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Diritto alla casa: più di 30mila a Roma contro gli sfratti



29.10.2005
Diritto alla casa: più di 30mila a Roma contro gli sfratti
di Pasquale Colizzi

«Gente senza casa, case senza gente». È ironico e amarissimo uno dei tanti
striscioni che hanno accompagnato la manifestazione nazionale per il
diritto alla casa che si è svolta in una Roma inondata da un sole quasi
estivo. Sono passati dieci anni dall'ultima imponente manifestazione che
aveva portato nella capitale i senza casa, le famiglie sotto sfratto,
quelli che sono in lista d'attesta per un alloggio popolare, tutte le fasce
più deboli della società che non vedono riconosciuto il diritto
fondamentale di poter vivere dignitosamente. Ebbene, nell'Italia che il
governo di centrodestra ha svenduto agli immobiliaristi e sottoposto a
selvagge speculazioni finanziarie, la stessa dove gli istituti religiosi
(per gretto calcolo elettoralistico) saranno dispensati dal pagare l'Ici,
il diritto di una casa per tutti rappresenta ancora un miraggio. Con ampi
settori della popolazione che si aggiungono a quelli già spinti fuori dalla
porta: sono gli immigrati, molte giovani coppie dal lavoro precario, le
"fasce medie" che sempre più si avvicinano paurosamente alla soglia della
povertà, a quell'esercito di 11 milioni di italiani. Gli altri numeri della
vergogna: 150mila famiglie sotto sfratto, 600mila in attesa di un alloggio,
sfratti eseguiti balzati quasi del 10%.
L'assembramento a Porta Pia è stato lento, macchinoso ma pacifico.
All'appuntamento, promosso da Action, Unione inquilini, Coordinamento
cittadino lotta per la casa e Rifondazione comunista sono arrivate più di
30mila persone mentre molti pulmann restavano bloccati dal traffico alle
porte della capitale. Almeno duecento le delegazione da tutta Italia tra
associazioni degli inquilini, comitati di lotta contro gli sfratti, centri
sociali. Ma anche partiti politici e istituzioni: per il Comune di Roma
c'erano l'assessore al patrimonio Claudio Minnelli e il delegato del
sindaco per le politiche abitative Lobefaro mentre per la Regione Lazio ha
sfilato l'assessore al bilancio Luigi Nieri. Regione, Comune e Provincia di
Roma nei giorni scorsi hanno dichiarato che si batteranno per bloccare gli
sfratti e avere il via libera dal ministero dell'Economia (che non si
pronuncia) per l'acquisto di abitazioni da destinare a chi ne ha bisogno. E
ancora: delegazioni dei Ds, di Rifondazione, dei Verdi e dei comitati di
base. Non è mancato Sandro Medici, il presidente del X Municipio della
capitale che ha requisito alloggi per asegnarli agli sfrattati e
attualmente è sotto inchiesta per abuso d'ufficio. Tutto il variegato mondo
che lotta per una dignità piena, che significa diritto alla casa e al
reddito e lotta alla precarizzazione sociale.
Alle 15,30 tutti sembrano pronti per partire. Ma dopo aver sfiorato un
incidente per una macchia nera equivoca che si avvicinava al corteo. Molti
hanno gridato ai fascisti di Ordine nuovo (impegnati a piazza Venezia nel
celebrare la marcia infausta del 28 ottobre del '22). In realtà si trattava
degli anarchici e gli skin del quartiere capitolino di San Lorenzo. Dietro
lo striscione che apre la marcia e imbocca via XX settembre - «Per il
diritto alla casa stop alle speculazioni edilizie e ai suoi complici» - c'è
rappresentata tutta la variegata realtà italiana. Roma ha la delegazione
più folta e anche un record negativo conquistato l'anno scorso: dal 13° al
primo posto per numero di sfratti eseguiti (10 al giorno). Poi seguono
quelle dei grandi e medi centri della penisola: da Milano a Palermo,
passando per Napoli, Brescia, Ancona, Livorno, Firenze, Chieti, Pisa, tutti
per raccontare le loro storie. Famiglie monoreddito accanto agli immigrati,
giovani precari, anziani che rischiano di finire i loro giorni sradicati
dai luoghi in cui hanno vissuto.
Davanti al ministero dell'Economia sono partiti i primi cori, veementi,
contro coloro che stanno svendendo l'Italia a squali e speculatori. «Non
alla cartolarizzazione che ha buttato nel cesso i diritti acquisiti da
tanti inquilini. Questa legalità non ci piace» si sente dai megafoni
puntati al dicastero di Tremonti «non accettiamo la legalità delle società
finanziarie e immobiliari che speculano come sciacalli sui deboli di questa
società. State distruggendo il futuro di tante persone. Vogliamo dignità,
