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Re: i delinquenti e l'amnistia



Non date noia a Di Pietro: tutte le mattine si guarda
allo specchio e dice: "ma che c'i azzecco io!". Da
sempre è stato obbligato a recitare parti più grandi
di lui..... almeno quando era magistrato aveva una
bella equipe che gli preparava tutto tutto nei minimi
dettagli e magari la sera, prima di dormire la mamma 
gli risentiva l'arringa del giorno dopo.
--- Disobbedienti  <disobbedientimolise at libero.it> ha
scritto: 

> Antonio Di Pietro continua le sue irrefrenabili
> esternazioni contro
> l'ipotesi di amnistia per i reati sociali.
> 
> E' evidente che non sa di cosa si tratta.
> 
> Mentre l'attenzione sulle primarie (con le quali il
> 16 ottobre il
> centrosinistra sceglierà il leader per le prossime
> elezioni politiche di
> primavera) si fa sempre più alta, i temi sui
> contenuti e i programmi di un
> eventuale nuovo governo non si alzano di un
> millimetro.
> 
> Anzi, su una delle questioni centrali - tra le tante
> - sollevata dal
> movimento dei movimenti, quello riguardante un
> provvedimento di amnistia
> per i reati sociali, tra i candidati nelle primarie
> si registra o silenzio
> o un vero fuoco di sbarramento.
> 
> Tra tutti si distingue Antonio Di Pietro che, senza
> troppi giri di parole,
> ha dichiarato: "Non si capisce cosa c'entrino alcuni
> di quei quattro punti
> con il futuro dell'Unione. Va bene per la pace
> (anche se invocare la pace e
> poi spaccare le vetrine e assaltare poliziotti e
> carabinieri sembra un po'
> una contraddizione), e ognuno la può pensare come
> crede sulle politiche in
> materia di droga, ma sinceramente l'amnistia per le
> lotte sociali di questi
> anni suona come le leggi ad personam che Berlusconi
> ha realizzato in questi
> anni di legislatura".
> 
> Al di là di alcuni giudizi semplicemente
> provocatori, E' evidente che Di
> Pietro, non essendo ferrato in materia di lotte
> sociali, non capisce che la
> richiesta di un'amnistia per i reati sociali (e i
> reati minori) ha come
> obiettivo quello di dare uno sbocco legale alle
> tante lotte che i movimenti
> hanno realizzato dal 2001 a oggi.
> Di Pietro ignora che a conclusione del ciclo di
> lotte nell'autunno caldo
> del 1969 il legislatore di allora emanò un
> provvedimento di amnistia
> generale. Dimentica, inoltre, che a favore
> dell'amnistia, tra i tanti
> pericolosi estremisti che si sono pronunciati, vi E'
> stato anche papa
> Giovanni Paolo II in una seduta solenne della Camera
> dei Deputati,
> ricevendo consensi verbali e nessuna azione
> concreta.
> 
> Antonio Di Pietro si candida per governare un paese
> che dimostra di non
> conoscere e non sa dei circa 15.000 uomini e donne
> incappati nelle maglie
> della "giustizia" solo per aver lottato e
> rivendicato i loro diritti. Come
> i 4.450 tranvieri, per aver esercitato il diritto
> allo sciopero previsto
> dall'art. 40 della Costituzione; i 45 dipendenti
> dell'Alitalia denunciati
> per interruzione di pubblico servizio; i 310
> lavoratori forestali, i 40
> operai della Thyssen-Kruppen, i 250 operai della
> Fiat di Termini Imerese e
> Cassino, i 120 dell'Alfa Romeo di Arese, tutti in
> lotta per il diritto al
> lavoro; gli 800 disoccupati napoletani. A questi
> vanno aggiunti centinaia
> di persone colpevoli di essersi battuti contro la
> guerra e di aver bloccato
> convogli ferroviari che trasportavano armi; di aver
> occupato case per i
> senza tetto; di aver manifestato contro i centri di
> permanenza temporanea e
> per i diritti dei migranti; di avere organizzato
> mobilitazioni per il
> diritto allo studio e azioni dimostrative contro il
> carovita.
> 
> Antonio Di Pietro non sa che tra questi "pericolosi"
> 15.000 delinquenti vi
> sono cittadini la cui grave colpa E' di aver difeso
> il proprio territorio.
> Da discariche nucleari, come avvenuto a Scanzano, o
> da scempi ambientali,
> come accaduto ad Acerra. Non sa che gli anni di
> lotte che hanno
> attraversato proprio il "suo" Molise, tese a
> salvaguardarne l'ambiente e il
> futuro di chi ci vive, hanno trasformato
> agricoltori, casalinghe, semplici
> cittadini, in imputati sottoposti a procedimenti
> penali. Ecco, signor Di
> Pietro, chi sono gli incriminati per reati sociali:
> quelli che hanno
> lottato per i diritti di tutti.
> 
> Come non definire disgustoso un atteggiamento che
> nella caccia al voto, nel
> tentativo di mostrarsi uomini d'ordini e moderati,
> mostra disprezzo per
> coloro che invece delle comode carriere politiche
> scelgono la strada delle
> lotte e delle mobilitazioni, convinti che proprio il
> conflitto sociale
> rappresenti il tratto indispensabile della
> democrazia. L'atteggiamento
> persecutorio e lo spirito di vendetta appartiene a
> chi non accetta che le
> povertà e le ingiustizie vengano messe sotto accusa,
> ciò che vorrebbero E'
> che tutti accettino supinamente una condizione di
> subalternità perenne.
> 
> Le denunce, le incriminazioni, le condanne,
> contengono un avvertimento
> chiaro: "E' meglio che stiate buoni a casa oppure
> girate la testa altrove,
> impicciarsi E' rischioso".
> 
> E no, non funziona più così, da quelle case si
> continua e si continuerà ad
> uscire, con sempre più consapevolezza e voglia di
> partecipazione.
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> L'autoritarismo ha bisogno
> di obbedienza,
> la democrazia di
> DISOBBEDIENZA
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