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Re: I: Gruppi di lavoro



ACCADEMIA MEDITERRANEA PER L’AGROECOLOGICA E LA VITA (AMA LA VITA) - RETE ZEROGM

Richiesta di adesione alla Carta di Montebelluna contro gli OGM
PROPOSTE OPERATIVE GIURIDICHE E ISTITUZIONALI PER UNA MORATORIA ATTA AD EVITARE L’INTRODUZIONE DEGLI OGM IN ITALIA ED IN EUROPA

L’inviolabilità della Memoria Genetica di tutti gli Organismi Viventi (DNA), regolata da Leggi fisiche perfette, sancita dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, per il rispetto della Vita.

 

Carta di Montebelluna

 

ACCADEMIA MEDITERRANEA PER L’AGROECOLOGICA E LA VITA (AMA LA VITA)

L’inviolabilità della Memoria Genetica di tutti gli Organismi Viventi (DNA), regolata da Leggi fisiche perfette, sancita dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, per il rispetto della Vita.

 

Carta di Montebelluna

 

PROPOSTE OPERATIVE GIURIDICHE E ISTITUZIONALI PER UNA MORATORIA ATTA AD EVITARE L’INTRODUZIONE DEGLI OGM IN ITALIA ED IN EUROPA

 

Discusse al Convegno di Montebelluna (TV) 19 aprile 2009

OGM: UNA MINACCIA IRREVERSIBILE PER LA SALUTE E LE TRADIZIONI AGROALIMENTARI. LE ALTERNATIVE BIOLOGICHE E LOCALI PER I PROGRAMMI DI SVILUPPO RURALE

(Aggiornamento di Urbino, in occasione del Convegno delle Regioni OGM Free, 19 giugno 2009)

 

Premessa

Nel considerare questioni di natura giuridica sulla coesistenza della coltivazione di OGM con quella senza OGM intendiamo far rilevare, in modo particolare, sotto un profilo tecnico-agronomico, come questa coesistenza sia del tutto impossibile. Questo comporta che viene meno lo stesso presupposto su cui si fonda la coesistenza in itinere, ossia che sia possibile far coesistere le coltivazioni di OGM con quelle prive di OGM, senza che le prime (le vegetazioni GM) inquinino, irreversibilmente, le seconde (le vegetazioni non GM).

Supponendo, quindi, certo questo evento, dell’inquinamento irreversibile del territorio, una volta introdotti gli OGM nell’ambiente, si tratta di stabilire quali dei due diritti dovrebbe prevalere, quello di chi vorrebbe continuare a coltivare il prodotto convenzionale e/o biologico  o quello di chi vorrebbe coltivare i vegetali con OGM.

In sostanza, ogni altro problema, in merito, avrebbe un valore relativo e secondario rispetto a quello principale di stabilire quale delle due coltivazioni debba essere permessa e se una tale decisione possa essere riservata esclusivamente al legislatore, comunitario e nazionale, ovvero non sia il caso di promuovere consultazioni della popolazione prima di scegliere il da farsi, come già avvenuto per l’energia nucleare, tanto più che è la stessa Direttiva 2001/18/CE a prevedere queste consultazioni con il 10° “considerando” e gli artt. 9 e 32 (di recepimento, quest’ultimo, del Protocollo di Cartagena).

Constatiamo, con estrema amarezza, che i dibattiti fino ad ora svoltisi, anche tra i contrari agli OGM, non hanno approfondito con la dovuta e necessaria attenzione questo problema, fondamentale sotto ogni aspetto, perché, accertato l’inquinamento irreversibile del territorio, una volta introdotti nell’ambiente gli OGM, inutile risulta discutere sulla libertà di coltivazione degli stessi, dato che non sarebbe più possibile coltivare nel medio e lungo periodo i vegetali convenzionali, nè si potrebbe proporre ancora il miglioramento genetico dei medesimi, non potendo utilizzare aree agricole non inquinate.

Aggiungasi che le stesse Banche del seme, che stanno sorgendo a livello regionale per proteggere e garantire la biodiversità vegetale naturale autoctona, risulterebbero del tutto inutili, tenendo conto che la propagazione in purezza del seme tradizionale in territorio agricolo inquinato dagli OGM sarebbe assolutamente impossibile.