dignità». Poi non manca una frecciata al sindaco di Bologna Sergio
Cofferati: «Vogliamo prima i diritti e poi le leggi».
Intanto il serpentone si snoda per le strade più esclusive di Roma: da
Piazza Barberini a via Sistina, tra negozi di lusso con le saracinesche
abbassate (non molte per la verità) e turisti che guardano in strada mentre
sono seduti a pranzare nei ristoranti. Facile farsi raccontare come nelle
diverse città italiane il dramma della casa si declina in tante forme,
tutte drammatiche. Non è più tempo di tacere. Luca Mondo di Action Milano,
disegna la difficile situazione che si vive nella capitale economica del
paese: «In città ci sono state l'anno scorso almeno 3mila occupazioni
spontanee. Del resto 10mila milanesi sono sotto sfratto. Il Comune intanto
consegna 100 alloggi pubblici l'anno, l'1% di quelli che servirebbero».
Non è diversa la situazione di Anconaz. Ce ne parla Carlo Cardarelli del
Coordinamento regionale unitario: «Le famiglie sotto sfratto sono 105. Ne
abbiamo 800 che hanno bisogno di una casa e l'hanno ottenuto solo 80.
Intanto le case restano sfitte: 3mila di edilizia popolare, altrettante di
privati». La proposta, provocatoria solo fino ad un certo punto: «Al
Vescono abbiamo detto: visto che non paghi l'Ici, dacci le case della
Curia. Dall'altra parte c'è stato solo silenzio».
Una questione che oggi appare centrale però è quella delle speculazioni
finanziarie sugli immobili. Di gente come Ricucci si sta popolando l'Italia
e il governo non ha mosso un dito. Nelle Marche sono arrivati gli svedesi e
gli irlandesi a comprare palazzi di prestigio nei centri delle cittadine
più belle, quelle famose per l'alta qualità della vita. Rendendole semplici
vetrine per i turisti. E gira voce che un ex palazzo demaniale al nel
centro storico di Ancona è stato acquistato da una finanziaria in mano alla
famiglia Bush.
La stessa cosa avviene ormai anche in Toscana. Daria Faggi della Unione
inquilini di Livorno da vent'annni è a fianco di chi lotta per la casa. Ma
vede nero all'orizzonte: «Prima riuscivamo a spostare gli sfrattati da una
casa all'altra, oggi non più. Siamo passati alle azioni di fatto: con il
centro sociale PRECOUT, per esempio, abbiamo occupato un albergo dismesso
in città. E tante di queste strutture, pubbliche e private, sono ancora
lasciate all'abbandono». Chi sono i nuovi peones? «Sostanzialmente giovani
coppie ed extracomunitari». Quando dici la vita: c'è chi non si può
permettersi due stanze e servizi, c'è chi nel centro di Mantova - vedi il
presidente della Piaggio, Roberto Colaninno - ha acquistato una ex scuola,
un palazzo seicentesco molto grande.
La realtà romana, volendo, riesce a riassume un po' quella delle diverse
realtà italiane. Dal Coordinamento cittadino di lotta per la casa alla Rete
per il reddito fino ad Action Roma, ormai da anni si porta avanti una lotta
senza quartiere alla precarietà, la povertà e per il diritto ad un
alloggio. Alla manifestazione sono arrivati gli studenti universitari dalla
vicina Sapienza occupata: i piani si confondono e si saldano, davanti ad
una destra che smantella il diritto allo studio e nega tutti gli altri
diritti per una vita dignitosa. Action in tre anni ha promosso diverse
opccupazioni di stabili, da quello storico di via dei Reti, poi quello di
via De Lollis, a Castrense, a via Marliano. L'ultimo, a Colli Aniene, è
stato però sgomberato. Perchè pare che il Comune di Roma si sia mosso e
voglia acquistare dal privato possessore dell'immobile.
A piazza del Popolo, nel salotto buono della capitale, in mezzo ai turisti
che non capiscono bene cosa stia accadendo, c'è l'assemblamento finale
della manifestazione. Ascoltiamo per ultimo un rappresentante dell'Unione
inquilini di Napoli. «Puoi immaginare cosa stia accadendo: in un anno 2mila
esecuzioni di sfratto e la Iervolino che per delibera ha dato 3mila euro
una tantum per i 2mila sotto sfratto». E lei, li ha presi? «Certo, ma che
ci faccio? Per 75 mq in periferia - Scampia, Secondigliano e via dicendo -
si pagano 850 euro al mese. Un caso come quello di Medici che a Roma ha
requisito il palazzo e l'ha assegnato sarà impossibile».
Agli sgoccioli della disastrosa legislatura del centrodestra seguirà forse
quella di un nuovo governo di centro sinistra. «L'unico sgombero che
vogliamo: quello di Berlusconi da palazzo Chigi» gridano dalla folla.
Sperando che davvero arrivi la svolta.

 QUESTO ARTICOLO E' TRATTO DA UNITA' ONLINE