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Torino sabato 30: presidio antirazzista al Balon



Torino sabato 30: presidio antirazzista al Balon

 

Sabato 30 agosto ore 12 presidio al Balon contro i militari nelle strade e contro il razzismo. Esposizione di una mostra sui “nostri ragazzi” in missione all’estero. Appuntamento in piazza Borgo Dora angolo via Andreis.

L’iniziativa è stata condivisa all’interno dell’Assemblea Antirazzista di Torino.

Per contatti:

assembleaantirazzistatorino at autistici.org

 

In questo stesso fine settimana a Patrasso in Grecia si svolge il “No border camp”, campeggio contro le frontiere, cui rivolgiamo il nostro saluto solidale, convinti che la lotta contro le politiche razziste dell’Europa Fortezza è una lotta comune e solo nel moltiplicarsi solidale delle iniziative si potranno porre le basi per la libera circolazione delle persone a la distruzione delle frontiere.

 

Di seguito il testo di uno dei volantini che verrà distribuito e una nota sul No Border camp di Patrasso.

 

Sicuri da morire

Il nuovo questore di Torino ha fatto la sua dichiarazione di guerra, dicendo che l’immigrazione clandestina è la maggiore emergenza cittadina. È arrivato alla fine di agosto, pochi giorni dopo l’entrata in “servizio” dei militari della Taurinense, che da qualche settimana pattugliano le zone “calde” della città. A Porta Palazzo, oltre alla polizia, che già gira come truppa di occupazione, adesso ci sono i soldati. Come a Kabul, come a Baghdad. Come nei tanti sud dove si combattono le guerre e le si chiama operazioni di polizia internazionale. Sono i reduci dalla battaglia dei ponti di Nassirya, dove un’ambulanza con una partoriente e i suoi parenti venne crivellata di colpi, sono i reduci dell’Afganistan, dove sono normali le irruzioni nelle case e le uccisioni dei civili, sempre tutti terroristi, bambini compresi. Sono quelli della Somalia con le torture fotografate per diletto e vanteria. Sono assassini di professione.

Oggi pattugliano ma domani, quando ci saremo abituati, quando la loro presenza sarà “normale”, entreranno nelle case, mettendo a frutto l’esperienza maturata al fronte.

 

Il sindaco, appena acquisiti i superpoteri concessi da Maroni, ha emesso un’ordinanza contro i “bivacchi” a S. Salvario. Chi può permettersi di sedere nei dehor dei bar si godrà il fresco delle serate, per gli altri, per quelli delle moretti a un euro bevute su uno scalino in strada ecco pronte le pattuglie. In nome della “sicurezza” un altro pezzetto di libertà che se ne va.

 

La guerra contro i poveri, la guerra combattuta nei quartieri abitati da immigrati, nell’ex CPT/CIE contro i senza documenti si dota di nuovi strumenti, diventa sempre più feroce.

Nel solo mese di agosto a Torino c’è stato un morto e numerosi feriti e deportati.

Aiad Zakaria aveva solo 15 anni. Nel tardo pomeriggio del 2 agosto muore annegato nel Po: ma non è stato il fiume ad ammazzare Aiad: lo ha ucciso una legge che nega ai poveri il diritto di muoversi e di vivere dove vogliono. Aiad in quel pomeriggio di grandine e pioggia stava fuggendo da una retata della guardia di finanza: è morto per non rischiare la deportazione in Marocco, per non essere strappato alla sua vita, per non perdere quel lembo di futuro che chi emigra spera di agguantare. Aiad è stato ucciso nella guerra contro i poveri.

 

Al CPT/CIE chi si ribella viene pestato, umiliato, espulso: l’ultimo pestaggio, l’ultima rivolta è dello scorso 18 agosto, quando un detenuto che protestava contro l’ennesimo sopruso viene picchiato e, in risposta, per qualche ora i reclusi spaccano tutto.

Ad Orbassano un antirazzista distribuisce volantini dove si denuncia il pestaggio, dove è scritto “la polizia picchia”. Fermato dai carabinieri e portato in caserma viene insultato e denunciato per “vilipendio”. Gli viene detto che non si può scrivere che “la polizia picchia” e passarla liscia.

In nome delle sicurezza ammazzano, picchiano, deportano. Oggi gli immigrati senza carte e chi protesta, domani, forse, tutti quelli, anche tra gli italiani, che non ce l’avranno fatta a conquistarsi uno dei pochi posti al sole nel buio della giungla sociale.

