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SOTTO LA LUCE DELLE STELLE

Autor Miguel del Padrón.

 Il 20 di luglio, alcuni amici di Milano in transito da Madrid, mi
 informarono
che le brigate dei lavoratori in Cuba riuscirono a connettere in tempo
record le linee elettriche ad alto voltaggio tra l'Oriente e
l'Occidente del paese, che il devastante uragano Dennis aveva 
spaccato
in due, abbattendo più di 40 tralicci, e che le zone erano inondate ed
invase dal fango, che quasi mezzo milione di studenti medi ed
universitari avevano rinunciato alle loro vacanze estive per lavorare
nella ricostruzione delle province colpite.

Mi dissero che in un programma televisivo della tv cubana hanno
informato che di questi giovani 11.366 sono studenti di medicina che
già stavano prestando servizio in centri di salute, altri 13.495
provengono dalle scuole artistiche e sportive.

Giovani contadini delle montagne di Pinar Del Rio si sono recati nelle
distrutte città di Pilon e Niquero, armati di motoseghe inviate dalla
solidarietà spagnola, con il proposito di recuperare le piantagioni di
caffè, dichiarando che non sarebbero tornati alle loro case finché non
avessero terminato il loro lavoro.

Ugualmente le squadre degli operai e tecnici delle provincie di Las
Tunas, Camaguey e Holguin hanno traslocato a Cienfuegos per 
lavorare
notte e giorno, sotto la luce delle stelle, fino a quando non portino
l'elettricità a tutti gli angoli della provincia più colpita, dove
l'uragano ha distrutto ponti, strade ed ha cambiato il corso di fiumi
e ruscelli, che gli stessi abitanti cercano di riportare nei loro
alvei originali.

Questi giovani sono i discendenti di quelli che sconfissero il
colonialismo spagnolo, i pronipoti di quelli che abbatterono la
dittattura di Gerardo Machado, i nipoti di quelli che sconfissero il
dittattore Fulgencio Batista ed espulsero per sempre l'imperialismo
nordamericano da Cuba, i figli di quelli che fermarono l'invasione
mercenaria organizzata dagli Stati Uniti sulle spiagge di Playa Giron.
Nessuno riuscirà a farmi credere che un popolo con questa storia e
queste attitudini possa essere governato da una dittatura.

I miei amici italiani, commossi, mi riportarono i racconti degli
abitanti delle comunità agricole, i quali lamentavano la perdita di
vite umane, l'abbattimento di migliaia di alberi ed innumerevoli
animali morti, specialmente uccelli, e con profondo dolore
raccontavano come si potessero trovare nidi ed uccellini massacrati
dalla furia delle acque e del vento.

Questo uragano, con forza mai vista prima, secondo i più anziani
abitanti di questi luoghi, ha toccato terra nella costa sud del Granma
nelle ore della notte, all'alba già si trovava nelle calde acque del
Mar dei Caraibi, dove prese nuova forza ed aspettò la notte per
assalire la provincia di Cienfuegos, trovando nell'oscurità un'alleata
alla sua furia distruttiva.

Un fatto importante da sottolineare di questo fenomeno atmosferico è
che nella provincia perse l'occhio e la direzione, ciò che permise
alla capitale L'Avana di risparmiarsi il suo attacco. In Cuba, secondo
un amico, esistono varie versioni per questo cambio di destinazione.
Alcuni dicono che gli abitanti della città di Calimete, per
solidarietà con gli abitanti dell'Avana, lo lasciarono cieco, ed altri
che fu proprio il Presidente del Governo che si recò a Guanabacoa a
tirare le conchiglie, specie di Makumba, Santeria o Voudoo per
contrastare gli spiriti maligni di questo mostro della Natura che,
aggredita costantemente dall'irrazionalità di alcuni, li genera sempre
con maggior violenza.

I miei amici di Milano, vincolati a Pilon e Niquero, dicono che
faranno grandi sforzi per la solidarietà e si uniranno ad altre città
italiane per aiutare i danneggiati e costruire un gran movimento per
esigere alle autorità delle differenti regioni ed in primo luogo della
Lombardia, che non seguano il governo centrale nella sua politica
verso Cuba, ed aiutino nella ricostruzione.

Noialtri (gli spagnoli) dobbiamo fare lo stesso: creare un gran
movimento di solidarietà che possa lasciare da parte il governo di
Zapatero e solleciti le autorità di tutte le province spagnole a
prestare il proprio aiuto, come sta già facendo la Catalogna.

Non dubito che i cubani usciranno vittoriosi da questo disastro,
perché non è il primo che affrontano e sconfiggono, come hanno fatto
con il peggiore di tutti, che è il genocida blocco dell'imperialismo
nordamericano, ma se li aiutiamo, per loro sarà più facile ed i nostri
spiriti potranno dormire più tranquilli.

(trad. Titen)

mauro.vascotto at tin.it
testolina pabliscin compani
http://xoomer.virgilio.it/mauro.vascotto/



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