[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

IL PICCOLO CHIMICO



IL PICCOLO CHIMICO

Come al solito parlano, parlano, ma non sanno di 
cosa stanno parlando. Anche Veltroni fa parte di questa folta schiera 
di politici tanto parolai quanto ignoranti. L’ultima dichiarazione, sul 
tema della castrazione chimica come metodo per combattere la piaga 
della pedofilia, è un emblematico esempio di questa attitudine di molti 
politici a parlare senza sapere. Veltroni ha perso un’altra occasione 
per stare zitto.
In poche parole, il leader del partito democratico ha 
dichiarato che, se fosse sicuro dell’efficacia della castrazione 
chimica, non avrebbe alcun problema a promulgare una legge che ne 
permettesse l’uso. Questo non è inseguire la destra, questo significa 
semplicemente essere destra. 
La proposta di usare metodi di questo 
genere è compatibile solo con la voglia più generale che hanno tutti i 
fascisti di risolvere i problemi sezionando e dividendo, sia che si 
tratti di tagliare teste o mani, sia che si tratti di isolare o 
espellere. Sia che si tratti, come in questo caso, di castrare. 
Eppure 
sia la storia che la scienza hanno dimostrato innumerevoli volte quanto 
queste metodiche siano inutili e addirittura più dannose del problema 
che vorrebbero risolvere. 
Nel caso specifico della castrazione 
chimica, si tratta della somministrazione di un preparato ormonale, il  
medrossiprogesterone acetato, che agisce a livello cerebrale inibendo 
la produzione di altri ormoni che stimolano i testicoli a secernere 
testosterone. In questo modo si abbassa il desiderio sessuale, ma molto 
spesso aumenta l’aggressività. 
Inoltre l’effetto dura fin quando il 
farmaco viene somministrato e quindi, una volta sospeso il trattamento, 
siamo punto e da capo. Anzi, l’aumento dell’aggressività avrà 
contribuito, nel frattempo, a rendere il soggetto potenzialmente più 
pericoloso di prima.
Sapeva tutto questo il signor Veltroni quando ha 
aperto la bocca e le ha dato fiato?
Lo sa il signor Veltroni che la 
pedofilia è un inferno infinitamente più terribile e che quindi va 
affrontato molto più seriamente, invece di giocare al piccolo chimico? 
Già qualche anno fa i minori che in Italia si prostituivano, in 
appartamenti, nightclub e palestre, erano 1.500; quasi 5.000 erano solo 
i casi denunciati di abuso sui minori. 
Di fronte a questo inferno, 
molti politici, da Veltroni a Calderoli, passando per Fini, si 
permettono di parlare senza sapere, di usare questo tema solo per fare 
propaganda elettorale. Si permettono di essere così superficiali da 
prevedere, da buoni esponenti della destra, solo provvedimenti di per 
sé falsi, perché incidono solo a valle, dimenticando che i problemi si 
risolvono solo a monte, nella loro radice. 
Non sanno, o fanno finta di 
non sapere, che i pedofili s’insinuano proprio negli spazi lasciati 
vuoti da chi, invece di amare i bambini, li abbandona. Ed è proprio in 
nome di questo amore che si dovrebbe invece dichiarare, a chiare 
lettere, che solo la fine della mercificazione e della 
strumentalizzazione del bambino, oggetto anch’egli di aggressioni 
chimiche a colpi di psicofarmaci e di aggressioni psicologiche a colpi 
di messaggi violenti veicolati dai mass-media, può veramente 
contribuire a spegnere l’incendio della pedofilia. 
Certo, è molto più 
comodo deresponsabilizzarsi ed affidarsi alla sbrigativa soluzione 
chimica. Ma fare veramente politica, signor Veltroni, è molto più 
impegnativo. Significa, per esempio, mettere in moto azioni preventive 
e formative per l’interesse comune. Altro che castrazione e 
inasprimento delle pene! Perché, quindi, insistere a fare politica se 
il sogno è giocare al piccolo chimico?

Roma, 28 febbraio 2008 

Carlo 
Olivieri
medico umanista
http://posizioni-umaniste.blogspot.com/