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Fwd:Re:Fw: [pace] C/S Assopace: aggressione razzista a Pianura



con i delinquenti fascisti purtroppo e' inutile fare le vittime..
non ci si puo' esporre al pericolo di aggressioni perche' dovremmo tutti avere imparato 
che questi infami fascisti menano e non parlano..e quando menano menano in tanti contro 
uno.
se ancora non si e' capito questo meglio restare a casa e non andare in giro a difendre i 
diritti dei migranti quando non sappiamo neanche difenderci noi..
lo dico con molto rispetto e solidarieta' per gli aggrediti..
con questa feccia fascista bisogna girare in tanti ed essere organizzati e pronti a 
difendersi..
perche' scusate ma e' anche noto che le forze dell'ordine in genere non si muovono con 
particolare velocita' e voglia quando si tratta di contrastare i fascisti..avete 
presente??
e allora non capisco perche' continuare a fare i buoni..gli ingenui e a prendere botte..
bisogna avere la capacita' del controllo territoriale..
coordinamento tra migranti e italiani antirazzisti..
servizi d'ordine per tutelarsi da aggressioni..
altrimenti ripeto meglio non rischiare e stare a casa..
e comunque sempre denunciare le aggressioni alle autorita' competenti..sempre..
saluti



---------- Initial Header -----------

From      : "Isabella Horn" isabella.horn at alice.it
To          : manielle at libero.it
Cc          : 
Date      : Sat, 27 Sep 2008 15:31:10 +0200
Subject : Fw: [pace] C/S Assopace: aggressione razzista a Pianura







