli
Venezia Giulia.

Come dicono ossessivamente i vostri capi : una
moltitudine.

Avete preso treni, contrattando di non pagare
biglietti (solo voi, però, i comuni mortali, il
biglietto sullo stesso treno lo hanno pagato, magari
controvoglia...), siete giunti con potenti mezzi,
aveti zittito tutti con i vostri watt.

Avete finto uno scontro patetico con la polizia.

Due tre manganellatine di fronte alle telecamere,
giusto il minimo necessario per "egemonizzare giornali
e telegiornali", e poi ...

Poi nulla.

Io queste cose le avete denunciate prima, le sapevo.

Succede a Gorizia, quando ci siete di mezzo voi sempre
così.

I vostri capi, i Casarini e gli Olivieri (il capetto
locale di Trieste) erano scuri in volto.

Quelle persone che vanno avanti per la loro strada,
senza curarsi di nulla di quello che hanno attorno, di
nulla e di nessuno.

Avete violato i patti con tutti, non tanto con gli
"sbirri"(chi se ne...), ma quelli con tutte le altre
moltitudini di cui a voi non frega nulla.

Poi a Gradisca d'Isonzo era finito tutto.

In silenzio i compostissimi e numerosi anarchici
(compostissimi, silenziosi, veramente, non ci sono più
gli anarchici di una volta...), silenziosi i giovani
comunisti, impauriti i confederali.

Io raggiungevo i pochi cattolici di base presenti.

Ero solo.

Nella vostra moltitudine.

Poi, accerchiato, ho subito una aggressione fisica
(una testata sul volto), sono strattonato da una
decina di voi e mi è stato detto che siccome avevo
offeso i vostri fratelli (cioè il capetto bulletto di
periferia Andrea Olivieri, di Trieste)se non me ne
andavo mi avreste ammazzato.

Non era un esagitato, nè un conflitto, era una
precisa, intimidazione collettiva di stampo mafioso.

Tra voi e i boss della camorra di scampia non c'è
nessuna differenza.

Tra voi e le squadracce fasciste di ogni età e
latitudine non cè alcune differenza.

Poi, guardavo i vostri capoccia.

Tutti maschi.

Siete anche pedine del potere.

Utili, finanziati, foraggiati, coccolati.

In particolare nel Nord-Est, un anno fa avete potuto
girare con mazze nel pieno centro di Gorizia, in una
città in cui anche starnutire forte viene sanzionato,
segnalato.

Siete, pedine della strategia della tensione di questo
governo.

I vostri leader sono rivoluzionari di professione, nel
senso che per organizzare le vostre recite (quanto
diverso è il conflitto sociale vero!) sono finanziati,
e sostenuti.

Beh, io sono proprio stufo.

Non starò in silenzio di fronte alle vostre botte e
alle vostre minacce ed intimidazioni.

So bene di essere solo l'ultimo di una lunga serie,
anche al vostro interno i dissidi li regolate così,
branco altro che moltitudine...

Lo faccio senza rancora, alle vostre mazze e alla
vostra collusione, funzionalità al potere e ai potere
non posso che opporre questa frase di Albert Camus che
in un periodo di grandi lotte affermava:

"Non essere amati è soltanto cattiva sorte; non amare
è una tragedia. Tutti noi oggi stiamo morendo di
questa tragedia. La violenza e l'odio infatti
disseccano il cuore nel profondo; la lunga lotta per
giustizia e l'amore che pure l'aveva ispirata. Nel
clamore in cui viviamo, l'amore è impossibile e la
giustizia non basta".  (A. CAMUS, Les justes, 1950).

Ecco cari disobbedienti.

Imparate un po' ad amare.

Io non è che ce l'abbia con voi.

Solo, non sopporto i prepotenti.

Si chiamino Bush, Putin, De Gennaro, Fini, Sharon, Al
Sistani, Casarini, Caruso od Olivieri. - e non dite
visto con chi vi ho messo in compagnia che non vi dò
peso :-) ...

Francesco Lauria
(aggredito a Gradisca d'Isonzo sabato 26 febbraio, nel
pressi del muro del CPT in costruzione, da un folto
gruppo di disobbedienti, dopo una fatwa emessa il
giorno prima dal capo locale Andrea Olivieri.
Aggredito negli unici dieci minuti in cui ero solo.)

Ecco diciamo anche che oltre che prepotenti siete un
pochino vigliacchi.

Ma quindi potete anche (solo) migliorare... 



 


                
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