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LA FORMAZIONE DI ICS - Corso a distanza per il supporto e la protezione delle vittime di tortura



ICS news asilo
28 novembre 2005
http://www.icsitalia.org
migrazioni at icsitalia.org


LA FORMAZIONE DI ICS - Corso a distanza per il supporto e la protezione
delle vittime di tortura
Allo scopo di contribuire alla diffusione di competenze e conoscenze nel
campo del supporto e della protezione di persone vittime di tortura, di
abusi dei diritti umani e di violenza estrema, ICS - insieme con
l'associazione Frantz Fanon - lancia un corso di formazione a distanza di
livello avanzato per gli operatori del settore interessati a tale ambito di
intervento. Il corso E' rivolto a psicologi, operatori socio-sanitari,
studenti universitari, volontari e professionisti che intendono
approfondire e confrontarsi sui temi relativi alla protezione e al supporto
delle persone vittime di tortura, di abusi dei diritti umani e di violenza
estrema.
Il corso, della durata di nove settimane, avrà inizio il 6 febbraio e si
concluderà il 14 aprile 2006. Potranno partecipare al massimo 30 corsisti.
Le iscrizioni sono aperte dal 20 novembre 2005 al 10 gennaio 2006.
Maggiori informazioni sui temi del corso e sulle modalità di iscrizione si
trovano sul sito di ICS http://www.icsitalia.org

LE BANLIEUS DI PARIGI
ICS ha chiesto una valutazione sulle crisi delle banlieus di Parigi ad
Annamaria Rivera, docente di Etnologia presso l'Università di Bari e voce
libera della cultura antirazzista.
ICS - Quale lettura proponi della rivolta nelle banlieus e dell'utilizzo
della categoria di "immigrato" di seconda o di terza generazione per
parlare di cittadini francesi?
AR - Anzitutto penso che la rivolta dei ghetti francesi fosse del tutto
prevedibile, anche se non con l'estensione temporale e territoriale con cui
si E' manifestata. Dagli anni '70 ad oggi, infatti, ci sono state nelle
banlieues una miriade di rivolte, spesso causate da soprusi e violenze
poliziesche, o addirittura -come E' stato anche nel caso di quest'ultima
ondata- dalla morte di giovani provocata direttamente o indirettamente
dalla polizia. Direi, quindi, che si tratta di un fenomeno endemico o
almeno sempre latente. Un fenomeno che ha una molteplicità di cause,
economico-sociali ma anche culturali. All'emarginazione, alla segregazione,
alla disoccupazione -aggravate dall'indebolimento delle politiche di
protezione sociale- si aggiungono cause politiche e culturali: prima di
tutto, il razzismo coloniale, subìto quotidianamente dai giovani
banlieusards, stigmatizzati, discriminati, spesso provocati da una polizia
che sembra comportarsi come un esercito d'occupazione coloniale; e che
opera controlli e fermi indiscriminati sulla base dell'aspetto fisico e del
modo di vestire. Del resto, la discriminazione e il razzismo si
rispecchiano nel fatto stesso che questi ragazzi -in maggioranza cittadini
francesi- siano definiti "immigrati di seconda o di terza generazione",
come se lo status di immigrato -invece che essere, come E', contingente e
temporaneo- fosse qualcosa di ereditario, che ha a che fare con la
discendenza e con il "sangue". In effetti i giovani discendenti degli
immigrati vivono una condizione quasi-castale: per loro non c'E' speranza
di mobilità sociale, così che sono condannati ad una condizione sociale
eguale o addirittura peggiore di quella dei loro genitori o nonni. Secondo
i risultati di un'indagine recente, un giovane con un cognome arabo o
africano ha sei volte meno possibilità d'essere convocato per un colloquio
di lavoro, rispetto a un suo coetaneo franco-francese. Il disprezzo di
stampo coloniale si E' espresso anche nelle parole del ministro
dell'interno, che, come E' ben noto, ha definito i giovani rivoltosi come
"feccia" e "teppisti" ed ha parlato della necessità di bonificare i
quartieri detti 'sensibili' dalla loro presenza. D'altra parte, per
proclamare lo stato di emergenza e il coprifuoco si E' fatto ricorso a una
legge del 1955, varata durante la guerra d'Algeria.

