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Un rispetto forzato con le armi






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Conflitto d'interessi
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Non appena si odono tali parole, di questi tempi la mente si focalizza subito su qualcuno 
in particolare. In realtà il conflitto d'interessi è pratica piuttosto diffusa. Ad 
esempio lo statale Renato Brunetta non potrebbe occuparsi di uno riammodernamento della 
Funzione Pubblica. Brunetta, essendo lui per primo uno statale, è estremamente facile che 
non si avvicinerà mai ai veri problemi della P.A. perché ne è parte a vita ed ha quindi 
forti interessi in causa.

Rileggiamo quel che dice mamma Wikipedia:

"Si verifica un conflitto di interessi quando viene affidata un'alta responsabilità 
decisionale ad un soggetto che abbia interessi personali o professionali in conflitto con 
l'imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venire meno visti i propri 
interessi in causa ..."

http://it.wikipedia.org/wiki/Conflitto_di_interessi


Ora: che un tale genere di persone, che proprio non si possono definire progressiste, 
ricoprono un ruolo pubblico in conflitto d'interessi con le attività che procurano loro 
un vantaggio economico, ci contraria e ci rattrista molto, senza alcun dubbio. Ciò che 
però più deve sconvolgere noi progressisti, ciò su cui urge puntare lo sguardo per porvi 
definitivo rimedio, è il fatto che lo stesso Movimento Progressista, quel vasto insieme 
di persone e gruppi che vorrebbero un mondo ben messo, sta venendo letteralmente 
annientato dal conflitto d'interessi.

Ogni giorno ci raggiunge notizia di una o più iniziative che hanno come oggetto i più 
svariati temi a noi cari: il bene comune, la democrazia, la partecipazione, la 
cittadinanza critica, una nuova politica, la società civile, etc. etc. Ebbene: che ci 
fanno tutti quegli statali tra i relatori di tali convegni e seminari? Come possono 
persone che hanno messo al centro del loro Universo culturale e morale l'assunzione a 
vita in ruoli che sono invece di proprietà collettiva, persone che tra l'interesse e la 
volontà del popolo e l'interesse e la volontà della casta al potere sceglieranno sempre 
quest'ultime, come possono persone del genere, che accettano di tenere ancora in vita un 
sistema autoritario risalente a più di un secolo fa, essere obiettivi testimoni della 
nostra epoca e presentare genuine proposte tese a far evolvere la società?

Cari giovani e meno giovani che veracemente anelate l'evoluzione sociale, cerchiamo 
insieme di capire per bene la trappola in cui siamo caduti. Che genere di bene comune, di 
democrazia, di partecipazione, di cittadinanza critica, di nuova politica, di società 
civile, potrebbe essere sognata da uno statale? Visto che proprio gli statali hanno 
continuato ad inficiarsene di tutto ciò e ad osteggiarlo anche dopo l'avvento della 
repubblica, anche dopo l'arrivo di una forma di società che doveva essere a 
partecipazione collettiva ed ancora, proprio per loro impedimento, ancora non riesce ad 
esserlo?


Ed allora, carissimi Progressisti, vi dico: esultiamo! Finalmente si è capito perché il 
progresso della società umana si è fermato: gli statali infiltrati nel Movimento 
Progressista ci hanno metodicamente deviato e ci deviano ancora sviandoci dalla corretta 
visione e dal giusto approccio. In tutti questi anni gli statali, cavalcando le varie 
ondate culturali, hanno fatto regolarmente incetta di buone idee progressiste per 
privarle del loro potere rivoluzionario mantenendole vuote parole. Proprio così il nostro 
progresso s'è fermato circa mezzo secolo fa. Ma adesso, scoperto l'inghippo, possiamo 
essere certi che ripartirà!

D'ora in poi, cari Progressisti, nelle nostre iniziative non ci sia più un solo statale 
che non si sia prima dichiarato pubblicamente favorevole alla periodica restituzione al 
popolo dei ruoli pubblici. Soltanto quegli statali che avranno accettato l'idea di essere 
semplici cittadini alla pari con noi tutti, stìano con noi e tra noi. Se finora la 
presenza di statali, in particolare di dotti provenienti da università comunemente 
riconosciute essere dei feudi baronali, è stata ricercata perché dava un tocco di 
ufficialità alla cosa, da ora in poi il nuovo STANDARD PROGRESSISTA, e la nuova 
ufficialità, sìa rigorosamente a-statale, privo di statali.


Carissimi, la vita è semplice. E' sì vero che categorizzare non è quasi mai bene. 
Tuttavia in questo caso ci aiuta a mettere a fuoco la fedeltà ai padroni ed al sistema 
imperante cui sono costretti, appunto come categoria, coloro che accettano a vita un 
ruolo della Funzione Pubblica, un complessivo bene che è di proprietà di tutto il popolo 
italiano e non può essere ceduto vita natural durante.

E' questo lo shift concettuale che ci separa dal realizzare i nostri sogni, dalla 
garanzia di un reddito per tutti, alle libertà individuali, ad una condizione di vera 
democrazia. Ogni giorno non solo in Italia ma nel mondo intero si verificano episodi 
tristi, assurdamente tragici, inumani, che mai avverrebbero se le persone, come semplici 
cittadini, si avvicendassero nei ruoli della Funzione Pubblica.

Alternandoci, cadrebbe a terra l'ultra secolare muraglia eretta dagli statali intorno al 
potere, a sua protezione ed a sbarramento dei deboli. Il potere non potrebbe più quindi 
comportarsi malamente e ciònonostante pretendere dal popolo un RISPETTO FORZATO dalla 
minaccia delle sue armi. Il potere sarebbe invece finalmente costretto a comportarsi bene 
per godere della SPONTANEA STIMA della popolazione.


Cambiare il mondo è estremamente semplice. Non serve prendersela coi potenti. E' invece 
più che sufficiente fare bene il nostro lavoro di Progressisti. Noi esseri umani possiamo 
farcela a realizzare tutti i nostri sogni semplicemente smettendo di chiedere ai potenti 
e facendo noi per primi esattamente ciò che deve essere fatto: affermando quindi per 
prima cosa, in ogni modo, con ogni arte e per ogni dove, che in una Democrazia, in una 
Repubblica, non possono esserci degli statali poiché trattasi di società a partecipazione 
collettiva.


Danilo D'Antonio

Laboratorio Eudemonìa
Monti della Laga
Appennino Centrale

tel. 339 5014947
skp. hyper.linker


http://www.hyperlinker.com/ars/partecipazione.htm
http://il-gran-complotto-degli-statali.hyperlinker.org