Ad ogni buon conto, risulta sbalorditivo che in questo stesso momento le Regioni dichiaratesi OGM free discutano, tra di loro, quali regole proporre, a livello comunitario, per attuare la indicata coesistenza e la creazione di distretti OGM free. Questo significa che le citate Regioni ritengono possibile questa coesistenza senza che si produca l’inquinamento irreversibile di tutte le aree.

In realtà esse accetterebbero contaminazioni da OGM in tutte le filiere agroalimentari, espropriando in tal modo un diritto individuale (quello di coloro che intendono ottenere produzioni agricole 100% libere da OGM) senza il presupposto di un interesse pubblico superiore.

 

Proposte

Di fronte all’impossibilità di evitare contaminazioni irreversibili e gereralizzate dell’Ambiente e dell’Agricoltura, qualora gli OGM fossero introdotti in qualsiasi forma di Coesistenza tra coltivazioni GM e non GM con conseguenti danni irreparabili ed eliminazione dal mercato delle filiere 100% OGM free, Tradizionali e Biologiche,

Sulla base dell’esperienza pluriennale dei maggiori paesi produttori di OGM (Canada, USA, Argentina, Brasile, Messico, India) che conferma l’inquinamento irreversibile del territorio e la conseguente impossibilità di far coesistere  aree OGM con aree OGM free,

In virtù della natura non vincolante della Raccomandazione della Commissione 2003/556/CE,

Di fronte alla mancanza di necessarie verifiche preliminari sull’inquinamento del territorio indotto dagli OGM, attraverso attività sperimentali che peraltro non possono essere fatte a cielo aperto con OGM, laddove si rischia di provocare una contaminazione irreversibile dell’ambiente, ma solo nei Paesi che hanno già introdotto a pieno campo la coltivazione di OGM,

Per il venir meno della libertà di iniziativa economica, in quanto essa non appartiene solo a chi intendesse coltivare OGM, ma anche a coloro che vogliono continuare a coltivare prodotti tradizionali e biologici non contaminati da OGM, i quali rappresentano un diritto precedente

A seguito dell'entrata in vigore del nuovo regolamento Europeo sull'Agricoltura Biologica, che consentirebbe la tolleranza di contaminazioni “accidentali” da OGM (senza etichettatura) anche nei prodotti biologici, così come negli alimenti convenzionali, violando in tal modo sia la liberta di scelta dei produttori che quella dei consumatori di non alimentarsi con OGM, seppur lasciando agli Stati membri la possibilità di istituire Marchi e garanzie Nazionali 100% OGM Free,

In conseguenza delle pressioni delle multinazionali che chiedono di coltivare OGM in Italia con la certezza di “naturale” (non accidentale), inevitabile ed irreversibile contaminazione di tutte le filiere agroalimentari, pretendendo l'accettazione di livelli di contaminazione da OGM generalizzati, quale strategia del "Cavillo di Troia" per ottenere autorizzazioni alle coltivazioni di OGM, che provocherebbero la distruzione del ruolo multifunzionale tradizionalmente svolto dal mondo rurale e la dipendenza dell'agricoltura e degli esseri umani dai proprietari di OGM Brevettati 

In considerazione del diritto precedente dell'agricoltura tradizionale e biologica, straordinariamente ricca di biodiversità autoctona inimitabile, tesoro prezioso ricevuto dal passato da trasmettere integro alle generazioni future, a rischio di erosione genetica e di contaminazione irreversibile del territorio e delle sementi da OGM, con conseguente minaccia per i diritti umani inviolabili  e la sovranità alimentare e nazionale

Sulla base delle recenti ricerche scientifiche indipendenti, che hanno accertato pericoli di danno irreversibile per la salute umana ed animale e per l’ambiente, causa la mancanza di una base scientifica e scarsa precisione ed affidabilità delle tecniche di manipolazione genetica, che creano organismi transgenici (OGM) in grado di autoriprodursi ed instabili nel tempo, con conseguenze imprevedibili per il nuovo organismo, la specie originaria naturale e gli altri esseri viventi che se ne alimentano

Al fine di garantire l’integrità della salute umana ed animale attraverso il rispetto del diritto Inviolabile della Memoria Genetica di Tutti gli esseri viventi e della Biosicurezza dalle contaminazioni ed iquinamenti da OGM dolosi e/o colposi, del territorio, delle coltivazioni e degli alimenti, con il risarcimento degli eventuali danni e costi di bonifica da parte dei responsabili dell’inquinamento stesso