ICS - Il fallimento del modello di integrazione repubblicano impone una
riflessione all'interno del dibattito italiano. Come vanno interpretate le
dichiarazioni di Prodi sul rischio che anche nelle periferie delle nostre
città esploda il disagio sociale?
AR - Questa rivolta fa emergere un paradosso: il modello d'integrazione
"repubblicano", di tipo assimilazionista, che si rappresenta come fondato
sul riconoscimento dei diritti individuali universali e dunque non
riconosce le comunità, finisce per produrre ghetti e rivolte alla stessa
maniera del modello all'anglosassone, detto multiculturalista, che
riconosce i diritti collettivi delle minoranze. Le istituzioni e la cultura
maggioritaria francese hanno sempre ostentato il loro disprezzo per questo
secondo modello, ritenuto produttore di ghetti e di sommosse metropolitane.
Oggi E' più che mai evidente che i ghetti e le rivolte si verificano anche
nella patria dei diritti dell'uomo e dell'universalismo. Diversamente dai
paesi anglosassoni, la Francia mainstream, in realtà, non riesce ad
accettare neppure l'idea d'essere una società plurale dal punto di vista
culturale. La sua retorica universalista nasconde un profondo
francocentrismo se non nazionalismo; così ogni rivendicazione delle
minoranze E' stigmatizzata e bollata come "comunitarismo". Non credo che la
politica ufficiale -del governo ma anche della sinistra- sia capace di
cogliere il senso di questa rivolta e di dare ad essa risposte adeguate.
Finora la risposta E' stata quasi esclusivamente repressiva: fra i
sospettati di aver partecipato alla rivolta, migliaia di fermi, centinaia
di giovani o giovanissimi condannati per direttissima, qualcuno addirittura
a quattro anni di prigione senza condizionale. Neppure la sinistra -o la
maggior parte di essa- credo sia capace di comprendere che dietro questa
rivolta, malgrado si sia espressa in modo così 'scomposto', c'E' una
domanda di riconoscimento e di rispetto. In Italia la situazione E'
diversa. Oggettivamente ci sarebbero addirittura più condizioni per
l'esplodere di rivolte nelle periferie, anche se, per ragioni storiche che
sarebbe troppo lungo illustrare, la segregazione urbana, territoriale, non
E' un fatto così diffuso come in Francia. Cerco di spiegarmi. La Francia ha
molti più ammortizzatori sociali rispetto al nostro paese, le sue politiche
di protezione sociale sono più avanzate, benché sempre più erose dai
processi che chiamiamo di globalizzazione neoliberista. In Italia il
welfare state E' di gran lunga più debole, la discriminazione e il
razzismo, anche istituzionali, nei confronti dei migranti e dei loro figli
sono un fenomeno rilevante, la segregazione sociale esiste ugualmente: mi
capita di incontrare ex-migranti che risiedono da vent'anni nel nostro
paese e che continuano a svolgere i miseri 'lavori di strada' che
svolgevano al tempo del loro arrivo.Ma, per altri versi, mi sembra sia una
situazione più arretrata: ho l'impressione che fra i giovani emarginati
delle periferie -immigrati ed anche 'autoctoni'- non v'é la percezione
diffusa della discriminazione subita e della condizione quasi-castale.
Tuttavia, la rivolta francese ci segnala quale sarà il futuro dell'Europa,
dunque anche dell'Italia: periodiche insorgenze metropolitane nella forma
di riots violenti ed 'irrazionali', ma solo in apparenza; in realtà, lotte
per il riconoscimento, anzitutto dello statuto di esseri umani.

NON GESTITE IL CPT!
ICS ha già divulgato un appello promosso dal coordinamento del Friuli
Venezia Giulia contro l'apertura del CPT di Gradisca d'Isonzo. Nell'appello
(che potete ulteriormente richiedere all'indirizzo
<mailto:migrazioni at icsitalia.org>migrazioni at icsitalia.org) si invitano gli
enti umanitari, le cooperative sociale, le associazioni a non candidarsi
per la gestione del CPT o a declinare ogni eventuale offerta in tal senso
da parte delle istituzioni preposte.
Per aderire E' possibile inviare un'e-mail all'indirizzo
<mailto:migrazioni at icsitalia.org>migrazioni at icsitalia.org  mettendo in
oggetto "adesione appello no CPT Gradisca" e scrivendo nel testo del
messaggio: nome, cognome (o ragione sociale), città.

RIFUGIATI. GIORNO PER GIORNO
I Rifugiati sono i protagonisti del Calendario 2006 di ICS. Tredici
fotografie tratte dal reportage di Mike Goldwater in Iraq, in Sudan, in
Congo, in Bosnia-Erzegovina e in Croazia. Un percorso fotografico che
racconta mese dopo mese - attraverso volti, luci e luoghi - le storie di
persone costrette a fuggire da guerre, violenze e persecuzioni. cstrette a
vivere senza una casa e lontani dal loro paese. I rifugiati hanno diritto a
protezione, aiuto, accoglienza e dignità.
Per ricevere il calendario E' possibile visitare il sito
<http://www.icsitalia.org>www.icsitalia.org e scaricare il modulo d'ordine.
La donazione minima per il Calendario 2006 E' di 10 euro (più spese di
spedizione). Il ricavato della vendità dei calendari andrà a contribuire al
"Fondo X Rifugiati" che ICS utilizzerà per continuare il suo lavoro
indipendente e libero al fianco dei rifugiati, in Italia e nei paesi terzi.
Per maggiori informazioni: <mailto:info at icsitalia.org>info at icsitalia.org

