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Re: Re: [semprecontroguerra] apriamo un dibattito sulla emigrazione



A Pietro Ancona
Il diritto a spostarsi è ancora più forte quando interviene il bisogno, la necessità vitale. Questo dev'essere riconosciuto e assecondato. E' ignobile e ingiusto, contrario al diritto dei popoli che l'immigrato sia considerato come un estraneo che si appropria dei nostri beni; e quindi bloccato, perseguito, espulso; anziché essere accolto e aiutato. Quanto al diritto di rifugio politico, esso è ampiamente sancito.
Un saluto fraterno da Arrigo Colombo.


----- Original Message ----- From: <pietroancona at tin.it>
To: <arribo at libero.it>
Sent: Sunday, August 30, 2009 6:07 AM
Subject: R: Re: [semprecontroguerra] apriamo un dibattito sulla emigrazione



Naturalmente mi riferivo alla emigrazione per necessità e non al
diritto delle persone di spostarsi dove ritengono di potersi realizzare
meglio. Mi pare che questo fosse chiaro dal testo che ho scritto. Dalla
eritrea e dalla nigeria o dall'irak o dalla palestina le persone
scappano inseguite dalle bombe e si tratta quasi sempre di bombe
"occidentali".
Pietro Ancona
----Messaggio originale----
Da:
arribo at libero.it
Data: 29-ago-2009 11.20 PM
A: <pietroancona at tin.it>
Cc: <dirittiglobali at peacelink.it>
Ogg: Re: [semprecontroguerra] apriamo
un dibattito sulla emigrazione

Movimento per la società di giustizia e
per la speranza - Arrigo Colombo
Risposta a Pietro Ancona
sull'immigrazione
Non credo si possa parlare di bloccare
l'immigrazione. Essa si basa su alcuni fondamentali principi acquisiti
alla coscienza umana: così il principio che "la Terra è di tutti",
nessun popolo può considerare esclusivamente suo il territorio che
occupa, ed escluderne gli altri; la Terra appartiene all'umanità
intera. Così il principio fraterno e dell'unica famiglia umana; per cui
l'immigrato dev'essere accolto come fratello, a lui si deve
fraternamente provvedere, casa, lavoro, assistenza.
L'immigrazione è
inoltre un fenomeno universale che deve superare le divisioni createsi
tra i popoli e ricomporre l'universale unità umana.
Il problema
dell'accoglienza da parte dei popoli ricchi non è un problema serio:
l'accoglienza è possibile, è anzi per lo più necessaria alla loro
espansione economica.
Si pone invece il problema della perdita di forza
lavoro giovanile e virile che i popoli dell'emigrazione subiscono, in
particolare i popoli che già sono poveri. Oltre che il problema del
disagio e della sofferenza cui l'emigrante va incontro nel suo
tentativo d'immettersi in una società del benessere; e il problema
delle famiglie e del loro profondo disagio. In tal senso è urgente che
i popoli ad economia avanzata, i popoli ricchi, intervengano non con
leggi preclusive, con rimpatri forzati, che sono contro il diritto dei
popoli.
Ma con progetti di sviluppo economico, progetti rispondenti
alle possibilità del territorio; corredati certo da aiuti
corrispettivi; non però da indiscriminati aiuti ai governi e alla
classe dirigente che spesso se li appropria, o li traduce in armamenti,
o in inutili monumenti, come già tante volte è accaduto.
In tal senso
l'Unione Europea, come sodalizio di pace e di spirito fraterno,
dovrebbe creare un istituto di progettazione ed intervento per i paesi
sottosviluppati, in particolare per i paesi africani. Dovrebbe creare
anche un centro di monitoraggio dell'immigrazione per potervi più
adeguatamente provvedere. Istituti del genere sono stati già proposti,
ma incontrano difficoltà a realizzarsi.

 ----- Original Message
----- From: pietroancona at tin.it
 To: Undisclosed-Recipient:;

Sent: Friday, August 28, 2009 2:40 PM
 Subject: [semprecontroguerra]
apriamo un dibattito sulla emigrazione


   Si può bloccare
l'emigrazione?
 =======================
 Molti barconi si caricano
fino all'inverosimile di disperati disposti ad affondare per sempre nel
mediterraneo piuttosto che restare nelle loro terre martoriate da
guerre. carestie, bombardamenti, siccità, invasioni.....

 Ebbene tra
le tante migliaia di questi disperati non si è mai registrata una
presenza di cittadini libici o di cittadini algerini. Come si spiega?
Perchè non fuggono dal tanto vituperato dittatore o dal fondamentalismo
musulmano che affligge l'Algeria?

 Bisogna riflettere su questo dato
per domandarsi: se la gente non fugge dalla Libia e dall'Algeria mentre
milioni di disperati attraverso il Sahara e si accalcano sulla riva del
mare in attesa di un gommone, di un passaggio, è possibile che anche
negli altri Paesi si può bloccare l'emigrazione, l'emorragia che si
porta via la parte giovane e vitale della popolazione.

 Non voglio
certamente esaltare il regime di Gheddafi o quello algerino. Ma non c'è
dubbio che sia assai sommaria, superficiale e di parte l'esecrazione
che in Italia circonda il primo e l'indifferenza diffidente del
secondo.

 Per non discutere attraverso la stereotipo neocolonialista
occidentale che  ci fa giustificare la presenza di truppe italiane in
Afghanistan a sostegno di un governo di criminali trafficanti di droga
e gridare allo scandalo per le frecce tricolori che mandiamo in Libia e
che cancellano le nubi di iprite lanciate dagli aerei di Mussolini,

sarebbe opportuno aprire una discussione dalla quale si potrebbe
scoprire che certamente è possibile bloccare l'emigrazione non con le
leggi naziste ed i lagers ma con una buona politica di aiuto al rientro
alla normalità di tanti paesi africani.

 pietroancona at tin.it
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