Per l’opposizione alla coltivazione di OGM della grande maggioranza della popolazione italiana ed europea

A seguito delle decisioni di divieto delle coltivazioni GM da parte d molti paesi Europei, tra cui Grecia, Austria, Francia, Ungheria, Lussemburgo e Germania, ratificate dalle recenti decisioni del Consiglio dei Ministri UE

Considerata la Politica Europea di Sviluppo Rurale 2007-2013, fortemente orientata in senso Agroambientale, con oltre 100 miliardi di € stanziati, con misure prioritarie atte a compensare mancati redditi e maggiori costi agli agricoltori per l’acquisto di servizi utili alla collettività, forniti dalla riconversione biologica delle coltivazioni e degli allevamenti intensivi e dal ruolo multifunzionale Agroecologico rurale, 

A causa del Pericolo attuale di Danno irreparabile ed irreversibile alle Persone e all’Ambiente,  chiediamo urgentemente ai Ministri competenti ed alle Regioni Europee: 

1. Sulla base del Principio di Precauzione, applicando la clausola di salvaguardia (Dir.18/2001 CE) e la sussidiarietà, che l’Italia e gli Stati Europei bandiscano ogni forma di rilascio ambientale di OGM nei rispettivi territori nazionali e regionali, anche a livello sperimentale. L’art. 176 del Trattato UE codifica il principio della tutela più rigorosa del livello territoriale inferiore e comporta, da un lato, l’illegittimità di una normativa comunitaria che imponesse ai singoli Stati il divieto di misure precauzionali più rigide, dall’altro che le finalità ambientali possono essere realizzate dalla normativa regionale e nazionale, in materia di competenza propria o concorrente, proprio al fine di una maggiore protezione dell’ambiente. 

2. Che il Governi nazionali e le Regioni escludano norme di impossibile “Coesistenza“ essendo vano discutere sulla creazione di Distretti OGM free, basati su presunte distanze di semina degli OGM dalle coltivazioni tradizionali, attraverso cui si intenderebbe contenere (non si comprende in base a quale teoria scientifica) le conseguenti “naturali” (e non accidentali) contaminazioni entro ipotetiche soglie di “tolleranza”. Dal momento che ciò farebbe venir meno lo stesso presupposto su cui si basa la Coesistenza, per le contaminazioni in breve tempo irreversibili, che precluderebbero il diritto precedente di esistenza delle coltivazioni tradizionali e biologiche, oggi 100% libere da OGM. 

3. Che venga garantita la protezione del Germoplasma Autoctono e la conservazione della biodiversità quale patrimonio comune di tutti gli esseri umani e base fondamentale per il miglioramento genetico, generalizzando a tutte le coltivazioni l’esclusione degli OGM prevista dall’Art. 4 del DM 18/04/2008, Registro Nazionale delle Varietà di Conservazione (attuazione legge 6 aprile 2007 n. 46), secondo il quale “Sono escluse dal campo di applicazione del presente decreto tutte le varietà geneticamente modificate, così come definite dall’art. 1 del decreto- legislativo n. 212 del 24 aprile del 2001, o contaminate da varietà geneticamente modificate e sono vietati tutti gli usi delle varietà di cui al presente decreto finalizzate alla costituzione di varietà geneticamente modificate“. Altrimenti le stesse Banche del seme, che stanno sorgendo a livello regionale per garantire e proteggere la biodiversità vegetale tradizionale dall’erosione genetica, risulterebbero del tutto inutili, tenendo conto che la propagazione in purezza dei semi sarebbe impossibile in un territorio agricolo inquinato dagli OGM. E’ necessario riconoscere diritti pubblici per le comunità locali, in caso di usi privati del Germoplasma Autoctono delle Regioni. 

4. Il mantenimento della Tolleranza Zero OGM nelle sementi di qualsiasi natura prodotte, importate e commercializzate in Italia ed in Europa con lettura in senso qualitativo, in base al LOD (limite di rilevabilità) dei risultati delle analisi, senza nessuna approssimazione, dal momento che la legge prevede l’assenza di ogm nelle sementi. Contestuale divieto di importazione di sementi da aree o nazioni che permettono coltivazioni di OGM, con tolleranza zero ed obbligo di test di presenza / assenza sui lotti di semente in partenza dalle zone d’origine. 

