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Diritti dei lavoratori






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PIL pubblico & PIL privato
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L'estrema voracità dei presidi industriali e finanziari, che hanno divorato non solo gran 
quantità delle ricchezze esistenti ma perfino altre ancora da realizzare. Un naturale 
limite di disponibilità delle risorse globali, che con l'aumento dei prezzi ributta giù 
la crescita economica ogni volta che prova a rialzar la testa. Tutto questo insieme di 
cose ha causato una forte crisi economica che ancora si prolunga, costringendoci a 
rivedere tutte le nostre convinzioni in materia. Mentre sempre più forte si leva l'urlo 
dei lavoratori, i quali giustissimamente reclamano ciò che in una società, che si 
pretende sia evoluta, non dovrebbe essere nemmeno in forse: piena garanzia di un lavoro e 
di un reddito. 

Ma è a questo punto che, osservando privi di preconcetti quanto accade, si scopre 
qualcosa che non quadra. Molto spesso infatti i lavoratori insorgono contro imprese 
private pretendendo da esse la suddetta garanzia. Ricalcando pari pari un approccio ormai 
tradizionale, risalente al secolo scorso, si pretende che le imprese private non 
licenzino bensì continuino a fornire la stessa quantità occupazionale di sempre. 
Nonostante che nel frattempo le varie situazioni siano drasticamente mutate. Il colpevole 
di sempre, contro cui si scagliano concordi i lavoratori, è un sempre rimasto controverso 
capitalismo: ché da una parte lo si aborrisce, ma guai se si permette di provare a 
decrescere! 

In effetti, un gran numero di imprese private hanno, a più riprese, fatto ricorso ad 
abbondanti quantità di denaro pubblico, sarebbe a dire della collettività. Per la qual 
cosa, da un certo punto di vista, potrebbe apparire giusto che i lavoratori pretendano da 
esse le necessarie garanzie occupazionali. Tuttavia, praticando sempre l'obiettività, si 
percepisce pure che in effetti vi è una forte componente di irrazionalità nel pretendere 
dai privati quanto solo la collettività potrebbe, e dovrebbe, elargire per sua stessa 
natura e scopo. Davanti ai nostri occhi rimane un grosso vuoto che, ad un certo punto, 
non può non esplodere nella domanda: ma che fine hanno fatto le imprese pubbliche? ..."



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Osservazioni, critiche, suggerimenti ben graditi.



Danilo D'Antonio

Monti della Laga
Teramo - Abruzzo