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Fwd:S.O.S Gaza



S.O.S. GAZA: NON SOLO SOLIDARIETA´
Il senso della nostra iniziativa S.O.S. GAZA va oltre la pur legittima esigenza di 
intervenire anche su un piano strettamente umanitario. La realtà è che l´aggressione a 
Gaza è una delle tappe più feroci del progetto sionista di pulizia etnica della 
Palestina, con un elemento di novità che rende questo progetto ancora più odioso. Gran 
parte delle vittime dei bombardamenti, infatti, è costituita da bambini, e quando 
parliamo delle vittime non ci riferiamo soltanto ai morti, ma anche alle migliaia di 
feriti che rischiano la vita per l´impossibilità di curarli adeguatamente. Se a questo 
aggiungiamo che nella Striscia di Gaza vi sono, attualmente, 40.000 donne incinte e 
riflettiamo sulle condizioni in cui sono costrette a trascorrere la gravidanza, emerge 
con grande chiarezza il fatto che ci troviamo di fronte ad una pulizia etnica su larga 
scala nei confronti non solo della popolazione odierna, ma pure verso le generazioni 
future.  

Di fronte a questa realtà, il sostegno alle strutture sanitarie e alla vita stessa dei 
Palestinesi non è per noi un gesto semplicemente umanitario, ma un contributo alla 
resistenza, come le manifestazioni, il boicottaggio dell´economia di guerra israeliana e 
tutte le iniziative che abbiamo costruito e continueremo a costruire. Vogliamo gestire 
questo aspetto della nostra attività così come abbiamo gestito tutti gli altri, vale a 
dire con la massima apertura ad ogni collaborazione e nella più rigorosa autonomia. In 
altre parole, non abbiamo e non vogliamo avere nulla a che spartire con le ignobili 
sceneggiate come quella cui abbiamo assistito pochi giorni or sono, quando le tv ci hanno 
mostrato le immagini di alcuni bambini palestinesi arrivati in Italia per essere curati 
dalla sanità della Regione Toscana, spacciandoli per piccoli feriti di Gaza. Non ci hanno 
detto, le nostre tv, che non si trattava di bambini feriti dai bombardamenti, poiché 
Israele aveva posto il veto nei loro confronti, ma di bambini affetti da malattie 
croniche, e infatti credo che, anche prima di sapere come stavano le cose, tutti avranno 
notato, come me, che le immagini mostravano bambini che camminavano sulle loro gambe e 
non presentavano la minima traccia di ferite o traumi. Questo è il livello di vergognoso 
inganno che abbiamo di fronte, e contro il quale dobbiamo continuare a batterci con ogni 
mezzo necessario.

La nostra iniziativa, insieme ai compagni dell´Unione Democratica Arabo Palestinese, è in 
continuità con il nostro impegno politico e si articola attraverso la raccolta di fondi 
per l´acquisto dei materiali necessari all´ospedale Al Awda, situato nel campo profughi 
di Jabalya, alla periferia di Gaza City, e con una costante pressione sul Ministero degli 
Esteri affinché venga favorita l´uscita da Gaza dei feriti e l´ingresso nella Striscia 
dei convogli umanitari, ed anche sulle Regioni, affinché sospendano le collaborazioni in 
essere con Israele e mettano a disposizione dei feriti palestinesi le strutture italiane, 
molte delle quali hanno già manifestato la loro disponibilità. Alla fine di febbraio, 
partirà per Gaza una delegazione di medici ed operatori sociosanitari, e per quella data 
vorremmo aver concluso la sottoscrizione, ovviamente sperando nel miglior risultato 
possibile. Per il momento, vorrei ringraziare tutti quelli che hanno già contribuito, da 
chi ha versato 1000 euro a chi ne ha versati 10, perché ogni singolo centesimo è utile e 
importante. Per il futuro, come sempre, buon lavoro a tutte e tutti.   

Germano Monti (Forum Palestina) 


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Mail: forumpalestina at libero.it          
Sito: http://www.forumpalestina.org  

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