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Re: Re[2]: una questione di DIRITTI!



Scusa, Danilo, ma io è da una vita che parlo dei rappresentanti del popolo, gestori e non proprietari della res.-publica, come nostri dipendenti. Non capisco perchè ci sia bisogno di giocare sull'equivoco della categoria dei dipendenti del pubblico impiego (per inciso io sono pensionato da mille (e una notte di) euro, che sono l'intero introito familiare). Ad ogni buon conto, ritengo più concreto parlare di una nuova legge elettorale, che è utopistica in modo direttamente proporzionale all'interesse che qualunque famiglia di animale politicante ha di metterla in cantiere, piuttosto che dell'utopia del pubblico impiego universale, inversamente proporzionale all'interesse dei cittadini che ne hanno diritto. Se comunque si arrivasse ad un referendum in merito, ti giuro che avrai la mia adesione, sperando naturalmente che non finisca come quello sul nucleare o come l'altro, ancora solo proposto dal sottoscritto, per la soppressione dei CIP6 e certificati verdi. Ci sarebbe anche da sostenere la legge popolare sugli ZERO_OGM, la proposta sul coordinamento regionale e nazionale dei comitati come i nostri e tanto, tanto altro, che porta proprio, un passo alla volta, al licenziamento dei nostri dipendenti assenteisti, proprio secondo l'auspicio del nono-nano., molto lungi dall'autosospendersi.
A risentirci.

Saverio

P.S. - Forse non è molto obiettivo darmi del "pigiatore di tastiere", visto che, per lo meno, rileggo i miei "assurdi" scritti prima di inviarli e così riesco a non scrivere "forse dell'ordine", oppure "dio primaria". Magari, però, erano provocazioni anche queste, dato che le prime sono messe in forse per le loro forze di discernere fra obbligatorietà ed eticità della sottomissione agli ordini, ricevuti di volta in volta; mentre la primaria impostazione che Dio ha dato al consorzio umano era proprio quella della mutualità. Quando mai riusciremo a capire che siamo stati prima creati e poi dotati delle istruzioni per l'uso?

Il giorno 23 ottobre 2008 21.26, Laboratorio Eudemonia <eulab at hyperlinker.com> ha scritto:




Caro Saverio,

prima di pigiare sulla tastiera dovresti almeno prenderti la briga di dare uno sguardo alla proposta. Le sole quattro parole: pubblico impiego a rotazione ti devono aver sconvolto e fatto temere chissà che cosa. Non temere, sta tranquillo, rilassati che spiego, magari non a te ma a qualcun altro.


Brevemente:

1) il pubblico impiego a rotazione è ANTIDEMOCRATICO ed ANTIREPUBBLICANO: tutti gli incarichi dello Stato, anche la Presidenza della Repubblica, devono essere rimessi al POPOLO dopo un certo numero di anni, ed un dipendente del Catasto, del Comune, della Provincia, della Regione, della Pubblica Istruzione, dei tanti Uffici dello Stato, dell'ASL, della RAI, delle Forse dell'Ordine, etc. etc. possono ancora rimanere al LORO posto ACCAPARRATO per tutta la vita, a volte perfino trasferendoci poi i propri figli?!

2) In pratica l'Italia non è ancora una Res Publica, ma Cosa Loro, dei pubblici dipendenti a vita. Quando nacque la nostra Costituzione, c'era fretta di riprendere il normale corso delle cose e l'ordinamento del pubblico impiego non fu sviluppato come di dovere. Tuttavia i Padri Fondatori della Res Pubblica apposta scrissero il benedetto Articolo 3: "... E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ...".

3) E' proprio questa ANOMALIA DEMOCRATICA dell'assegnazione a vita di un BENE, di una RISORSA PUBBLICA, a creare la quasi totalità dei problemi d'oggi. Questo è l'elenco delle pubbliche amministrazioni: http://www.istat.it/strumenti/definizioni/elenco_amministrazioni_pubbliche/elencoS13.pdf ed è pure l'elenco degli Enti che andrebbero rinterpretati sotto ben altre basi che quelle attuali.

4) Si badi che il pubblico impiego a rotazione ASSUME, non licenzia!!! Infatti esso prevede il riassorbimento nel settore pubblico di attività economiche per una metà dell'intero. Questa è la sintesi: PUBBLICO IMPIEGO A ROTAZIONE COMPRENDENTE ATTIVITÀ ECONOMICHE PER UNA METÀ DELL'INTERO. Infatti oggi la nostra economia è squilibrata verso il privato proprio perché pensare ad un pubblico impiego più corposo oggi che è ancora sottomesso all'assegnazione a vita, alla CASTA STATALE, alla MAFIA di STATO, è qualcosa che fa del male solo a pensarlo! Ma una volta restituito alla cittadinanza, il pubblico impiego potrà ricrescere riacquisendo tante attività dio primaria importanza come la gestione dell'acqua, dell'energia, del telefonia, dei trasporti, etc.


Ecco allora che questo progetto si rivela portatore del sacro diritto di ogni cittadino "... all'effettiva partecipazione ... all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ...". Per questa ragione ai gentilissimi Presenti in Lista Diritti Globali viene offerta la splendida opportunità di studiare un progetto che è stato forgiato sotto ben altre critiche che quelle di Saverio, che non posso ringraziare poiché NON lo ha letto e quindi ha l'unico merito di aver rimarcato il mio intervento.


Purtroppo la specializzazione, la settorialità di questa Lista non mi ha permesso fionora di far conoscere i pur significativi apporti alla causa dei DIRITTI GLOBALI. Pensate soltanto alle forse dell'ordine che, assunti a vita, tenuti per le palle (posto fisso, stipendio garantito) dai governi fanno qualsiasi cosa pur ingiusta, anche violenza su pacifici dimostranti, questi comandano loro. Ma anche i medici: che forse non son SPACCIATORI di FARMACI delle aziende? E che dire della RAI? Sempre la stessa gente da mezzo secolo che ci fa conoscere solo la loro versione delle cose. Roba che si dovrebbe augurar loro la morte per vedere un cambiamento!

Siccome sono una persona per bene preferisco auspicare il pubblico impiego :)


Buone cose.

Danilo D'Antonio











































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