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UN SOLO ARGOMENTO PER ANDARE A VOTARE E VOTARE SI' AL REFERENDUM



UN SOLO ARGOMENTO PER ANDARE A VOTARE

 

E VOTARE  SI'  AL REFERENDUM

di Corrado Piancastelli  -  prodena at libero.it

 

 

Su tutte le reti, qualsiasi programma di discussione sul prossimo referendum degenera in rissa. O in una stucchevole e superficiale ripetitività.  Il motivo si mostra da sé a chiunque ascolti questi dibattiti con almeno quel piccolo distanziamento dovuto al buon senso. E’ noto a tutti  che la gerarchia  cattolica  ha lanciato una vera crociata astensionistica e antidemocratica perché il referendum non raggiunga il quorum, per cui qualsiasi argomentazione logica  si infrange contro il preconcetto e il muro di pseudo-moralisti obbedienti non alla ragione dialogante, ma esclusivamente e ciecamente al diktat della Chiesa. Tra l’altro l’accanimento irrazionale contro il referendum e l’implicita manipolazione degli embrioni è poi perseguito in modo così   irritante e monotono che alla fine non c’è più una discussione, ma un muro contro muro.

C’è tuttavia, al di là delle contrapposizioni un argomento che viene poco usato, finanche dai laici, segno questo che neppure la cosiddetta sinistra  spesso non sa usare completamente la ragione la quale dovrebbe sapere  esporre in modo argomentato ciò che intende per concezione laica e democratica di uno Stato. Una legge che riguarda le scelte (etiche o scientifiche) in materia privata, in sé non può mai essere una legge vincolante quando non riguarda la convivenza o le regole pubbliche. Nel caso della problematica concernente gli embrioni o la fecondazione eterologa il cittadino non è affatto obbligato da una legge, la quale rappresenta semplicemente una opzione a disposizione di tutti. Se una donna si sente cattolica fino in fondo può benissimo rifiutare  il diritto che la legge mette  a sua disposizione circa la possibilità di impianto con un seme diverso da quello del marito. Chi potrebbe obbligarla? Lo stesso discorso vale per il divorzio. Se una coppia non divorzia perché ritiene sacro il matrimonio non userà questo diritto e nessuno potrà obbligarla a divorziare.

Però, e qui è il punto, se una donna, marito o compagno consenziente ritiene che un figlio non debba necessariamente nascere da un rapporto matrimoniale contratto in una Chiesa, perché mai non dovrebbe poter  fruire di un diritto che le consente di decidere come le pare? Per una donna che abbia un compagno sterile, è magari più etico farsi fecondare  da un estraneo incontrato per strada o recarsi in un ospedale e farsi tecnicamente impiantare un anonimo embrione da un chirurgo?

Le leggi, quando non investono la sfera dei rapporti pubblici, si fanno affinché il cittadino vi opti o meno secondo un suo criterio etico, non per un obbligo morale da imporsi con la forza in obbedienza ad una religione. Se così non accade un paese democratico diventa un possedimento delle religioni, tal quale come avviene nella società musulmana, con tutte le conseguenziali deformazioni.

L’argomento principe, ben oltre le polemiche se l’embrione sia già persona o sia solo cellula vivente, è tutto qui e non occorre nessuna grande fatica intellettuale a spiegarlo.

Le leggi in un paese laico non si approvano o si rifiutano  per accontentare una chiesa dominante, altrimenti diventano violenza di Stato. Le leggi si fanno per tutti i cittadini perché  uno Stato laico sostiene la cultura pluralista che, come tale, accoglie qualsiasi filosofia della vita,  alla quale deve riferirsi lo stesso pluralismo religioso perché rispondente ai dettami delle libertà costituzionali. Le leggi costituzionali, peraltro, non legiferano sulle libertà private quando queste si conformano alle norme di diritto. E infatti  la (nostra) costituzione prevede la libertà di parola, di opinione e di azione se in ottemperanza alle leggi  penali e civili e ai dettami costituzionali. Prevedere la libertà privata, peraltro,  non significa obbligare alla libertà, per cui se un cittadino vuole  incarcerarsi da solo nella propria casa è liberissimo di farlo, a condizione che non metta in catene anche il coniuge e i propri figli.

Molte inutili e puerili discussioni televisive potrebbero ridursi all’osso se l’intera questione venisse riportata ai termini di una minima logica. I diritti umani sono fortunatamente uno dei pochi traguardi della civiltà. Una conquista non negoziabile e che non può essere imbavagliata da nessuno, di qualunque paludamento intende  vestirsi e travestirsi.   Corrado Piancastelli

 

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Saluti da Associazione Partenia http://utenti.lycos.it/partenia

"Responsabilità : Tu non comprendi affatto il significato della parola responsabilità. La società è stata molto astuta; ha distrutto le parole più belle, dando loro un significato distorto. Di solito nel vocabolario ‘responsabilità’ vuol dire dovere, vuol dire fare le cose nel modo in cui se lo aspettano i genitori, gli insegnanti, i preti, i politici, tutti quanti.
La tua responsabilità è di soddisfare le richieste della società, degli anziani. Se agisci come vogliono loro, sei una persona responsabile; se agisci come vuoi tu – in modo individuale – allora sei irresponsabile. Il timore è che se agisci spontaneamente, qui e ora, c’è il pericolo che inizi ad agire in modo individuale….(Osho)