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Re:Eluana




gli amici di giuliano ferrara noto amante del malaffare berlusconiano sedicente ex agente 
cia (!) adoratore delle guerre usa che di vite umane ne macinano a tonnellate si fanno 
pappagalli della sua ennesima professione di fascismo sociale..lui soggetto ex 
stalinista..

la legge che non conoscete e' quella della liberta' personale

cio' che non balena nelle vostre asservite incoscienze e' la volonta' del singolo 
individuo

cio' che la vostra bieca ideologia da 4soldi non vi illustra e' il diritto 
all'autodeterminazione del cittadino che puo' in liberta' di coscienza decidere lui e lui 
solo sul rifiuto dell'accanimento terapeutico.

ELUANA per cui tanto fate finta di spendervi vi sta' maledicendo dal suo sonno perche lei 
aveva esercitato il proprio diritto di scelta sulla propria vita

la vita di ELUANA come quella del grande WELBY come quella di quel valoroso individuo 
affetto da sla non appartiene a voi ne al papa ma solo a loro!!

e' cio' che non capite addomesticati come siete al conformismo oscurantista pseudo 
religioso..quello si privo di pietas e disumano!!

fate voi le vostre scelte per le vostre vite e lasciate la liberta' agli individui liberi 
di non voler soffrire per far contenti i corvi del dolore.

avete l'obbligo del rispetto della liberta' di scelta dell'individuo.

chi la viola e' socialmente ed umanamente un fascista come ferrara.

la difesa della vita esercitatela una buona volta in favore delle migliaia di civili che 
vengono massacrati dagli amici di ferrara a gaza o in afganistan o in irak...




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To          : "Dirittiglobali at Peacelink.It" dirittiglobali at peacelink.it
Cc          : 
Date      : Tue, 29 Jul 2008 18:50:14 +0200
Subject : Eluana







> Questa frase (al fondo dell'articolo) andrebbe diffusa ovunque...
> "L'unica legge sensata sarebbe quella che in un solo articolo dicesse, risolvendo il 
> conflitto tra carità e legge in modo chiaro, e a favore della carità: nessun malato o 
> portatore di handicap può essere soppresso finché qualcuno nel mondo sia pronto a darsi 
> per la sua amorevole cura." (Giuliano Ferrara)
> 
> 
> 
> 
> Una legge impossibile per Eluana Englaro
> Da un momento all'altro Beppino Englaro, con il conforto dei suoi stimabili amici della 
> consulta bioetica, fior di medici biologi e professori che la pensano diversamente da 
> me o dalle suore o dai vescovi sul ciclo finale della vita di persone prive di 
> coscienza, potrebbe interrompere la nutrizione di sua figlia Eluana e, con questo, 
> mettere in moto il deperimento e la fine della vita di quella giovane donna nel giro di 
> dieci-dodici giorni. E' un suo diritto di tutore, certificato da una doppia sentenza, 
> della Cassazione e della Corte civile d'Appello di Milano. Sebbene il mio istinto sia 
> di battermi contro quella decisione, per il suo significato e il suo risvolto pubblico, 
> non gliene vorrei personalmente. (D'altra parte odio l'aborto ma ho amore e compassione 
> per ogni donna costretta dalla cultura contemporanea ad abortire la sua creatura, 
> vorrei che la mentalità prevalente del mio tempo elevasse quella strage e quella 
> "violenza indicibile" nel grembo delle donne a tabù, la qualificasse per quello che è, 
> una risposta barbarica, facile, moralmente indifferente al problema del rifiuto di 
> maternità, ma non penso che l'aborto sia una colpa delle donne.)
> 
> Ho letto un testo del signor Englaro, sull'Unità di sabato, l'ho trovato intenso e 
> forte, e penso di poter dire conclusivamente che questo padre eseguirebbe come una 
> gioiosa istanza di liberazione quella che a molti di noi sembra una crudele condanna a 
> morte. Lo farebbe con piena convinzione, come persona e come familiare di Eluana, come 
> chi la conosce meglio al mondo, e anche come membro di una società (la consulta di 
> bioetica del professor Maurizio Mori) il cui scopo dichiarato è promuovere gli "stili 
> di vita secolari", cioè un modo di nascere, vivere e morire nel secolo fuori di ogni 
> ipoteca trascendente o cristiana, laica o secolare, dentro una filosofia dell'esistenza 
> che non prevede l'essere e il suo ordine al di là della materia e del suo funzionamento 
> chimico (non prevede la metafisica), non prevede sostanza e speranza e fede e coltiva 
> invece quel tipo di gioia di vivere naturalistico e nichilistico che sta nel disporre 
> di sé con la massima libertà e padronanza possibile, concludendo per il nulla quando lo 
> si ritenga giusto. (Aborto, maltrattamento degli embrioni nella fecondazione 
> artificiale ed eutanasia sono tre segni distintivi, ma non gli unici, di questi stili 
> di vita sicuri di sé, vincenti, dominatori, self-righteous, che sarebbero modi di vita 
> stoici se non fondessero in uno l'indifferenza per sé e quella per gli altri.)
> 
> Insisto, tuttavia. Beppino Englaro toglierebbe la nutrizione a sua figlia con emozione, 
> con una remora di dolore ma anche con una spinta felice, e realizzando nel proprio 
> cuore un superiore atto di giustizia, un dare a ciascuno il suo, e a sua figlia Eluana 
> la libertà, a lei cara, di non vivere nella costrizione della cura e 
> nell'indisponibilità della propria vita. Ciò che una parte dell'opinione giudica 
> omicidio è missione la più alta di rispetto umano per il padre di Eluana Englaro. 
> Bisogna dunque dirsi la verità sullo stato d'animo e di cultura delle società 
> occidentali. Una minoranza pensa che Eluana Englaro, da sedici anni priva di coscienza 
> vigile e nutrita e idratata attraverso un sondino nel naso, abbia diritto alla carità, 
> cioè all'amore, e dunque alla vita nella speranza. La maggioranza, e tra questi il 
> padre della ragazza sofferente, giudica questa carità, questa cura non direttamente 
> terapeutica, come un accanimento, una arbitraria prigionia, la arrogante negazione di 
> un diritto a essere se stessi, il prolungamento di un tormento quando non una tortura. 
> Il conflitto tra la società della speranza e quella della disperazione, tra la cultura 
> della carità per il tutto e quella della libertà per il niente, è costernante ma 
> ineludibile.
> 
> Questa settimana sarà connotata da diversi voti parlamentari su conflitti di 
> attribuzione tra poteri dello stato (il Senato contro la magistratura) e su mozioni di 
> orientamento legislativo alla Camera. Ho paura che ne risulterà un pasticcio. Difficile 
> legiferare su un elemento così filosoficamente inafferrabile come il confine tra la 
> vita e la morte o come il titolo di proprietà dell'esistenza umana. L'unica legge 
> sensata sarebbe quella che in un solo articolo dicesse, risolvendo il conflitto tra 
> carità e legge in modo chiaro, e a favore della carità: nessun malato o portatore di 
> handicap può essere soppresso finché qualcuno nel mondo sia pronto a darsi per la sua 
> amorevole cura.
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