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Iran: appello di Amnesty International contro due lapidazioni previste domani



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COMUNICATO STAMPA
CS74-2007

IRAN: APPELLO DI AMNESTY INTERNATIONAL CONTRO DUE LAPIDAZIONI PREVISTE
DOMANI

Amnesty International ha rivolto oggi un appello alla suprema autorita'
giudiziaria dell'Iran, l'ayatollah Shahroudi, affinche' sia scongiurata la
duplice lapidazione, prevista domani, di una donna di nome Mokarrameh
Ebrahimi e di un uomo di cui non sono note le generalita'. L'esecuzione
dovrebbe avvenire nel cimitero di Takestan, nella provincia di Qazvin.

Le due persone sono state condannate a morte per adulterio e sono in
carcere da 11 anni. Secondo l'art. 83 del codice penale iraniano,
l'esecuzione a colpi di pietra e' prevista in caso di adulterio commesso
da un uomo sposato o da una donna sposata. L'atto puo' essere provato da
testimoni oculari (il cui numero varia a seconda del tipo di adulterio),
dalla confessione dell'imputato (ripetuta per quattro volte) o dalla
'conoscenza', da parte del giudice, che l'adulterio ha avuto
effettivamente luogo. Nel caso in questione, la condanna e' stata emessa
solo grazie alla 'conoscenza' da parte del giudice, basata sul fatto che
la coppia ha avuto un bambino.

All'esecuzione, se avra' luogo, prendera' parte il giudice della prima
sezione del tribunale penale di Takestan. Sara' lui a scagliare la prima
pietra, seguito da tutti gli altri presenti, fino a quando i due
condannati saranno dichiarati morti.

Amnesty International ha sollecitato le autorita' iraniane a non procedere
alla lapidazione e a commutare le due condanne a morte. L'esecuzione a
colpi di pietra aggrava la brutalita' della pena di morte, poiche' e' un
metodo che aumenta volutamente la sofferenza della vittima: le pietre da
scagliare, infatti, sono scelte di dimensioni tali da causare dolore ma
non da uccidere immediatamente.

L'organizzazione per i diritti umani chiede al governo iraniano di abolire
la lapidazione e imporre una moratoria su tutte le condanne a morte, in
attesa di una riforma o dell'abrogazione dell'art. 83 del codice penale.
Amnesty International si oppone alla criminalizzazione delle relazioni
sessuali tra adulti e in forma privata e chiede alle autorita' iraniane di
rivedere tutta la legislazione in materia ai fini di una depenalizzazione
di tali relazioni.

Nel dicembre 2002 l'ayatollah Shahroudi chiese ai giudici di sospendere le
esecuzioni mediante lapidazione. Nonostante questa sorta di moratoria, le
condanne alla lapidazione sono continuate e nel maggio 2006 ne sono state
eseguite due.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 20 giugno 2007

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press at amnesty.it





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