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Fwd: [PckNews] Il nostro dovere repubblicano



Concordo pienamente con Gennaro e invito ad aderire alla campagna di sensibilizzazione "IL PROSSIMO SONO IO!"
http://ilprossimosonoio.blogspot.com/

Vito Correddu

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Gennaro Carotenuto <gc at gennarocarotenuto.it>
Date: 31 ottobre 2008 17.25
Oggetto: [PckNews] Il nostro dovere repubblicano
A: news at peacelink.it



Il nostro dovere repubblicano

Oggi il nostro governo ha diffuso una velina con la quale ha informato che un gruppo di picchiatori neofascisti armati con spranghe tricolori, cinghie e catene, portati mercoledì in piazza secondo un preciso disegno, sarebbero stati in realtà gli aggrediti della situazione.

Episodi simili di disinformazione dell'opinione pubblica sono oramai quotidiani e conformano una precisa emergenza democratica. Chiunque non si allinea alla versione ufficiale di comodo è sistematicamente insultato, deriso e accusato di essere un facinoroso e un bugiardo.

E' oramai un preciso dovere repubblicano di chiunque si riconosca nella Costituzione di individuare i manipolatori e i diffamatori e di svelarne il gioco.

Parlo di quelli che fanno passare un ricercatore 40enne a 1.200 Euro al mese come "un baronetto" (Cfr. "La Stampa" di ieri) allo scopo di fomentare la distruzione del sistema educativo pubblico, o quelli che millantano violenze e intimidazioni da parte di maestri, studenti, docenti, facendo semplicemente passare le vittime per carnefici e il diritto di protestare per pericolosità sociale.

E' oramai un preciso dovere repubblicano l'impegno incessante, faticoso, sistematico per informare e aprire gli occhi dell'opinione pubblica, di chi ci sta intorno, di chi ci vive accanto ma non la pensa come noi. Domani potrebbe essere troppo tardi.

La prossima volta i neofascisti pretenderanno di sfilare con la daga sguainata e al passo dell'oca, e ciò verrà presentato all'opinione pubblica come normale, legittimo, volontà della maggioranza.

Intanto noi, sopraffatti dall'accelerazione degli eventi, staremo ancora interrogandoci se siamo intolleranti o meno a non accettare di sfilare al loro passo.

Svegliamoci!

«Il pubblico ha avuto appena una vaga e imperfettissima idea di ciò che è avvenuto nel 1921 e 1922. Le purghe di olio di ricino, le randellate, le spedizioni punitive, i bandi, le distruzioni e incendi di cooperative, camere del lavoro […] trovano appena cenni fuggevoli, attenuati, deformati nella cronaca dei nostri giornali.

La stampa italiana, fatte poche onorevoli eccezioni, aveva disertato il campo; aveva tradito la sua missione. […] Io ho sempre pensato che se la stampa italiana in quel periodo avesse dato prova di maggior coraggio e previdenza, il fascismo non avrebbe preso un così largo sviluppo o, almeno, non sarebbe caduto in tanti eccessi. Ma la stampa ha lasciato fare senza opporre alcuna seria resistenza. Il suo silenzio poteva benissimo interpretarsi come una approvazione, una giustificazione, una sanatoria. Nel fatto era una deplorevole complicità».

Mario Borsa, La libertà di stampa, Milano, Corbaccio, 1925.

Giornalismo partecipativo




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Non Osiamo Perché Le Cose Sono Difficili; Le Cose Sono Difficili Perché Non Osiamo. - Seneca