 5. Al Ministro per le Politiche Agricole On. Luca Zaia ed ai Ministri e Governi degli altri Stati europei di recepire, con Decreto ad hoc, la Dir. 2001/18/CE, indicendo la consultazione popolare sugli OGM, obbligatoria e preliminare alle decisioni in materia. Tale consultazione popolare non può essere effettuata via internet, in quanto non consente a tutti i cittadini la possibilità di esprimere la propria volontà. Contestuale mantenimento della tolleranza zerogm nei prodotti biologici come in quelli convenzionali, in attesa del Referendum popolare.

 6. Sulla base delle recenti ricerche scientifiche che hanno accertato Pericoli di danno irreparabile alla  salute umana e animale e per l’ambiente, applicando il Principio di Precauzione e la Dir. 2001/18/CE, che venga decretata una Civile Moratoria con sospensione sine die delle importazioni e  commercio di OGM e derivati, in attesa di ulteriori ricerche "indipendenti" sui rischi sanitari. Evitando inutili sperimentazioni di coltivazioni OGM che potrebbero contaminare irreversibilmente il territorio nazionale.

 7. La revisione delle procedure per i pareri scientifici dell'EFSA, che devono basarsi su Ricerche indipendenti e non sui dati forniti delle ditte produttrici di OGM, in palese conflitto di interesse.

Assoluta indipendenza dei membri dell’EFSA, con limitazione dei pareri alla sicurezza alimentare ed esclusione degli aspetti ambientali, non di pertinenza di tale Ente.

 8. Dal momento che in Italia, come nella maggior parte dei paesi UE, gli OGM non sono coltivati e non sussistono pertanto rischi di contaminazioni delle filiere di prodotti agricoli nazionali, sulla base del Reg. 834/2007CE sull’Agricoltura Biologica e dalla clausola di salvaguardia (Dir. 2001/18/CE), di stabilire l’assenza di OGM nei Prodotti Biologici e Tradizionali italiani, senza indicazioni di limiti di rilevabilità arbitrari che possono nascondere soglie di tolleranza. Di istituire il Test di presenza/assenza di tipo qualitativo per il rilevamento di qualsiasi livello di presenza accidentale di OGM, in eventuali materie prime importate, per il diritto dei consumatori alla corretta informazione e la gestione di eventuali contaminazioni ed inquinamenti dei prodotti e dell’ambiente. Istituzione di un eventuale Logo Nazionale sul Biologico e garanzia della possibilità di marchi privati che certifichino l’assenza di OGM, previsti dal Reg. 834/2007 CE. 

9. L’applicazione del criterio di responsabilità penale secondo il principio di “chi inquina paga“ i danni da contaminazioni o inquinamenti da OGM e le spese per l’eventuale bonifica. Oltre ad eventuali danni accertati alla salute umana ed animale.

 10. Di definire corrette procedure atte ad evitare le contaminazioni accidentali di OGM nelle filiere biologiche e tradizionali, previste dal Reg. 834/2007 CE sul Biologico e dalle normative sull’etichettatura degli OGM. In osservanza della Dir. 2001/18/CE la quale prevede che “gli  Stati membri possono adottare tutte le misure opportune per evitare la presenza involontaria di ogm in altri prodotti“.

 11. Il divieto di importazione di ogm per qualsiasi uso o destinazione sotto forma di semi vivi (per produzione di Mangimi, Biocarburanti, Agrofarmaceutici, Cotone, ecc.) che potrebbero inquinare e/o contaminare l’ambiente in maniera irreversibile. Obbligo di devitalizzazione/macinazione degli OGM eventualmente importati.

 12. Che l'Italia e gli altri Stati e Regioni europee si adoperino per un Bando mondiale sulla produzione e rilascio ambientale di OGM, con ricorso al tribunale per i diritti Umani Internazionali e per la Libertà di Iniziativa economica e Commercio. Di sancire il diritto inviolabile all’integrità della Memoria Genetica di tutti gli esseri viventi (DNA), nel rispetto della Vita e delle leggi perfette della Natura.

 13. Che le Regioni Italiane interpellino la Corte Costituzionale, scavalcando il Diritto Comunitario, per la tutela degli Art. 9 e 32 della Costituzione, in materia di diritto alla salute e all’integrità ambientale e per il rispetto della libertà di scelta e di iniziativa economica dei produttori e consumatori. (Persistente autorizzazione al commercio di OGM pericolosi, e rilascio ambientale di OGM, omissione di etichettatura, ecc.). Che le altre Regioni europee si attivino analogamente  in tal senso.

