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Meeting Asia-Europa, Amnesty: l'Ue coinvolga l'Asia nell'iniziativa per abolire la pena di morte



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COMUNICATO STAMPA
CS59-2007

MEETING ASIA - EUROPA (ASEM): AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE ALL'UNIONE
EUROPEA DI COINVOLGERE L'ASIA NELL'INIZIATIVA PER ABOLIRE LA PENA DI MORTE

In vista della riunione odierna dell'Asem (Meeting Asia - Europa), Amnesty
International ha invitato l'Unione europea a dedicare particolare
attenzione al tema della pena di morte e a coinvolgere i paesi asiatici
nelle iniziative volte alla sua abolizione.

L'Asia continua a essere il continente nel quale viene eseguito il maggior
numero di condanne a morte. Impiccagione, fucilazione e iniezione di
veleno sono tra i metodi usati da alcuni dei paesi che prendono parte
all'incontro di oggi.

La Cina continua a mantenere il segreto sul numero delle esecuzioni.
Amnesty International ritiene che nel 2006 siano state almeno 1010 ma,
secondo fonti credibili, il numero effettivo potrebbe attestarsi intorno
alle 8000.

Singapore ha, su scala mondiale, uno dei piu' alti tassi di esecuzione
rispetto al numero di abitanti. Giappone, Indonesia, Malesia e Vietnam
sono tra gli altri paesi dell'Asem a praticare la pena capitale.
L'Indonesia, in particolare, ha ripreso a eseguire condanne a morte lo
scorso anno, dopo 15 mesi di pausa.

'In una fase di rinnovata iniziativa per l'abolizione universale della
pena di morte, e' fondamentale coinvolgere un forum regionale come l'Asem
in questo processo' - ha affermato Dick Oosting, direttore dell'ufficio di
Amnesty International presso l'Unione europea.

In una lettera trasmessa alla presidenza tedesca dell'Unione europea,
disponibile sul sito www.amnesty-eu.org, Amnesty International sottolinea
i progressi gia' conseguiti con la creazione della 'Rete asiatica contro
la pena di morte' e con l'abolizione, nel 2006, della pena capitale nelle
Filippine. In Corea del Sud una proposta di legge abolizionista e'
attualmente all'esame del parlamento.

'L'Unione europea dovrebbe prendere posizione sulle esecuzioni in Asia ma
puntare anche sugli esempi positivi che arrivano dal continente e
suggerire modalita' di lavoro comune verso l'abolizione' - ha aggiunto
Oosting.

In molti paesi asiatici, la 'guerra al terrore' e la lotta alla droga sono
servite da pretesto per continuare a ricorrere alla pena di morte.
Ulteriori preoccupazioni sono costituite dai processi iniqui,
dall'obbligatorieta' della condanna alla pena capitale, dal suo uso per
reati economici e dalla sua applicazione discriminatoria nei confronti di
gruppi svantaggiati, quali i poveri e le minoranze etniche.

FINE DEL COMUNICATO
Roma/Brussels, 28 maggio 2007

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press at amnesty.it

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