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Torino 27 giugno: tutti al tribunale!



A Torino si aprirà il 27 giugno il processo a carico degli antifascisti arrestati e 
denunciati per devastazione o saccheggio in seguito alla manifestazione del 18 giugno 
2005.

Per quel giorno gli antifascisti sotto processo hanno lanciato un appello alla 
solidarietà.

Martedì 27 giugno ore 9 presidio di solidarietà al tribunale di Torino
Corso Vittorio Emanuele 130

Devastatore è lo Stato!
Un anno fa, nella notte dell'11 giugno, a Torino una squadraccia fascista armata di 
coltelli e bastoni si introdusse nella casa occupata Barocchio: due anarchici vennero 
accoltellati. Uno di loro, l'intestino trapassato da un fendente, dovette essere operato 
d'urgenza. Solo per un caso non c'è scappato il morto.
La settimana successiva, il 18 giugno, un corteo di denuncia venne caricato in via Po 
dalla polizia che trasse in arresto due manifestanti. Un mese dopo altri arresti. In 
totale 10 antifascisti, che trascorreranno un paio di settimane in carcere e, in buona 
parte, altri cinque mesi ai domiciliari. 
Durante la fuga dalla carica vennero danneggiati alcuni tavolini e sedie di bar e una 
vetrina. Tutto questo è valso l'accusa di "devastazione e saccheggio": un reato che costa 
dagli 8 ai 15 anni di reclusione.
Siamo di fronte a una vera e propria torsione politica del diritto: semplici 
"danneggiamenti" danno luogo a un'imputazione da tempo di guerra, da disastro epocale. 

Il 27 giugno comincerà il processo ai 10 antifascisti torinesi.
Questo processo ha una valenza che va ben la di là della Mole. Il reato per il quale sono 
perseguiti e per cui rischiano lunghi anni di detenzione, è, intrinsecamente, un reato di 
natura collettiva, poiché prescinde dalle responsabilità individuali. L'accusa di 
"devastazione e saccheggio" palesa la chiara volontà di criminalizzare le manifestazioni 
di piazza.
Non c'è uno straccio di prova a carico dei 10 compagni. Ma che importa? A sentire i PM, 
basterebbe l'intenzione. E che l'intenzione vi fosse lo deducono dalle biografie 
politiche redatte dai funzionari di polizia. Detto in altro modo: sono colpevoli perché 
anarchici o antagonisti, al di là della responsabilità individuale sui fatti loro 
contestati.

Di fronte alle violenze fasciste, alla predazione delle risorse e dei beni comuni, allo 
sfruttamento selvaggio, al razzismo che si fa legge, alla guerra e al militarismo in 
questi anni sono scesi in piazza milioni di uomini e donne.
In Italia ci sono 9000 procedimenti in corso contro i protagonisti delle lotte sociali. 
Chi si oppone all'ingiustizia e all'oppressione finisce nel mirino di polizia e 
magistratura.

La nostra regione sta vivendo ormai da mesi sotto assedio: sgomberi, arresti, repressione 
delle rivolte al Cpt, violenza contro i No Tav?
Nessuno deve disturbare i progettisti della città Luna park, che ricicla gli spazi della 
città-fabbrica e insieme immagina una città-porto di terra, ganglio di un sistema di 
scambi veloci (TAV) e ricca di attrattive per i viaggiatori di passaggio. Sono in ballo 
miliardi (di euro) e nessuno deve mettersi di mezzo. Nessuno deve denunciare il lucroso 
intreccio tra politici, affaristi amici dei politici, e magistrati dai colori più vari 
che agli affari han deciso di garantire tranquillità. Nessuno deve opporsi al saccheggio 
dei beni comuni ed alla devastazione dell'ambiente. Altrimenti rischia di trovarsi alla 
sbarra accusato di devastazione e saccheggio.

Se il teorema dei magistrati torinesi dovesse passare, i primi a pagare sarebbero i 
nostri compagni, ma subito dopo sarebbe il turno dei valsusini, degli antifascisti 
milanesi incarcerati l'11 marzo e di chiunque manifesti pubblicamente la propria 
opposizione all'ordine costituito.
Gli antifascisti arrestati a Milano per la manifestazione dell'11 marzo contro 
l'indecente sfilata fascista nel centro della città sono accusati di "devastazione e 
saccheggio".
I No Tav, che l'8 dicembre a Venaus, in Val Susa, si ripresero i terreni sgomberati con 
la violenza dei saccheggiatori e devastatori della lobby tavista , sono inquisiti per 
"devastazione e saccheggio".
Con questo delirio giuridico si vuole colpire e criminalizzare la mera partecipazione 
alle manifestazioni, si vuole attaccare la libertà di partecipare attivamente alle lotte 
esprimendo le proprie idee.

Per il 27 giugno gli antifascisti sotto processo hanno lanciato un appello alla 
solidarietà. 

Tutti al tribunale! 
L'antifascismo non si arresta.

Martedì 27 giugno ore 9 presidio di solidarietà al tribunale di Torino
Corso Vittorio Emanuele 130

Federazione Anarchica Torinese - FAI
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338 6594361; 011 857850