CATANIA COME BOLOGNA? Espulsi cittadini europei sgomberati dalla baraccopoli
Il 10 e 12 novembre  2005 alle sei del mattino, i cittadini migranti che
vivevano nella baraccopoli di Corso dei Martiri della Libertà e della Playa
di Catania sono stati svegliati dalla polizia e dalle ruspe mandate dal
Comune. Circa un centinaio di migranti - tutti cittadini europei - sono
stati trasferiti nei CPT di Caltanissetta e Ragusa, senza avere la
possibilità di dimostrare di essere in regola con la normativa vigente.
Racconta Fulvio Vassallo "Alcuni giudici hanno recentemente annullato
diversi provvedimenti di espulsione emessi nei confronti di cittadini
rumeni ritenendo ad essi non applicabile il testo unico modificato dalla
legge Bossi-Fini, riconoscendoli di fatto come cittadini neocomunitari".
Continua il racconto di Vassallo "Tutte le donne bulgare e rumene
trattenute presso il CPT di Ragusa hanno presentato al giudice di pace
ricorso avverso le espulsioni collettive e faranno ricorso alla Corte
Europea". Sebbe il giudice di pace di Catania abbia sospeso alcune
espulsioni di donne, la Questura ha tentato comunque di procedere ai
rimpatri previsti dall'aeroporto di Catania. Intanto gli uomini sono
rimasti rinchiusi a Pian del Lago - il CPT di Caltanissetta - da dove non
E' stato possibile per loro nominare un avvocato.


Potete segnalare le storie di richiedenti asilo e rifugiati e delle
procedure per il riconoscimento
dello status di rifugiato a
<mailto:migrazioni at icsitalia.org>migrazioni at icsitalia.org



APPUNTAMENTI


MIGRANTI, PERSONE, DIRITTI
Trapani  17/18 dicembre 2005. A cinque anni dal rogo e dalla tragedia del
CPT Serraino Vulpitta di Trapani e ricordando Dino Frisullo, l'associazione
Semira - con ASGI e ICS - oraganizza un convegno che si propone di
verificare come sia possibile e concretamente praticabile una riforma della
normativa sull'immigrazione. Molti temi sono in agenda: l'abrogazione delle
norme introdotte dalla legge Bossi-Fini; la chiusura dei centri di
detenzione amministrativa; la riapertura di sostanziosi canali di ingresso
legale; nuove politiche di integrazione e di cittadinanza; la tutela
effettiva del diritto di asilo.
Ne discuteranno: Sen. Tana De Zulueta (Verdi), Lorenzo Trucco (ASGI),
Fulvio Vassallo Paleologo (Università di Palermo), Valeria Bertolino
(Associazione Semira - ICS). Moderatore: Stefano Galieni ( Dipartimento
Immigrazione PRC).

DIRITTO D'ASILO, DOVERE DI SOLIDARIETÀ
Giovedì 8 dicembre, ore 15.00, presso Rocca di Sala Baganza. CIAC di Parma
e Amnesty International presentano il progetto Terra d'Asilo, un'iniziativa
per conoscere e sostenere le persone che fuggono da guerre e persecuzioni.
A seguire l'animazione teatrale Fortezza Europa e un concerto di Flaco
Biondini.
Per informazioni: CIAC, tel. 0521 593440
<mailto:ciac_onlus at yahoo.it>ciac_onlus at yahoo.it

"LA PROTEZIONE NEGATA" - ICS presenta il suo libro
ICS continua il suo giro di presentazione del libro "La protezione negata",
edito da Feltrinelli. I prossimi appuntamenti:
- 30 novembre alle ore 9.30 a Bolzano, nell'ambito del convegno promosso
dalla provoncia autonoma di Bolzano
- 30 novembre alle ore 20.45, presso Comunità Montana - CarpanE' di San
Mazario (VI). La serata E' organizzata dal Tavolo Migranti
- 1 dicembre alle ora 20.45, presso la scuola G. Marconi di Schio (VI).
L'iniziativa E' promossa dall'associazione Il Mondo nella Città di Schio.
- 16 dicembre a Napoli - luogo e orario da confermare (consultare nei
prossimi giorni il sito <http://www.icsitalia.org>www.icsitalia.org)

UN MASTER A PALERMO
Sono aperte le iscrizioni al Master su Immigrazione, asilo e cittadinanza,
organizzato dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di
Palermo. L'obiettivo E' quello di sviluppare un nuovo profilo di esperto
dell'immigrazione e delle relazioni interculturali, destinato ad operare
con funzioni di orientamento nelle istituzioni pubbliche, nel privato e nel
terzo settore.
Le iscrizioni possono essere presentate entro il 12 dicembre 2005 alle ore
12:00. Il bando E'  scaricabile dal sito dell'Ateneo
(<http://www.unipa.it/bandi>www.unipa.it/bandi) e della facoltà
(<http://www.scienzeformazione.unipa.it/bacheca>www.scienzeformazione.unipa.it/bacheca).
Tutta la documentazione necessaria per l'iscrizione (modulo domanda e
bollettino versamento) E' disponibile presso l'Ufficio del Master settore
post lauream,segreterie di Ateneo, viale delle Scienze, 90128 Palermo.