 14. Di promuovere a livello collettivo le conoscenze scientifiche sugli effetti nefasti sulla salute e l’ambiente degli OGM ed attivare, insieme ad associazioni di altre nazioni, un coordinamento d’azioni a livello europeo  volte ad impedire l’introduzione degli OGM nell’ambiente.

 15. Di ricorrere in Corte di Giustizia per l’abrogazione dei diritti di brevetto sul DNA o suoi frammenti, patrimonio comune di tutti gli esseri umani. Anche perchè gli OGM e il DNA non sono stabili e i cosiddetti geni (frammenti di DNA) non sono invenzioni ma scoperte e, pertanto, patrimonio dell’umanità. Ciò al fine di evitare che pochi soggetti si impadroniscano della catena agroalimentare europea, con forte penalizzazione della qualità dei prodotti.

 16. Di promuovere una indagine interparlamentare approfondita, con diretta verifica di quanto evidenziato da Marie-Monique Robin nel libro “Il mondo secondo Monsanto”, Arianna Editrice, 2009, che riferisce fatti di inaudita gravità, non potendosi, in temi di questa natura, sottrarre dal parere di una eventuale Commissione nazionale ed internazionale di inchiesta. Ed eventualmente avviare azioni legali collettive (Class Action), supportate da associazioni di categoria e consumatori per la tutela pubblica della salute e dell’integrità ambientale, nei confronti delle Multinazionari produttrici di OGM e Pesticidi di accertata pericolosità, causa di inquinamento ambientale e biologico irreversibile.

17. Il divieto immediato di somministrazione di alimenti contenenti ogm negli appalti pubblici di ristorazione.

 18. Di Sviluppare le alternative Agroecologiche praticabili (Agricoltura e Zootecnia Biologica) in linea con i recenti Programmi Europei di Sviluppo Rurale Agroambientale (oltre 100 miliardi di € stanziati dall'UE nel periodo 2007-2013) e gli impegni del protocollo di Kyoto. Evitando le applicazioni non conformi che da 15 anni contrastano con gli obiettivi comunitari di riconversione all’agricoltura Biologica e sostituzione degli inputs chimici (Relazione 3/2005 della Corte dei Conti UE e precedenti). Con esclusione da qualsiasi aiuto comunitario in caso di produzioni agricole ed agroalimentari contaminate da ogm

 Si propone inoltre alla cittadinanza Italiana ed europea:

 - Di depositare il Testo di un Referendum consultivo sugli ogm con la proposta di legge istitutiva d’iniziativa popolare, sulla quale raccogliere le firme attraverso un comitato promotore. Con contestuale invio della Proposta di Legge istitutiva a tutti i Parlamentari Nazionali, affinché venga posta all’ordine del giorno per l’approvazione.

 - Di attivarsi presso un Giudice ordinario in qualitò di produttori che intendono mantenere i loro raccolti e/o prodotti agroalimentari 100% liberi da OGM e di consumatori che intendono tutelare il diritto alla corretta informazione, contro le soglie di tolleranza di OGM senza etichettatura (occultamento di OGM), nel caso non si attivino i governi europei, con iniziative legislative nazionali, atte a garantire filiere agroalimentari 100% libere da OGM

 Non Osiamo Perché Le Cose Sono Difficili; Le Cose Sono Difficili Perché Non Osiamo - Seneca

 Documetno redatto a cura del Dr. Giuseppe Altieri, 8 aprile 2009

Ultima revisione: 18 giugno 2009

 Hanno contribuito e sottoscritto:

 
Enrico Lucconi, Direttore Asseme
Pietro Perrino, CNR – Ex.  istituto del germoplasma di Bari
Miguel A. Altieri, Agroecologo – Università di Berkeley (Ca)
Michele Trimarchi, Presidente ISN
Federico Fazzuoli, Giornalista Televisivo

Giuseppe Nacci, Medico

Franco Libero Manco, Ass. Vegetariana

Maria Teresa Maresca, Medico Naturopata

Patrizia Gentilini, Oncologa ISDE

Marina Mariani, Politecnico per il Commercio, Milano

Stefano Maini, Entomologo Università di Bologna

Giovanni Burgio, Entomologo Uiversità di Bologna

Costantino Vischetti, Chimico Università di Ancona

Graziella Picchi, autrice dell’Atlante prodotti tipici italiani

Giovanni Malatesta, Fisico ed Agricoltore

Gaspare Buscemi Enologo Artigiano, Cormons  GO

 Associazione SUM (Stati Uniti del Mondo)

