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Incursione alla sfilata di Coveri





Travestite da supereroine urbane, con calze a rete fuxia, minigonne
nere. Non potevano mancare  mascherine che in modo intrigante celavano
le identità e mantelline, una citazione a Wonder woman, Così travestite,
un gruppo di ragazze che fanno riferimento alla falsa stilista
giapponese Serpica Naro, ha fatto una breve incursione alla sfilata di
Coveri.
Serpica Naro aveva stupito l'anno scorso il mondo della moda, e non
solo, rivelando nel corso della sfilata la sua vera origine: il nome
infatti è l'anagramma di San Precario, l'immagine diventata simbolo
della nuova condizione lavorativa.  Le ragazze hanno mostrato a
giornalisti e pubblico alcuni frammenti di un video e hanno diffuso
un'invito stampa contenente alcune cartoline, adesivi e un preservativo,
un oggetto simbolo delle precarie condizioni lavorative delle nuove
generazioni.
L'azione di disturbo si è svolta pacificamente, sebbene le fan di
Serpica abbiano fatto notare che la loro presenza alla sfilata di Coveri
non era casuale: Coveri infatti in seguito alla sfilata dell'anno scorso
ha registrato a suo nome a livello internazionale il marchio Serpica
Naro, probabilmente immaginando che fosse libero. Serpica Naro invece,
hanno spiegato le supereroine, è in realtà un marchio precedentemente
registrato in Italia. Ora è diventato marchio collettivo, e corrisponde
a una licenza di produzione etica che verrà presentata giovedì 23
febbraio alle ore 11, allo spazio Morigi di via Morigi 8.