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Re: Presenza del Crocifisso e laicità dello Stato. Documento da inviare e diffondere se condiviso



Movimento per la società di giustizia e per la speranza
Caro Davide,
i cambiamenti di cui tu parli se li è dati la società civile stessa attraverso i suoi rappresentanti, il parlamento. Così il divorzio ( ma teologi anche maggiori, come Haering, dubitano che nel vangelo si affermi il matrimonio indissolubile come norma; solo come ideale!), l'aborto (che lo stato ha rinunziato a colpire per la sua complessità); la convivenza prima del matrimonio è spesso consigliata; l'omosessualità, secondo i maggiori teologi, non ha alcuna valenza morale, è un modo d'essere, secondo il quale si vive (vedi il rapporto della Società teologica americana, in italiano col titolo "La sessualità umana"). Questo per chiarire che v'è una società civile in maggioranza cristiana che evolve e matura, e che è distinta dal potere ecclesiastico e dalle sue posizioni spesso retrograde. Questa società cristiana ha pieno diritto di esporre il crocifisso nei pubblici uffici come segno della sua identità, e anche della sua moralità e dei suoi ideali, che sono poi ideali universalmente umani. Se poi vorrà rinunziarci, lo farà attraverso il parlamento. Ci sono anche le interferenze del potere ecclesiastico, che devono essere condannate perché ledono l'autonomia dello stato, sancita pure dal concordato.
Un saluto fraterno da Arrigo



Qui non si tratta di negare la storia e la società, fuori dalle scuole è
pieno di chiese che possiamo anche visitare come turisti!
I libri di storia possono parlare ampliamente del ruolo che ha avuto la
chiesa nella cultura italiana ma questo è un altro discorso.
Tu potresti anche aver ragione ma il tutto può funzionare finchè la
società non muta: cambiano i modi di vedere e di pensare.
In 40 anni è stato accettato il divorzio, l'aborto, la convivenza prima
del matrimonio, ora si stanno accettando anche l'omosessualità (tranne
alcuni casi di cronaca isolati) e i figli in una coppia non sposata.
Cambiano le mentalità per cui non dovrebbe essere un dramma accettare
cambiamenti che prima erano intoccabili.
Altrimenti non capirei perchè il crocifisso deve restare e invece non
circolare nelle scuole certi insegnamenti universali del vangelo: tipo
non ammazzare e ama il prossimo tuo.
Ciao,
Davide

Il 02/02/2010 23.48, Arrigo Colombo ha scritto:
Movimento per la società di giustizia e per la speranza
Caro Davide, il punto chiave del nostro discorso è il rapporto stato
società civile; lo stato non inteso come una struttura sovrapposta ma
come la società civile che si organizza, attraverso la cessione di
diritto che fa lo stato. Si organizza secondo la sua storia, tradizione,
cultura; che è quella di una società in grande prevalenza cristiana.
Perciò le grandi feste, perciò il crocifisso. Con ciò non fa nessuna
offesa né alle altre religioni minoritarie né ai non credenti, coi quali
ha in comune i diritti fondamentali, la libertà di coscienza, il
rispetto della dignità di ognuno. Perché voler negare la storia e la
cultura di una società?
Penso che i non credenti, più che adontarsene, dovrebbero partecipare a
quanto di buono e di giusto la società cristiana porta in sé. Così come
le altre religioni. Così come penso debba essere rispettato e ammirato
il Buddha nella via che ha tracciato per ovviare al dolore umano e
raggiungere una suprema saggezza.
Un saluto fraterno da Arrigo



----- Original Message ----- From: "Davide Bertok"
<davide.bertok at tiscali.it>
To: <dirittiglobali at peacelink.it>
Sent: Tuesday, February 02, 2010 1:52 AM
Subject: Re: Presenza del Crocifisso e laicità dello Stato. Documento da
inviare e diffondere se condiviso


Arrigo, non mi pare un esempio lampante il tuo.
Il Natale posso scegliere di non farlo entrare in casa mia, io posso
evitare la chiesa durante il Natale e persino evitare una piazza e un
negozio con i relativi addobbi.
Ma la scuola per un figlio (se l'avessi, diciamo di si in questo
esempio) non la posso evitare, quella è obbligatoria.
O meglio potrei se avessi i soldi e lo mando in una scuola privata.
Ma siccome da umile plebeo non ho abbastanza soldi lo mando in una
scuola pubblica, una scuola laica dove se voglio posso anche far saltare
la religione a mio figlio e se in famiglia non festeggiamo il natale la
maestra non ne farebbe una colpa e darebbe un tema diverso a mio figlio.
Perchè è espressione di una scuola per tutti, di una repubblica
democratica (almeno apparentemente) che deve rispettare le diversità.
Ma non lo è se impone il simbolo di solo una parte della società.
Avrebbe più senso mettere una foto di Berlusconi in una scuola dove la
maggioranza dei genitori di sinistra: almeno si potrebbe dire "è stato
eletto democraticamente, ma anche se non ci piace rappresenta il nostro
governo".
Il Cristo, per quanto portatore di un messaggio universale, non è uscito
dalle urne elettorali (perdonatemi, non voglio risultare blasfemo con
questa frase, spero di non offendere nessun credente ma anzi essere
piuttosto capito nel mio concetto).
Comunque è più "su questo che bisogna riflettere".

