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Re: [semprecontroguerra] apriamo un dibattito sulla emigrazione



Movimento per la società di giustizia e per la speranza - Arrigo Colombo
Risposta a Pietro Ancona sull'immigrazione
Non credo si possa parlare di bloccare l'immigrazione. Essa si basa su alcuni fondamentali principi acquisiti alla coscienza umana: così il principio che "la Terra è di tutti", nessun popolo può considerare esclusivamente suo il territorio che occupa, ed escluderne gli altri; la Terra appartiene all'umanità intera. Così il principio fraterno e dell'unica famiglia umana; per cui l'immigrato dev'essere accolto come fratello, a lui si deve fraternamente provvedere, casa, lavoro, assistenza.
L'immigrazione è inoltre un fenomeno universale che deve superare le divisioni createsi tra i popoli e ricomporre l'universale unità umana.
Il problema dell'accoglienza da parte dei popoli ricchi non è un problema serio: l'accoglienza è possibile, è anzi per lo più necessaria alla loro espansione economica.
Si pone invece il problema della perdita di forza lavoro giovanile e virile che i popoli dell'emigrazione subiscono, in particolare i popoli che già sono poveri. Oltre che il problema del disagio e della sofferenza cui l'emigrante va incontro nel suo tentativo d'immettersi in una società del benessere; e il problema delle famiglie e del loro profondo disagio. In tal senso è urgente che i popoli ad economia avanzata, i popoli ricchi, intervengano non con leggi preclusive, con rimpatri forzati, che sono contro il diritto dei popoli.
Ma con progetti di sviluppo economico, progetti rispondenti alle possibilità del territorio; corredati certo da aiuti corrispettivi; non però da indiscriminati aiuti ai governi e alla classe dirigente che spesso se li appropria, o li traduce in armamenti, o in inutili monumenti, come già tante volte è accaduto. 
In tal senso l'Unione Europea, come sodalizio di pace e di spirito fraterno, dovrebbe creare un istituto di progettazione ed intervento per i paesi sottosviluppati, in particolare per i paesi africani. Dovrebbe creare anche un centro di monitoraggio dell'immigrazione per potervi più adeguatamente provvedere. Istituti del genere sono stati già proposti, ma incontrano difficoltà a realizzarsi.
 
----- Original Message -----
Sent: Friday, August 28, 2009 2:40 PM
Subject: [semprecontroguerra] apriamo un dibattito sulla emigrazione

  Si può bloccare l'emigrazione?
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Molti barconi si caricano fino all'inverosimile di disperati disposti ad affondare per sempre nel mediterraneo piuttosto che restare nelle loro terre martoriate da guerre. carestie, bombardamenti, siccità, invasioni.....
 
Ebbene tra le tante migliaia di questi disperati non si è mai registrata una presenza di cittadini libici o di cittadini algerini. Come si spiega? Perchè non fuggono dal tanto vituperato dittatore o dal fondamentalismo musulmano che affligge l'Algeria?
 
Bisogna riflettere su questo dato per domandarsi: se la gente non fugge dalla Libia e dall'Algeria mentre milioni di disperati attraverso il Sahara e si accalcano sulla riva del mare in attesa di un gommone, di un passaggio, è possibile che anche negli altri Paesi si può bloccare l'emigrazione, l'emorragia che si porta via la parte giovane e vitale della popolazione.
 
Non voglio certamente esaltare il regime di Gheddafi o quello algerino. Ma non c'è dubbio che sia assai sommaria, superficiale e di parte l'esecrazione che in Italia circonda il primo e l'indifferenza diffidente del secondo.
 
Per non discutere attraverso la stereotipo neocolonialista occidentale che  ci fa giustificare la presenza di truppe italiane in Afghanistan a sostegno di un governo di criminali trafficanti di droga e gridare allo scandalo per le frecce tricolori che mandiamo in Libia e che cancellano le nubi di iprite lanciate dagli aerei di Mussolini,
sarebbe opportuno aprire una discussione dalla quale si potrebbe scoprire che certamente è possibile bloccare l'emigrazione non con le leggi naziste ed i lagers ma con una buona politica di aiuto al rientro alla normalità di tanti paesi africani.
 
 
 
 
 
 
 

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