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bruciano i campi confiscati



Cari amici,
in Puglia due incendi dolosi hanno distrutto alcuni campi confiscati. Di
seguito i comunicati di Libera, con preghiera di diffusione


A TORCHIAROLO (BR) BRUCIATI QUATTRO ETTARI DI VIGNETI CONFISCATI ALLA SACRA
CORONA UNITA
LIBERA: "NO ALLE INTIMIDAZIONI, AVANTI CON IL PROGETTO"

Roma, 12 giugno 2006 - "Inquietudine per quanto avvenuto questa notte ma
anche determinazione nel continuare sul percorso tracciato a Torchiarolo
per dare dignità e lavoro alla cooperativa di giovani che con gli enti
locali della zona stiamo promuovendo per sottrarre alle mafie il maltolto".
Con queste parole Don Luigi Ciotti, presidente di "Libera. Associazioni,
nomi e numeri contro le mafie" ha commentato la notizia dell'incendio, di
matrice dolosa, avvenuto nel corso della notte nel comune brindisino di
Torchiarolo, dove sono stati bruciati oltre quattro ettari di vigneti,
realizzati su terreni che sono già stati confiscati alle mafie locali.
In attesa dei riscontri necessari e osservando il doveroso riserbo per il
lavoro delle forze dell'ordine e ringraziando l'impegno delle istituzioni,
la presidenza di Libera intende rimarcare la pericolosità insita nel
sottovalutare questi e altri episodi che, nel resto del Paese, hanno
l'obiettivo di indebolire la legge sulla confisca dei beni ai mafiosi.
I tentativi di intimidazione, qualora fosse accertata la loro natura, non
hanno fermato in passato né fermeranno la scelta, l'impegno, la
determinazione di Libera e delle persone coinvolte a vario titolo
nell'opera di restituzione alla collettività di quanto le mafie hanno
sottratto con la violenza e la minaccia.
"Proprio perché i tempi sembrano più difficili - ha commentato infine Don
Ciotti - occorre moltiplicare le ragioni della speranza, la determinazione
dell'impegno, la costanza della denuncia, la responsabilità della proposta
e del progetto".
A Torchiarolo la cooperativa che gestirà i beni confiscati alle mafie
locali nascerà da bando pubblico, così come si è verificato in Sicilia e
Calabria, al fine di garantire maggiore trasparenza e partecipazione della
comunità locale. È questo il cammino tracciato da Libera e lungo questo
percorso non vi saranno tentativi di intimidazione che potranno sortire
alcun effetto.


BRUCIATI A MESAGNE (BR) DIECI ETTARI DI GRANO CONFISCATI ALLA SACRA CORONA
UNITA

CIOTTI: "LE FIAMME NON FERMINO IL RISCATTO DELLA LEGALITà"
Roma, 23 giugno 2006 - Sono passati soltanto undici giorni dall'incendio
avvenuto a Torchiarolo (BR) e ieri pomeriggio nuove fiamme di matrice
dolosa hanno rovinato dieci ettari coltivati a grano a Mesagne, l'altro
comune del brindisino impegnato con Libera, enti locali, Prefettura e Forze
dell'Ordine nel riscatto delle terre un tempo in mano alla Sacra Corona
Unita.
Se a Torchiarolo ad andare in fumo erano stati quattro ettari di vigneti, a
Mesagne sono stati bruciati circa dieci ettari di grano pronto per essere
mietuto il prossimo 3 luglio in quella che doveva essere - ma a maggior
ragione continuerà ad essere - una festa per i cittadini e i territori
coinvolti. Questi due episodi sono solo gli ultimi in ordine di tempo di
una lunga serie di atti violenti compiuti in altre regioni del nostro paese
ai danni di altre esperienze di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle
mafie.
"Le fiamme non fermino il riscatto della legalità - ha dichiarato don Luigi
Ciotti, presidente nazionale di Libera - anche perché non si deve cedere
alle intimidazioni di quanti credono con la violenza di seminare paura. A
Mesagne invece è stata seminata la speranza e il raccolto non potrà che
essere fruttuoso, tanto o poco che sia, non importa. Ciò che conta è che il
processo di ripristino della legge e di partecipazione civile che è stato
avviato possa proseguire".
Libera aveva in occasione dell'attentato di Torchiarolo manifestato
ringraziamento alle istituzioni per l'impegno e invitato i cittadini a non
sottovalutare i segnali di una criminalità messa alle corde dal lavoro di
magistratura e forze dell'ordine.
Il rapporto con il territorio nel nome della condivisione, l'assunzione di
responsabilità da parte di tutti, la creazione di cooperative di giovani
che riutilizzino i beni confiscati alla SCU, il collegamento con la rete
nazionale "Libera Terra", che in questi ultimi mesi ha visto unirsi oltre
cinquanta sigle di realtà di grande valore, impegnate nel settore del
commercio responsabile e di qualità e del consumo critico: questi i
prossimi passaggi che Libera intende sviluppare per rispondere nel migliore
dei modi alle violenze e alle intimidazioni di chi agisce nell'ombra per
togliere futuro ai territori brindisini tornati ad essere - ha concluso Don
Ciotti - "terra libera, perché questi beni non sono di "cosa nostra" ma
sono di tutti".