Ciao,
Davide

Il 02/02/2010 1.25, Arrigo Colombo ha scritto:
Caro Piervincenzo, ma quale offesa? chi viene offeso dalla presenza del
crocifisso? i non credenti? ma devono essere tolleranti rispetto alla
maggioranza credente. Ti offende il crocifisso e non ti offende la festa
del Natale? che è poi la nascita come l'altro è la morte della stessa
persona. Ma il discorso su stato e società civile è fondamentale e non
facilmente discutibile; su questo bisogna riflettere.
Un saluto fraterno da Arrigo Colombo


----- Original Message ----- From: "Piervincenzo Canale"
<piervincenzocanale at gmail.com>
To: <dirittiglobali at peacelink.it>
Sent: Monday, February 01, 2010 3:54 PM
Subject: Re: Presenza del Crocifisso e laicità dello Stato. Documento da
inviare e diffondere se condiviso


Brava Elisabetta. Anche ammettendo che quest'offesa non esista per i
non carttolici allora perche' non tappezziamo i muri delle scuole, dei
tribunali, degli uffici comunali, insomma in breve di tutte le sedi
istituzionali laiche di tutti i simboli religiosi e non?


Il 01/02/10, Elisabetta<gaggiandra at yahoo.it> ha scritto:
Per me è offensivo
( e non puoi stabilire tu, a priori, che per me non lo sia)




________________________________
Da: Arrigo Colombo <arribo at libero.it>
A: Undisclosed-Recipient at yahoo.com
Inviato: Lun 1 febbraio 2010, 13:58:48
Oggetto: Presenza del Crocifisso e laicità dello Stato. Documento da
inviare
e diffondere se condiviso


Movimento per la società di giustizia e per la speranza
Cari amici,
il Movimento ha preparato questo intervento sul crocifisso
nei pubblici uffici; per il quale chiede il vostro aiuto nell'invio e
nella
diffusione. Il documento può sempre essere fatto proprio e anche
mutato.
Gl'indirizzi:
Pres. Giorgio Napolitano, presidenza.repubblica at quirinale.it (Nome,
Cognome,
Indirizzo sono d'obbligo, altrimenti cestinato);
Pres. Francesco Amirante, segreteria.amirante at cortecostituzionale.it
Vice Presidente Nicola Mancino, segvpres at cosmag.it
Segr. Pier Luigi Bersani, segr.bersani at partitodemocratico.itUn saluto
fraterno da Arrigo Colombo

Movimento per la Società di Giustizia e per la Speranza
Lecce

Al Presidente del CSM Giorgio Napolitano
al Vicepresidente Nicola Mancino
al Presidente della Corte Costituzionale Francesco Amirante
al Segr. del PD Pier Luigi Bersani

Presenza del Crocifisso e laicità dello Stato

La presenza del Crocifisso nelle scuole e nei pubblici uffici, in
particolare nei tribunali, è stata negli ultimi anni oggetto di
contestazione. Nel 2003 il ricorso di Adel Smith; nel novembre scorso
l’intervento della Corte di Strasburgo; nei giorni scorsi il rifiuto
del
giudice Luigi Tosti.
Si è detto che era contro la libertà di religione, offensiva dei non
credenti, contraria alla laicità dello Stato.

Il Movimento ritiene opportuno fare alcune considerazioni.
Lo Stato è laico in quanto il suo potere si costituisce per una
cessione di
potere dei cittadini, non per un potere divino trasmessogli
attraverso la
Chiesa; come la Chiesa stessa pretese per buona parte del secondo
millennio
dell’era volgare (si vedano i testi di Gregorio VII, Innocenzo III,
Bonifacio VIII). Un potere, dunque, che non ha radici religiose ma è
autonomo, e altro da ogni potere religioso.

Lo Stato è però l’espressione di una società civile, con la sua
storia, la
sua tradizione, la sua fede.
Così la società italiana è una società cristiano-cattolica, con
frange di
altre confessioni e religioni,
e con uno strato agnostico o ateo. Perciò è una società cristiana
nella sua
stragrande maggioranza, anche se la pratica rituale è più bassa, e le
decisioni della gerarchia sono talora contestate; in base alla
libertà di
coscienza.

Perciò lo Stato italiano riconosce come giorno di riposo e di festa la
domenica. Perciò riconosce le grandi feste cristiane a cominciare dal
Natale
e dalla Pasqua. Perciò riconosce alla Chiesa un contributo economico.
E la
presenza del Crocifisso si colloca in questo contesto espressivo di una
società cristiana, mentre costituisce una presenza di grande valore
umano,
che parla del ruolo e della potenza redentrice del sacrificio.

Non contrasta la laicità dello Stato, il quale esprime e deve esprimere
quella società; né è offensiva di altre religioni e confessioni
minoritarie
o marginali; che anzi il loro spirito dovrebbe portarle a
condividere in
qualche misura la religiosità cristiana e le sue forme. Né offende gli
spiriti agnostici ed atei che sono piuttosto tenuti al rispetto della
religiosità altrui; come il religioso al rispetto della coscienza
atea. Nel
moderno spirito di tolleranza e di universale fraternità umana.
Lecce, gennaio 2010
per il
Movimento il Responsabile

Prof. Arrigo Colombo

Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull’utopia,
Università di Lecce
Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel/fax 0832-314160
E-mail arribo at libero.it/ Pag web
http://digilander.libero.it/ColomboUtopia




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