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Torino No Tav. Punto info / assemblea / aperitivo autogestito



Torino No Tav. Punto info / assemblea / aperitivo autogestito

Proseguono gli appuntamenti No Tav del mercoledì pomeriggio promossi dalla
Rete No Tav “Torino e cintura. Sarà dura”.

Mercoledì 28 aprile dalle 17,30
punto info / assemblea / aperitivo autogestito - porta qualcosa da
condividere con gli altri
in piazza Carignano

per info e contatti:
338 6594361
notav_autogestione at yahoo.it

Viviamo a Torino e siamo No Tav

Il Tav – Treno ad alta velocità - è un opera inutile, dannosa, distruttiva.
Un’opera che ha già devastato mezza Italia. Ovunque inquinamento del
suolo, rumore insopportabile, perdita di fonti idriche, distruzione
irreversibile dell’ambiente, case abbattute, città spezzate in due da
muraglioni.
Ogni chilometro di linea costruita in Italia è costato la vita ad un
lavoratore.
Una montagna di soldi pubblici sono stati sottratti ai treni per chi
lavora, alle scuole per i nostri figli, ad una sanità decente per tutti… a
quello che serve per la vita di ciascuno di noi.
Ha guadagnato chi costruisce, i signori del cemento e del tondino, amici e
destra come a sinistra, abbiamo perso noi tutti.

Molti credono che il TAV Torino-Lyon sia solo un affare valsusino ma si
sbagliano: l’impatto dell’opera e dei cantieri che per 30 anni
sventreranno la nostra città sarà fortissimo.
Secondo il commissario straordinario per la Torino Lione, Mario Virano,
ben 250.000 torinesi si troveranno a fare i conti con i cantieri del Tav.
1 su 4 di noi.
Cagnardi, l’architetto che ha preparato il progetto per Torino ha chiamato
“birillo” una casa ad otto piani che si troverà sul percorso del Tav nella
nostra città. Che fine fanno i birilli lo sanno anche i bambini. Peccato
che in questo, come nei tanti altri “birilli” che il Tav incontrerà sulla
sua strada, ci abitino uomini, donne e bambini. Gente come tanta, che
magari ha fatto fatica a mettere insieme i soldi per una casa che verrà
espropriata a basso costo. E parliamo dei “fortunati”, perché gli altri,
quelli cui la casa non la tireranno giù, il Tav se lo vedranno (e
sentiranno) sfrecciare sotto il naso.

Ma… ne vale la pena - dice il sindaco, che ha dichiarato esplicitamente
che a Torino “i rischi di impatto sono più forti che in Valsusa”.
Chiamparino è convinto che dopo le inutili cattedrali olimpiche i torinesi
siano ormai rassegnati a tutto.
La retorica di chi vuole l’opera ad ogni costo è piena di due espressioni
ripetute come una pubblicità ossessiva perché ci entrino bene in testa:
“progresso” e “collegamento con l’Europa”. L’immagine è quella della
piccola Italia schiacciata dietro la catena alpina, mentre fuori corrono
veloci treni e autostrade: camion e vagoni pieni di biscotti, caramelle e
copertoni made in Italy che vanno in Francia mentre dalla Francia arrivano
biscotti, caramelle e copertoni made in France.
Ma… vale davvero la pena di inquinare l’aria e l’acqua, utilizzando fonti
energetiche inquinanti e limitate per così poco?

Torino era la città intorno alla fabbrica, poi le fabbriche le hanno
chiuse e ci hanno messo i centri commerciali, belli e luccicanti. Tanti di
noi faticano ad arrivare alla fine del mese, l’asilo per i nostri figli
costa troppo, dobbiamo fare sei mesi di coda per un esame medico.

La domanda che facciamo a tutti è semplice ma precisa: a noi, alla nostra
vita serve tutto questo?
I dati, confermati anche dai tecnici governativi - li trovate sul retro -
dicono NO.
Invece chi ogni giorno prende il treno per andare a scuola o al lavoro
vorrebbe carrozze pulite, treni in orario, gabinetti nelle stazioni, più
sicurezza ma di queste “piccolezze” poco importa a chi ci governa, oggi
come ieri. Alla destra come alla sinistra.
In questi anni hanno ridotto drasticamente le spese per il trasporto
ferroviario. 95.000 lavoratori in meno, molte linee piccole ma preziose
tagliate come rami secchi, nessun investimento per la manutenzione mentre
miliardi sono stati spesi per l’alta velocità.
Viaggiare in treno è diventato ogni anno più pericoloso: incidenti come
quello di Viareggio sono il risultato di scelte scellerate che pongono in
secondo piano la salute e la vita di noi tutti.
Sui treni ci sono quelli della Freccia Rossa, passeggeri di serie A, e
passeggeri di serie B. È il viaggio all’epoca del Tav, un’opera pagata da
tutti ma riservata ai pochi che se la possono permettere.

Da ormai 20 anni, invece, i No Tav si battono per treni sicuri, puliti, a
basso prezzo per tutti.