> 
> ----- Original Message ----- 
> From: Associazione per la Pace 
> To: lista pace peacelink 
> Sent: Saturday, September 27, 2008 1:10 PM
> Subject: [pace] C/S Assopace: aggressione razzista a Pianura
> 
> 
> Comunicato Stampa di Assopace Napoli
> 
> 25/09/2008
> 
> Emiliano Di Marco, dirigente dell'Associazione per la Pace, è stato aggredito ieri sera 
> a Pianura (quartiere di Napoli) da una squadraccia fascista. Era giunto lì insieme ad 
> altri attivisti antirazzisti a seguito dell'ennesimo tentativo di cacciare i cittadini 
> immigrati che abitano nel quartiere. L'azione pacifica e il dialogo con le istituzioni 
> portato avanti in quelle ore concitate, ha evitato lo sgombero, ma ha irritato quel 
> manipolo di delinquenti che da tempo tenta aizzare gli abitanti  contro la presenza 
> degli stranieri. Le forze dell'ordine, pur presenti, non hanno evitato l'aggressione e 
> le minacce. Dopo Ponticelli e Castelvolturno, dobbiamo forse temere che un analogo 
> episodio possa avvenire a Pianura? Cosa deve succedere ancora per far sì che questi 
> provocatori e teppisti vengano fermati? E fino a quando sarà tollerata la connivenza 
> fra esponenti politici della destra e questi delinquenti? Anche per queste ragioni la 
> manifestazione indetta per sabato 27 dalla CGIL dovrà vedere una prima risposta della 
> società contro questo clima di razzismo e di violenza che sta prendendo piede in città.
> 
> Associazione per la Pace
> 
> 
> 
> Racconto di Emiliano Di Marco
> 
> Alcuni giorni fa "qualcuno" ha tagliato l'allaccio all'energia elettrica. Nel 
> pomeriggio di ieri, verso le 15, "qualcuno" ha divelto la tubatura dell'acqua che 
> fornisce gli stabili occupati da immigrati ed alcune famiglie italiane di via 
> dell'Avvenire. Nel pomeriggio di ieri veniamo chiamati dagli immigrati che, spaventati, 
> ci chiedono di correre da loro. Questi ultimi episodi fanno seguito ad una serie di 
> gravissime intimidazioni avvenute nell'arco degli ultimi tre mesi a via dell'Avvenire, 
> con lanci di bottiglie Molotov, incursioni notturne, lancio di sassi e minacce di 
> morte. Un immigrato ci riferisce inoltre che nel pomeriggio una donna del quartiere si 
> è recata da loro dicendo che aveva sentito dire che durante la serata, in concomitanza 
> della partita del Napoli, "sarebbe successo qualcosa".
> Insieme a Jamal Qaddorah, responsabile regionale immigrazione della CGIL ci rechiamo 
> immediatamente sul posto. Appena arrivati, sono da poco passate le 20.00, troviamo 
> effettivamente una trentina di persone "italiane", tutte residenti in via 
> dell'Avvenire, I soliti noti, tra loro alcuni sopratutto alle forze dell'ordine. Appena 
> arrivati sul posto, presenti solo due vigili urbani del quartiere, veniamo accolti con 
> bordate di insulti: evidentemente qualcuno ci conosce già. Cerchiamo di tranquillizzare 
> le persone presenti, diciamo loro che siamo lì per aiutare gli immigrati ad avere un 
> contatto con il Comune, che l'obiettivo è quello di individuare una destinazione 
> migliore per gli occupanti di via dell'Avvenire, una battaglia che gli abitanti del 
> quartiere sanno che è da anni negli obiettivi degli occupanti, che è il caso di 
> collaborare tutti insieme ad una soluzione di questo tipo invece di scatenare una 
> guerra tra poveri, etc. Per tutta risposta veniamo insultati, apostrofati in malo modo 
> come "amici degli zingari": partono degli spintoni, qualche schiaffo, volano parole 
> grosse e che suonano alle orecchie come delle minacce di morte. Cercando di non perdere 
> la calma, non ci sono forze dell'ordine ed i due vigili urbani (residenti a Pianura) 
> hanno un atteggiamento tutt'altro che interessato a mantenere la calma. Diciamo loro 
> che e non è il caso di far degenerare la situazione altrimenti avremmo chiamato i 
> carabinieri, per tutta risposta un personaggio, che in seguito ha ripetutamente 
> proseguito con le sue minacce anche davanti alle forze dell'ordine, ha detto davanti a 
> decine di testimoni "i carabinieri li chiamo io! Io sto con Diodato".
> Durante quei momenti concitati uno dei vigili urbani ha finto un malore, mentre si 
> trovava dalla parte opposta della strada, mentre l'altro vigile urbano dice che "ha 
> visto tutto" e che avevamo "insultato la folla" (sic).
> Nel frattempo arrivano altri vigili urbani e veniamo invitati a stare all'interno del 
> cortile di via dell'Avvenire insieme agli immigrati, cosa che facciamo.
> Gli immigrati non hanno mai perso la calma durante tutti questi episodi, nonostante le 
> continue provocazioni, gli insulti razzisti e le minacce (qualcuno si è anche 
> rivendicato il lancio delle bottiglie Molotov concludendo "v'appicciamm' a tutti 
> quanti").
> Successivamente arrivano i vigili del fuoco per effettuare un sopralluogo degli 
> stabili, dicono che l'Arin "deve avere una documentazione relativa all'agibilità degli 
> stabili per effettuare il riallaccio della fornitura idrica". Gli immigrati vengono 
> invitati ad uscire da via dell'Avvenire. A questa richiesta, con estrema calma, gli 
> immigrati fanno presente la grave situazione di insicurezza causata dagli abitanti 
> "italiani" del quartiere, ai vigili del fuoco viene quindi detto che se vogliono 
> effettuare dei sopralluoghi lo possono fare anche con gli immigrati disposti nell'ampio 
> cortile, perché non ritengono di avventurarsi andando proprio dove si è radunata la 
> suburra degli "italiani".
> Dopo poco sopraggiungono degli ufficiali del corpo dei Vigili Urbani chiedendo i nostri 
> documenti di riconoscimento, veniamo informati inoltre del fatto un vigile urbano ha 
> dichiarato di essere stato aggredito da noi due. Consegniamo ai vigili i nostri 
> documenti di identità. 
> Nel frattempo all'esterno, su via dell'Avvenire arrivano anche il consigliere regionale 
> di AN Pietro Diodato e suo fratello, consigliere di Municipalità, acclamati dalla 
> folla. Il drappello delle forze dell'ordine a questo punto vede aggiungersi di alcuni 
> carabinieri e poliziotti, circa 6 o 7 in tutto, non assetto antisommossa. 
> L'atteggiamento ostile non diminuisce, anzi continuano le provocazioni per cui 
> decidiamo di non avvicinarci alla transenna predisposta dai vigili per evitare che la 
> situazione degeneri ulteriormente.
> Durante tutto questo tempo, nessuno ha mai osato identificare la "folla" dei residenti 
> "italiani", commettendo una gravissima leggerezza, dando di fatto forza 
> aqll'attegiamento provocatorio ed aggressivo che hanno mantenuto per tutto il tempo. 
> La questura fa sapere intanto che invierà degli agenti della Digos per gestire la 
> situazione, a questo punto, ritenendo rientrato il pericolo, dico a Jamal che forse 
> posso tornare a casa, anche perché erano già le 23. Esco su via dell'Avvenire, dove una 
> amica mi aspettava per accompagnarmi sulla sua macchina, avverto immediatamente aria di 
> ostilità, dico che forse è meglio chiedere ai carabinieri di accompagnarci almeno fino 
> alla macchina, mentre dico questo sento gridare alle mie spalle "Tu sei un camorrista! 
> Amico degli zingari", mi volto, è il consigliere regionale di AN Diodato che grida, 
> insulta, si rivolge alla folla e mi indica ripetutamente con l'indice, sembra un 
> ordine. Partono immediatamente dalla folla una ventina di persone che cominciano a 
> colpirmi con calci e pugni, mi copro il viso per evitare colpi al volto, vengo 
> trascinato, fatico a mantenere l'equilibrio, sento colpi alla testa, calci, grido 
> aiuto, cerco i carabinieri e la polizia ma non c'è nessuno intorno, solo loro, vengo 
> sbattuto con la testa contro una porta d'acciaio, non riesco nemmeno a sentire gli 
> insulti, finalmente arrivano i carabinieri e riescono a separarli da me. 
> I Carabinieri mi riportano a via dell'Avvenire, mi dicono che è meglio che rimango lì.
> Nessuno identifica gli aggressori, che con toni da stadio proseguono negli insulti.
> Dopo un po' arriva la Digos e mi accompagnano in macchina fino a Fuorigrotta, dove poi 
> prendo un Taxi per il centro. 
> Fortunatamente a parte la cefalea ed il senso di nausea, vengono refertate solo 
> contusioni multiple su tutto il corpo, oltre alle escoriazioni ed un ecchimosi sulla 
> gamba.
> So però che non potrò mai più mettere piede a Pianura, dopo le minacce di morte.
> So anche che un rappresentante delle istituzioni, Pietro Diodato, ne è coinvolto ed 
> anche se non potrò provarlo lo dirò con tutte le mie forze, in tutte le sedi possibili.
> 
> Emiliano Di Marco
> Assopace Napoli - Associazione per la Pace