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Re: Cina: dopo il massacro di Tienanmen nessuna richiesta di sanzioni



i nostri stili di vita.. siamo invasi da prodotti cinesi (e orientali in genere) o di 
aziende occidentali con indotto in cina.. sembra che tutti (governi, imprese) si vogliano 
accaparrare un posto in cina o in india per trarre chissà quali vantaggi. ma cio' non fa 
altro che dar credito alla politica cinese/indiana/orientale, facilitandole il compito di 
spodestare l'opulento occidente dal suo ruolo imperialistico. ma troppa gente entra nei 
supermercati con la testa nel sacco e compra prodotti eticamente discutibili. troppi 
imprenditori europei/americani giocano sporco con lo schiavismo facile in oriente.. se 
gli occidentali avessero un po' di stile, forse i paesi che sfruttano la manodopera e 
inquinano all'inverosimile non avrebbero tanto mercato..  anche se ad inquinare noi non 
siamo secondi a nessuno!  vedi pianura padana e campania, tasso di crescita dei tumori 
infantili (e adulti).. ma ad avere stile sono troppo pochi.. e quindi troppo poco 
credibili nel chiedere almeno il rispetto dei diritti umani in giro per il mondo. I 
nostri mezzi di informazione-spazzatura riempiono di fesserie i cervelli di troppa gente 
cresciuta nella sottocultura del benessere, che non sa capire il prezzo dello 
sfruttamento in una camicia prodotta in oriente. disinformazione sistematica e pubblicità 
martellante, sono le parole d'ordine del sistema che ci governa  per non far capire 
troppo alla gente, perchè non si ponga troppi problemi e continui a comprare ogni sorta 
di cose inutili per sentirsi viva, a sbraitare allo stadio  per sentirsi parte di una 
grande fede sportiva. senza badare troppo all'aria/gas che respiriamo, all'acqua che 
beviamo, ai cibi che mangiamo, ai diritti che con i nostri atteggiamenti/indifferenza 
calpestiamo, salvo poi a organizzare iniziative di raccolta fondi per le varie 
associazioni per la ricerca sul cancro e per la difesa dei diritti di bambini-feti-cani, 
e a considerare il proprio cancro l'unico motivo di dolore del mondo. 
ma sono solo amare considerazioni...

saluti e baci.   giammo


> Sono solo amare considerazioni purtroppo quelle che si possono fare su 
> questo ennesimo bagno di sangue. E queste considerazioni si aggiungono a 
> tante altre che coivolgono comunque anche i nostri stili di vita, che 
> sempre di piu' dipendono da un modello di sviluppo insostenibile di cui 
> la Cina rappresenta oggi un ingranaggio necessario.
> Saluti
> Mauro di Vieste - Associazione per i popoli minacciati
> 
> francesca turchi ha scritto:
> > Purtroppo a stupirsi di questo rimangono sempre meno persone, credo sia 
> > perkè non solo la potenza economica e politica della Cina è cresciuta 
> > negli ultimi anni...ma perkè oggi la Cina rappresenta il futuro...è 
> > brutto accorgersi ke è l'economia più forte e gli USA senza sarebbero 
> > distrutti, è brutto sapere ke ormai l'innovazione nasce lì e ke nessuno 
> > può permettersi di alzare la testa...ma oggi è così e a quanto sembra 
> > dai dati ke abbiamo in futuro sarà sempre più evidente...forse si 
> > dovrebbe correre ai ripari o magari emigrare in Cina...
> > 
> > */"Ass. popoli minacciati / Ges. bedrohte Voelker" <info at gfbv.it>/* ha 
> > scritto:
> > 
> >     Associazione per i popoli minacciati / Comunicato stampa in
> >     www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080325it.html
> > 
> >     Cina
> >     19 anni dopo il massacro di Tienanmen nessuna richiesta di sanzioni e
> >     bizzarro richiamo di Pechino ai mezzi di informazione
> > 
> >     Bolzano, Göttingen, 25 marzo 2008
> > 
> >     L'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) definisce "bizzarro" il
> >     monito delle autorità cinesi secondo cui l'informazione sugli
> >     accadimenti in Tibet sarebbe di parte. L'APM infatti ricorda che è
> >     proprio l'espulsione dei giornalisti stranieri ordinata dalle autorità
> >     cinesi che ha reso impossibile un'informazione indipendente e
> >     realistica
> >     di quanto accade in Tibet. E' sicuramente lamentevole che alcune
> >     televisioni abbiano mostrato immagini delle proteste in Tibet
> >     agganciandole a un contesto errato, ma se fosse stata possibile
> >     un'informazione libera, questi errori avrebbero potuto essere corretti
> >     velocemente.
> > 
> >     Il monito ai mezzi di informazione evidenzia le preoccupazioni di
> >     Pecchino a proposito delle notizie su nuove manifestazioni e nuovi
> >     arresti in Tibet, notizie che riescono ad uscire dalla regione
> >     nonostante da 15 giorni viga una totale censura per l'informazione.
> >     Contemporaneamente risulta evidente quanto poco credibile siano le
> >     affermazioni del Comitato Olimpico Internazionale (IOC) e dei governi
> >     europei secondo cui i mezzi di informazione cinesi si stanno avviando
> >     verso la liberalizzazione. La critica ai mezzi di informazione da parte
> >     delle autorità cinesi non promette nulla di buono per i prossimi Giochi
> >     Olimpici: è probabile che i mezzi di informazione internazionali si
> >     impongano addirittura l'autocensura per non mettere a repentaglio i
> >     propri corrispondenti dalla Cina.
> > 
> >     Nonostante in Tibet si continui a protestare pubblicamente con un
> >     numero
> >     sempre crescente di vittime, nessun politico né governo ha finora
> >     chiesto sanzioni contro la Cina. Diversamente da quanto accaduto per le
> >     proteste di Piazza Tienanmen nel 1989, tutti i governi mostrano
> >     atteggiamenti moderati evidentemente per non giocarsi i propri rapporti
> >     con la Cina. L'influenza economica e politica della Cina nel mondo è
> >     sicuramente cresciuta dal 1989, ma ciò non toglie che la Comunità
> >     Internazionale perde ogni credibilità sulla questione dei diritti umani
> >     se non riesce nemmeno a chiedere un'inchiesta indipendente sui tragici
> >     avvenimenti in Tibet.
> > 
> >     Vedi anche:
> >     * www.gfbv.it: www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080320it.html |
> >     www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080318it.html |
> >     www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080314it.html |
> >     www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080307it.html |
> >     www.gfbv.it/2c-stampa/2007/071126it.html |
> >     www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080229en.html |
> >     www.gfbv.it/2c-stampa/2007/070823it.html |
> >     www.gfbv.it/2c-stampa/2007/070514it.html |
> >     www.gfbv.it/2c-stampa/2006/060913it.html |
> >     www.gfbv.it/2c-stampa/2006/060519it.html |
> >     www.gfbv.it/2c-stampa/2006/060824ait.html |
> >     www.gfbv.it/3dossier/asia/uig-kadeer.html |
> >     www.gfbv.it/3dossier/asia/mongol/mongol.html |
> >     www.gfbv.it/3dossier/asia/uiguri.html |
> >     www.gfbv.it/3dossier/asia/tibet-it.html
> > 
> >     * www: www.tchrd.org |
> >     
> > www.amnesty.org/en/news-and-updates/news/crackdown-activists-and-minorities-china-20080313
> > 
> >     | www.worldcoalition.org | www.unglobalcompact.org | www.ohchr.org |
> >     www.hrichina.org | www.falunhr.org | www.olympic.org
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