 

È venuto il tempo di cambiare rotta. Prima che sia tardi. L’emergenza, quella vera, quella fatta di lavoro che ammazza, ammala, sfrutta è pane quotidiano per gli italiani come per gli immigrati. L’emergenza, quella vera, di chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese, di chi non vede futuro per se e per i propri figli, di chi non ce la fa a pagare per la scuola, la sanità, la casa, i trasporti rischia di sommergerci tutti.

Un giorno i militari che pattugliano le strade potrebbero fare irruzione nelle nostre case, perché la frontiera della “sicurezza” si sposta sempre più.

Fermiamoli. Cacciamoli dalle nostre città, dalle nostre strade. Il nemico, quello vero, siede tra i banchi del parlamento e nei consigli di amministrazione delle industrie. Ci ruba ogni giorno la vita e la libertà. A tutti, non solo ai migranti.

 

Federazione Anarchica Torinese – FAI

Corso Palermo 46

La sede è aperta ogni giovedì dalle 21.

Per info:

mail: fat at inrete.it

cellu. 338 6594361

 

Patrasso: frontiera di guerra

Dal 29 al 31 agosto si terranno a Patrasso tre giorni di azioni e iniziative contro le frontiere, un campeggio “No Border”.

Il porto di Patrasso, posto di fronte alla costa pugliese, luogo di approdo dei tanti che dal nostro paese e dal resto d’Europa viaggiano verso la Grecia per turismo, negli ultimi 13 anni ha cambiato volto.

Per primi sono arrivati i curdi in fuga dalla guerra e dalle persecuzioni, poi è stata la volta degli afgani, scappati dalla guerra che aveva distrutto le loro case ed ogni possibile futuro nel loro paese. A est della città, non lontano dal porto, è sorta una baraccopoli abusiva, priva gabinetti, acqua, elettricità, uno dei tanti non luoghi di questa nostra Europa, dove i muri, simbolici e reali si stanno moltiplicando.

D’inverno vi si trovano in media un migliaio di uomini, in estate molti di più.

Il porto di Patrasso, in tempi non lontani sonnacchiosa frontiera tra Grecia e Italia, si è trasformato in garitta a difesa della Fortezza Europa: telecamere, barriere all’ingresso controllate da uomini armati.

La polizia ha sempre tentato di impedire contatti tra la città e i rifugiati della baraccopoli con blocchi, controlli, perquisizioni, sfociati spesso in duri pestaggi.

Da gennaio di quest’anno la pressione nei confronti dei rifugiati è aumentata: in città c’è chi pretende che il campo degli afgani sia smantellato, mentre la polizia tiene lontani dalla città i migranti, picchiando chi tenta di uscire dalla baraccopoli.

Negli ultimi mesi si è sviluppato un movimento di resistenza che vede protagonisti il movimento antiautoritario e la sinistra non istituzionale. Iniziative di solidarietà ed appoggio si sono svolte in gennaio e febbraio, il 24 e 25 maggio si sono svolti due giorni di assemblee ed azioni da cui è scaturito l’appello per il “No Border Camp” di fine agosto.

 

Programma del Campeggio contro le frontiere di Patrasso

29 30 31 agosto. Tre giorni di azioni e iniziative

Venerdì 29 agosto

Ore 17 partita di pallavolo tra greci e rifugiati afgani.

Ore 19,30: discussione pubblica “La fortezza Europa e i movimenti di resistenza”

Tra gli altri interverranno:

Ucraina nel 2007

Gli organizzatori del campeggio contro le frontiere di Dikili in Turkey

Un avvocato di Ancona

Compagni dalla Bulgaria e dalla Serbia

Immigrati e rifugiati dalla Turchia, Albania, Afganistan

Ore 22 festa sulla spiaggia

Sabato 30 agosto ore 12

Assemblea generale contro le frontiere per discutere della manifestazione della sera, delle azioni di solidarietà della domenica, di future azioni comuni.

Ore 18

Manifestazione in città dal campo dei rifugiati al centro di Patrasso

Ore 19,30

Concerto all’aperto al porto con Thanassis Papakonstantinou, Renovatio (Albanian Hip-Hop), Bitov Terror (Bulgarian street-ska), Grover, Panikos, No Sin (rock bands from Thessaloniki), Deus Ex Machina (rock band from Athens)

Domenica 31 agosto ore 12:

Azioni di solidarietà

Ore 17: assemblea finale