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Pena di morte negli Usa: si avvicina l'esecuzione n.1000. Fiaccolata a Roma mercoledì 30



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COMUNICATO STAMPA
CS141-2005

PENA DI MORTE NEGLI STATI UNITI, SI AVVICINA L'ESECUZIONE N. 1000. AMNESTY
INTERNATIONAL PROMUOVE UNA FIACCOLATA A ROMA, MERCOLEDI 30, DI FRONTE
ALL'AMBASCIATA USA

Un secondino porta un uomo fuori dalla cella. Lo conduce, attraverso un
corridoio, verso la stanza delle esecuzioni dove, alla presenza di
testimoni, il prigioniero viene ucciso col veleno. I testimoni, molti dei
quali resteranno traumatizzati per tutta la vita, tornano a casa. I
funzionari del carcere, che hanno partecipato in prima persona allo
spegnimento di una vita umana, subiscono lo stesso trauma. I giornalisti
scrivono articoli sull'uomo che e' stato appena messo a morte di fronte ai
loro occhi. Il personale appronta la stanza per la prossima esecuzione.

Negli Usa, questa e' una scena di routine. Dal 1976, quando la Corte
suprema reintrodusse la pena di morte, mille tra donne e uomini sono stati
uccisi dallo Stato in nome della giustizia.

Alla vigilia dell'esecuzione di Robin Lovitt, prevista in Virginia il 30
novembre, Amnesty International, insieme a un'ampia coalizione di
organizzazioni per i diritti umani, gruppi per la giustizia sociale e
singole persone impegnate contro la pena di morte, chiede alle autorita'
statali e federali degli Usa di porre immediatamente fine a tutte le
esecuzioni. L'organizzazione ha promosso una fiaccolata per mercoledi' 30,
a partire dalle 17 di fronte all'Ambasciata degli Usa a Roma.

'Per la sua natura, la pena di morte e' inefficace e arbitraria e non ha
potere deterrente nei confronti della criminalita'' - ha dichiarato Fosca
Nomis, vicepresidente della Sezione Italiana di Amnesty International. 'Al
contrario, produce piu' vittime e svilisce la societa' nel suo complesso'.

Tra i mille prigionieri messi a morte negli Usa nell'ultimo trentennio,
numerosissimi avevano difficolta' economiche, appartenevano a minoranze
etniche e avevano avuto una difesa legale largamente o del tutto
inadeguata. Molti soffrivano di ritardo mentale o erano minorenni al
momento del reato: queste due categorie sono esonerate dalla pena di morte
secondo gli standard del diritto internazionale. Altri avevano gravi
malattie mentali. Molti prigionieri, inoltre, sono stati messi a morte pur
in presenza di forti dubbi sulla loro colpevolezza; ad oggi, 122 persone
sono state rilasciate dai bracci della morte perche' ingiustamente
condannate.

L'80% di tutte le esecuzioni e' avvenuto in una manciata di Stati del Sud
e quasi la meta' delle 1000 esecuzioni ha avuto luogo in Texas e Virginia.
Illinois, New York e New Jersey hanno fermato le esecuzioni e in tutti gli
Usa l'equita' e l'efficacia della pena di morte sono attualmente messe in
discussione da numerosi punti di vista. Negli ultimi anni, la Corte
suprema ha vietato l'esecuzione di persone con ritardo mentale e dei
minorenni al momento del reato.

'Cio' dimostra che negli Usa, in un futuro prossimo, sara' possibile dire
basta alla pena di morte. Ora occorre che i politici a livello statale e
federale dimostrino coraggio, saggezza e leadership e pongano fine alla
pena di morte una volta per sempre' - ha aggiunto Nomis. 'Le vittime del
crimine violento meritano rispetto, compassione e giustizia. La pena di
morte non offre niente di tutto questo. E' una soluzione illusoria a forti
pressioni sociali e, nella sostanza, rappresenta un fallimento di visione
politica. Le risorse spese per le 1000 esecuzioni avrebbero potuto essere
destinate a programmi di riabilitazione, sostegno alle vittime e
prevenzione del crimine, oltre che a migliorare il lavoro delle forze
dell'ordine'.

Nel mondo sono 121 i paesi che hanno abolito la pena di morte per legge o
nella pratica, mentre sono 75 quelli che ancora la prevedono. Nel corso
degli ultimi dieci anni la pena capitale e' stata abolita da piu' di
trenta paesi. La maggior parte delle esecuzioni si concentra in Cina,
Arabia Saudita, Iran, Vietnam e Usa.

'L'esecuzione di 1000 donne e uomini ha determinato costi umani
incommensurabili per le vittime del crimine, per le famiglie di coloro che
sono stati messi a morte e per tutti coloro che sono stati coinvolti in
questi omicidi sanzionati dallo Stato. E' giunto il momento che gli Usa
comprendano la definitiva inutilita' della pena di morte e si allineino
alla tendenza mondiale verso l'abolizione di questa pratica crudele' - ha
concluso Nomis.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 28 novembre 2005

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press at amnesty.it









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