CTPB (Coordinamento Toscano Produttori Biologici)
Associazione Italiana per l’Agricoltura Biodinamica - Presidente Franco Pedrini
ASCI (Ass. Di Solidarietà per la Campagna Italiana)
Istituto di Medicina Naturale di Urbino
Consorzio Terra Bio, Urbino
Coop La Terra e il Cielo - Loris Asoli e Bruno Sebastianelli
Mimmo Tringale, Direttore AAM Terra Nuova

Arianna Editrice

Edilibri – Milano

Ass. European Consumers Marco Tiberti e Vittorio Marinelli,

AVI (Associazioe Vegetariana Italiana), Presidente Carmen Somaschi

Ciro Aurigemma, Psicologo ISN, Resp. AVI Ecologia (Ass. Vegetariana Italiana). comitato ecologia Mandor della pace

Radio Gamma 5 – Padova

Ist. MARENOSTRUM – Austria

Nerina Negrello, Pres. Lega Naz.le Contro la Predazione d’Organi e la Morte a Cuore Battente

Le Donne dell'AED, Associazione Educazione Demografica

Sonia Toni, Giornalista

Il giorno 26/giu/09, alle ore 22:18, Gruppo Sociale ha scritto:



----- Messaggio inoltrato -----
Da: Massimo Marco Rossi <multimediarecords at alice.it>
A: Yvan Rettore <grupposocialeprogressista at yahoo.it>
Inviato: Venerdì 26 giugno 2009, 16:23:41
Oggetto: Gruppi di lavoro 

Alcuni possibili Gruppi di lavoro di cui al punto 2 dell'Ordine del Giorno della riunione del 28 giugno a  Padova:

Gruppo 1 - Ambiente ed Energie rinnovabili- Impronta Ecologica - Rifiuti Zero - Difesa e recupero della qualità dell'aria, dell'acqua, della terra.
Gruppo 2 - Istruzione - Formazione - Cultura - Ricerca - 
Gruppo 3 - Comunicazione - Informazione.
Gruppo 4 - Difesa della Costituzione . Studio di possibili aggiornamenti per favorire massima Trasparenza e  Democrazia Partecipativa Diffusa, nelle Aziende, nei Territori, in tutte le strutture        private e pubbliche del Paese; Pieno rispetto dei diritti civili di tutti i residenti,Progressiva trasformazione delle strutture belliche in attività e servizi per la vita.
Gruppo 5 - Pianificazione e Programmazione democratica delle attività produttive e dei relativi flussi finanziari ( resi  del tutto trasparenti per chiunque ) dal livello  delle singole Aziende ai              diversi livelli territoriali  delle  Aree vaste  e degli ambiti Regionali e Nazionali, con lo scopo di  realizzare la Piena Occupazione, il controllo e la neutralizzazione delle nocività in
    filiere produttive ( dalle materie prime, all'energia,al riutilizzo degli scarti finali e dei rifiuti ) sempre più efficienti ed  ecocompatibili .
Gruppo 6 - Salute individuale e collettiva. Fisica e Psichica . Equilibrio di  interventi  formativi, preventivi, curativi riabilitativi, di reinserimento sociale.
Gruppo 7 - Democrazia  Sovranazionale. La dimensione Continentale Europea . La dimensione Planetaria liberata da qualsiasi forma di imperialismo Culturale - Economico - Bellico.


Gruppo 8 - Tecnico-Operativo  con compiti di  portavoce del Forum, di collegamento e valorizzazione  di iniziative comuni con altre realtà analoghe nel territorio Regionale, Nazionale,               Internazionale.

Si intende che i 7 Gruppi di Lavoro TEMATICI  sono invitati a discutere gli argomenti di competenza con costante riferimento alle realtà conosciute nel territorio in cui si vive ( evidenziare puntualmente i No  all'esistente o a progetti ritenuti negativi e le possibili soluzioni alternative ) in un'ottica di trasformazione sostanziale che realizzi armonicamente gli  obbiettivi di innovazione identificati dagli altri gruppi.

Tanto più il Gruppo 8  dovrà accentuare questa regola di  comportamento dei 7 7 Gruppi
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