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No Tir: bloccato il tunnel del Frejus



I No Tir/No Tav sabato 22 in migliaia hanno bloccato l'autostrada nei pressi dell'imbocco 
del tunnel del Frejus. La giornata di lotta era stata organizzata per manifestare la 
ferma opposizione alla seconda canna del Frejus e per ottenere il contingentamento dei 
Tir.

Moltissimi, diverse migliaia di No Tir e No Tav si sono presentati all'appuntamento di 
sabato 22 a Bardonecchia. La recente decisione di raddoppiare il tunnel del Frejus 
conferma la volontà di trasformare la Val Susa in un corridoio veloce per le merci 
nonostante la ferma opposizione delle popolazioni locali. Forse qualcuno sperava che 
pigiando il piede sull'acceleratore dei Tir si potesse creare una contrapposizione tra le 
ragioni dei No Tir e quelle dei No Tav, ma questo giochetto, spesso riuscito nella vicina 
Francia, dove i gruppi ambientalisti premono per il Tav nella convinzione che serva a 
ridurre il trasporto su gomma, non è riuscito in Val Susa. 
A Bardonecchia ha avuto il suo battesimo di piazza il movimento No Tav/No Tir, che si 
oppone alla logica del profitto e dello scambio ad ogni costo, che ritiene importante 
bloccare quest'ennesimo scempio ambientale e insieme battersi per un'idea di società più 
equa, dove le persone contino più delle merci.
Numerose assemblee in bassa, media e alta Val Susa hanno preparato un appuntamento che ha 
coinvolto la popolazione dell'intera valle, poiché i Tir la attraversano tutta ed un 
eventuale aumento del traffico non potrebbe che danneggiare tutti. Obiettivo dichiarato 
della manifestazione era la richiesta di contingentamento dei Tir, seguendo l'esempio 
della Valle D'Aosta che ha fissato a 1.500 passaggi il limite da rispettare per il tunnel 
del Bianco. Ma non solo: si trattava di smascherare la farsa di nascondere il raddoppio 
del del Frejus dietro una presunta necessità di sicurezza. Peccato che la presunta 
galleria di sicurezza sarebbe circa dello stesso diametro dell'attuale tunnel 
autostradale.

Nonostante il violento acquazzone che si era abbattuto poco prima su Bardonecchia i No 
Tav/No Tir alle 17,50 si sono dati appuntamento in piazza Statuto, da dove sono partiti 
alla volta dell'autostrada che è stata a lungo bloccata nei due sensi di marcia poco 
prima dell'imbocco del Tunnel.

Un primo importante segnale di lotta, autorganizzazione e volontà di sfuggire agli 
inciuci di palazzo è stato dato da un movimento che dimostra di giorno in giorno di 
essere più radicale e più maturo.
Certo la strada è ancora in salita. Certo sarà dura. Ma non solo per noi. Le lobby del 
cemento, del tondino, della gomma e della rotaia selvaggia da oggi hanno un motivo di 
preoccupazione in più.

Federazione Anarchica Torinese - FAI
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