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Torino. Protesta alla farmaspia Bosio



Torino. Protesta alla farmaspia Bosio

 

In via Garibaldi 26 c’è la farmacia Bosio. Nobile ingresso, testone di Galeno con tanto di scritta in greco, bei lampadari. La Bosio è una delle 15 farmaspie pioniere, dove dal 1° ottobre si raccolgono le informazioni su poveri, mendicanti, rom, posteggiatori abusivi, senza casa. L’accordo tra Comune e Rete delle farmacie prevede una prima fase sperimentale di tre mesi e poi l’estensione della pratica del farmacista spia alle altre 280 farmacie.

Un bell’esperimento di delazione anonima di massa mascherata da servizio agli anziani. In un primo tempo i farmacisti si sono dichiarati entusiasti, presentandosi a La Stampa e ad Epolis come ultima trincea contro la criminalità.

Da qualche tempo sono meno sicuri di se, minimizzano, negano l’evidenza, cercano di cambiare le carte già smazzate in tavola. I volantini, manifesti e comunicati di denuncia, nonché le chiamate indignate di numerosi cittadini sono state il segnale di un disagio diffuso di fronte ad un esperimento di controllo sociale che ricorda da vicino le pratiche della dittatura fascista.

Nel pomeriggio del 23 ottobre un gruppetto di antirazzisti si è radunato di fronte alla farmacia Bosio, aprendo uno striscione “boicotta le farmacie spia”, facendo interventi dal megafono e distribuendo un volantino che riportiamo sotto.

Nonostante le irritate proteste della farmacista i passanti si fermavano curiosi, chiedevano informazioni, e spesso esprimevano la loro indignazione.

Un piccolo segnale di rivolta contro la cappa ossessiva di controllo cui siamo quotidianamente sottoposti.

Spropositata la reazione della polizia che in pochi minuti ha adunato nella via una quindicina di agenti della Digos mentre una camionetta dell’antisommossa stazionava nella limitrofa piazza Arbarello.

La campagna contro le farmaspie continua…

 

Per tutti gli interessati la prossima riunione dell’Assemblea Antirazzista di Torino si terrà martedì 28 ottobre. Dalle 19 alle 21 presso la FAI in corso Palermo 46. Dalle 21 in poi presso radio Blackout in via Cecchi 21.

 

Di seguito il volantino distribuito ieri in via Garibaldi.

 

Farmacisti o Spie?

In 15 farmacie di Torino si esperimenta il Dottore/Spia. Dal 1° ottobre le confidenze anonime dei clienti vengono raccolte in farmacia e passate ai vigili urbani.

Dicono che serve a farci sentire più sicuri. Dicono che il nemico è chi chiede l’elemosina, chi si arrangia vendendo in strada o lavando vetri: nemici sono i poveri, gli immigrati, i senza casa.

Nel mirino stanno gli ultimi ma la libertà la portano via a tutti.

La nostra vita è ogni momento sotto controllo ossessivo.

A Torino ci sono migliaia di telecamere – 3000 solo quelle pubbliche -, oltre a uomini in armi (poliziotti, carabinieri, guardia di finanza, vigili, soldati) che tengono sott’occhio ogni angolo della città.

Adesso, come nel ventennio, si introduce la spia di quartiere: allora c’erano i capo fabbricato, ora è il turno dei Dottori di farmacia.

Ma di sicurezza, quella vera, non si parla mai, perché significherebbe aprire la piaga dolente di un sistema sociale dove pochi lucrano sulla vita di noi tutti.

Non c’è lavoro e quello che c’è ammala e ammazza, non ci sono asili e nidi per i nostri figli, quel poco di scuola che resta lo stanno demolendo, negli ambulatori e negli ospedali una visita o un ricovero sono come le estrazioni del lotto: il numero buono esce ogni sei mesi. Un ammalato spende buona parte del suo reddito – magari una pensione da fame – per medicine, ticket; chi riesce si paga il medico privato. A Torino le risorse sono usate per i nuovi manganelli dei vigili, per altre telecamere ad ogni angolo, non per i trasporti, la salute, la scuola.

 

Vogliamo vivere in una città dove tutti spiano tutti? Vogliamo fare delle nostre vite una galera quotidiana? Abbiamo voglia che il nostro farmacista diventi una spia?

Per ora i farmacisti orecchiuti sono solo 15 ma da gennaio, se l’esperimento funziona, potrebbe essere esteso a tutte le 280 farmacie di Torino.

Ma qualsiasi esperimento può fallire.

Andiamo nelle farmacie dei pionieri della delazione e diciamo che chi fa la spia non ci piace, che andremo da un'altra parte con le nostre ricette. Per segnalare il nostro dissenso può bastare una telefonata di protesta.

Se saremo tanti forse qualcuno di questi spioni volontari cambierà idea, forse altri saranno indotti a riflettere e si rifiuteranno. Forse questa città non è ancora strangolata dalla paura. Forse. Dipende da noi tutti.

 

Di seguito l’elenco delle 15 farmacie spione:

Bosio – via Garibaldi 26 0114369636; Comunale n. 43 – piazza Statuto 4 tel. 011 5214581; Rossi – corso Sebastopoli 202b tel. 011 350010; Annunziata – via Stradella 198 tel. 011 290449; Cavanna – via Mosca 1 tel. 011 212932; Regina Margherita – via Pietro Cossa 280 tel. 011 4559904; Vela – corso Potenza 92 tel. 011 252803; Comunale n. 2 – via Slataper 25bis tel. 011 735814; Lucento – via Oglianico 4 tel. 011 732815; Robino – via Palestrina 49 011855966; Santissimi angeli Custodi – corso Vercelli 195 tel. 011 2464437; Comunale 20 – via Ivrea 47/49 tel. 011 2621325; Madonna delle rose – piazza Galimberti 7 tel. 011 3195700; Monviso – corso Giambone 19 tel. 011 3175105; Steffannone – corso Unione Sovietica 397 tel. 011 614220

 

A cura dell’Assemblea Antirazzista di Torino

Info: assembleaantirazzistatorino at autistici.org